In breve

> Pignoramento pensione: il limite passa a 1.000 euro

Il decreto aiuti bis, convertito in legge nel mese di settembre [1], ha introdotto una importante novità in tema di pignoramento della pensione.

Il legislatore, infatti, ha innalzato il limite di impignorabilità delle pensioni fino a 1.000 euro.

Ciò vuol dire che tutte le pensioni di importo pari o inferiore a 1.000 euro non potranno essere pignorate dai creditori del pensionato

Questo limite vale anche per le indennità che vengono corrisposte al posto della pensione.

Allora, se abbiamo un debito che non riusciamo a pagare, il nostro creditore potrà iniziare una azione esecutiva e pignorare la nostra pensione.

Però, se l’assegno mensile ammonta a 900 euro, con la nuova legge non potrà ottenere dal giudice neppure un euro.

La nostra pensione, infatti, rientra interamente nel limite di impignorabilità fissato dalla legge.

Diversamente se abbiamo una pensione di 1.200 euro, il giudice potrà assegnare al creditore una somma mensile pari a 1/5 di 200 euro, cioè della quota di pensione che supera la soglia di impignorabilità (1.200 euro – 1.000 euro = 200 euro).

In altre parole, il pignoramento dell’importo che va oltre 1.000 euro potrà ancora essere eseguito nei limiti già previsti dalla legge [2].

L’importanza di questo intervento è enorme se pensiamo che nel nostro paese nel 2020 erano circa 5,8 milioni i pensionati con un assegno inferiore a 1.000 euro.

Ricordiamo che in precedenza il limite di impignorabilità della pensione era pari ad una volta e mezzo l’assegno sociale e cioè il contributo economico che l’Inps versa a chi si trova in una situazione economica disagiata.

Tale assegno per il 2022 ammonta a 468,10 euro ed il limite di impignorabilità era, quindi, di 702,15 euro.

Allora la nuova regola assicura al debitore un minimo vitale maggiore rispetto a quello precedente, pari al doppio dell’assegno sociale, in ogni caso con un minimo di 1.000 euro.

Ricordiamo, infine, che se viene pignorato il conto corrente sul quale è accreditata la pensione, la somma già presente al momento della notifica del pignoramento può essere assegnata al creditore pignorante solo nella quota che supera il triplo dell’assegno sociale, cioè 1.404,30 euro (468,10 euro x 3 = 1.404,30 euro).

Ad esempio, se il pensionato al momento del pignoramento ha sul conto 2.000 euro, il creditore pignorante potrà ottenere 595,16 euro, pari alla somma che eccede il triplo dell’assegno sociale (2.000 euro – 1.404,30 euro = 595,70 euro).

Per gli accrediti della pensione successivi alla data del pignoramento, invece, varrà il limite di impignorabilità ora introdotto dal decreto aiuti bis di 1.000 euro.

Il pignoramento della pensione eseguito in violazione a queste regole è inefficace.

  1. Decreto legge n.115 del 9 agosto 2022.
  2. Art.545 codice procedura civile.