Al momento della morte di una persona si apre la sua successione ereditaria, con la quale tutti i rapporti giuridici, attivi e passivi, che facevano capo al defunto, passano ai suoi eredi.
Si tratta di una serie di attività piuttosto complesse che gli eredi devono compiere e, tra queste, la dichiarazione di successione.
Vediamo di cosa si tratta e come compilare la dichiarazione di successione.
Indice dei contenuti
Cos’è la dichiarazione di successione?
La dichiarazione di successione è un atto obbligatorio con il quale si comunica all’agenzia delle entrate che il patrimonio della persona deceduta si è trasferito agli eredi.
Nella dichiarazione di successione si devono indicare le generalità degli eredi e la descrizione dei beni che fanno parte dell’eredità.
Sulla base dei dati riportati nella dichiarazione di successione vengono poi liquidate le tasse sulla eredità che gli eredi dovranno pagare.
Come compilare la dichiarazione di successione?
La dichiarazione di successione si compila utilizzando i modelli presenti sul sito dell’agenzia delle entrate. L’agenzia offre anche, gratuitamente, il software di compilazione.
La dichiarazione deve contenere l’indicazione esatta di tutti i beni che fanno parte del patrimonio del defunto (c.d. asse ereditario), sia di quelli attivi, sia di quelli passivi.
Le informazioni inserite nella dichiarazione di successione servono a determinare la base imponibile e cioè l’importo su cui verranno calcolate le tasse di successione.
Per individuare l’attivo ereditario si devono considerare: denaro (non va indicato il tfr del lavoratore deceduto), titoli al portatore, oggetti preziosi, aziende, azioni di società e beni immobili posseduti dal defunto.
Per individuare il passivo ereditario si devono invece considerare tutti i debiti del defunto, oltre alle spese mediche sostenute da quest’ultimo negli ultimi sei mesi di vita e le spese funerarie nei limiti di 1.550 euro.
Non è sempre facile stabilire il valore dei beni da indicare nella dichiarazione di successione.
Per gli immobili del defunto, ad esempio, il dichiarante deve fare riferimento al valore catastale del bene e non al valore di mercato.
Per il denaro, i gioielli ed i mobili, invece, la legge viene in aiuto del dichiarante, stabilendo che a tali beni va dato un valore pari al dieci per cento del valore complessivo del patrimonio ereditario, già sottratti i debiti.
I veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico (PRA), infine, non devono essere dichiarati.
Nel caso in cui dopo la presentazione della dichiarazione di successione vengano trovati altri beni non dichiarati, ovvero si debbano modificare i dati catastali, le quote e via dicendo, occorrerà presentare una dichiarazione sostitutiva o integrativa.
Alla dichiarazione di successione vanno allegati i seguenti documenti:
- certificato di morte in carta libera;
- certificato di ultima residenza del defunto o autocertificazione;
- stato di famiglia del defunto e degli eredi o autocertificazione;
- copia dei documenti di identità e del codice fiscale del defunto e degli eredi;
- atto di notorietà con indicazione degli eredi o copia autentica testamento;
- atti di compravendita o altri atti relativi agli immobili di proprietà e relative visure catastali;
- atti di donazione del defunto in favore degli eredi;
- copia autentica eventuale dichiarazione di rinuncia all’eredità;
- fattura delle spese funerarie e mediche;
- documentazione bancaria / postale relativa a conti correnti, titoli, mutuo e via dicendo;
- dichiarazione relativa al possesso di azioni o quote societarie;
- verbale di apertura cassette di sicurezza.
La dichiarazione di successione va presentata all’agenzia delle entrate con modalità telematica, accedendo ai servizi telematici dell’agenzia stessa (Entratel o Fisconline) tramite Spid, CIE (carta di identità elettronica) o CNS (carta nazionale dei servizi).
Come già detto, dal sito dell’agenzia delle entrate è possibile scaricare anche il software gratuito di compilazione e invio della dichiarazione di successione.
Nel caso di invio telematico, al dichiarante arriverà, sempre in via telematica, la ricevuta di presentazione, documento che fornisce la prova della presentazione della dichiarazione di successione (unitamente alla ricevuta di presentazione l’agenzia invia anche una copia della dichiarazione di successione).
Nel caso, invece, si scelga di compilare e stampare la dichiarazione e consegnarla a mani, il dichiarante dovrà recarsi presso l’agenzia delle entrate dell’ultima residenza del defunto.
In alternativa i soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione di successione possono decidere di farsi assistere da un centro di assistenza fiscale (con un costo che si aggira intorno ai 500 euro) o da un professionista (con un costo solitamente più elevato).
Dopo l’invio della dichiarazione è bene richiedere una o più copie conformi della dichiarazione stessa, necessarie per sbloccare il conto corrente del defunto oppure i titoli bloccati al momento della morte dell’intestatario.
Le copie conformi vengono rilasciate a pagamento da qualsiasi ufficio territoriale dell’agenzia delle entrate.
Se il defunto risiedeva all’estero la dichiarazione di successione va presentata presso l’agenzia delle entrate del luogo in cui il defunto aveva l’ultima residenza in Italia se conosciuta, oppure, se sconosciuta, va inoltrata presso la direzione provinciale II di Roma – ufficio territoriale Roma 6 – EUR Torrino, in via Canton 20 – CAP 00144 Roma.
È ammessa la trasmissione della dichiarazione di successione con raccomandata indirizzata all’ufficio territorialmente competente nel solo caso in cui il dichiarante sia residente all’estero e non possa provvedere all’invio telematico.
Chi deve presentare la dichiarazione di successione?
La dichiarazione di successione può essere presentata:
- dalle persone indicate come eredi dalla legge (persone chiamate all’eredità per legge o per testamento);
- dalle persone cui é stato lasciato un bene specifico dell’eredità (c.d. legatari);
- dalle persone che sono nel possesso dei beni del defunto.
Non devono presentare la dichiarazione di successione le persone che, seppure chiamate, hanno dichiarato di rinunciare all’eredità o hanno rifiutato un lascito prima che siano passati 12 mesi dalla data del decesso.
Quando ci sono più persone che possono presentare la dichiarazione di successione (più eredi, più legatari) è sufficiente che uno solamente tra essi provveda alla sua compilazione e presentazione.
Nel caso in cui nel patrimonio del defunto non ci siano beni immobili o diritti reali immobiliari (usufrutto, uso, abitazione) e il valore dei beni ereditari non supera la somma di 100.000 euro, il coniuge e i parenti in linea retta (genitori, figli, nipoti) non sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione.
Termine di presentazione della dichiarazione di successione.
La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data della morte della persona della cui eredità si tratta.
Nel caso in cui il termine non venga rispettato, la legge prevede pesanti sanzioni amministrative (se la dichiarazione è presentata con un ritardo non superiore a trenta giorni la sanzione amministrativa varia dal 60% al 120 % della tassa di successione o, se non è dovuta la tassa, si applica la sanzione amministrativa da 150 a 500 euro).
In ogni caso è importante presentare la dichiarazione di successione prima di compiere qualsiasi atto che modifica il patrimonio ereditario.
Effetti della dichiarazione di successione.
Con la trasmissione telematica della dichiarazione di successione il dichiarante può richiedere in via automatica anche l’esecuzione delle volture catastali dei beni immobili rientranti nel patrimonio ereditario e, quindi, l’intestazione dei beni ereditari ai coeredi.
In questo caso il sistema fornirà una ulteriore ricevuta telematica contenente l’esito della domanda delle volture catastali.
Si noti che se il dichiarante non procede alle volture catastali in via automatica, sarà tenuto a presentare la richiesta di voltura degli immobili agli uffici provinciali – territorio dell’agenzia entro 30 giorni dal deposito della dichiarazione di successione.
Sempre a seguito della presentazione della dichiarazione di successione e sempre se nell’attivo sono ricompresi beni immobili, l’ufficio territoriale competente trasmette in via automatica copia della dichiarazione stessa a tutti i comuni in cui si trovano gli immobili stessi, così gli eredi non dovranno dichiarare alcunché ai fini dell’imposta unica municipale (IMU).
Quali sono le tasse da pagare?
Stabilito il valore dei beni presenti nel patrimonio ereditario e sottratte le passività, si determina la base imponibile, ossia il valore su cui calcolare le tasse da pagare.
Il coniuge ed i parenti in linea retta (genitori, figli e nipoti) dovranno pagare una tassa del 4% sul valore dell’eredità ricevuta. Se però i beni ereditari hanno un valore inferiore a un milione di euro (c.d. franchigia) costoro non devono pagare alcuna imposta di successione.
Se chiamati all’eredità, invece, sono i fratelli o le sorelle del defunto, questi dovranno pagare una tassa del 6% sulla eredità ricevuta, con una franchigia di 100.000 euro per ciascuno dei beneficiari.
Gli altri parenti fino al quarto grado (ad esempio i cugini), gli affini in linea retta e quelli in linea collaterale fino al terzo grado (ad esempio i cognati) pagano una tassa del 6% e non godono di alcuna franchigia (e quindi anche se ricevono una eredità di valore inferiore a 100.000 euro devono pagare le tasse).
Tutti gli altri soggetti dovranno pagare una tassa del 8% dell’eredità ricevuta.
Quando l’erede è una persona portatrice di handicap grave, riconosciuto tale ai sensi di legge, l’imposta dovuta si applica esclusivamente sulla parte del valore della quota ereditata che supera l’importo di 1,5 milioni di euro.
Come si paga la tassa di successione?
Una volta ricevuta la dichiarazione di successione, l’ufficio territoriale competente dell’agenzia delle entrate invia all’erede un avviso di liquidazione con l’indicazione dell’imposta di successione da pagare.
Il versamento della tassa dovrà essere eseguito entro 60 giorni dal ricevimento dell’avviso di liquidazione.
Si noti che il pagamento oltre il termine indicato ha quale conseguenza l’applicazione di sanzioni oltre agli interessi di mora.
Il pagamento può anche essere rateizzato (8 rate trimestrali). Per poter pagare ratealmente è però necessario che il 20% del totale venga comunque versato entro 60 giorni dal ricevimento dell’avviso di liquidazione.
Si consigli di conservare la ricevuta di avvenuto pagamento della tassa di successione, unitamente alla copia della dichiarazione di successione e della relativa ricevuta di presentazione.






