Norme e Diritto

Confisca dell’auto per guida in stato di ebbrezza: come evitarla?

Ormai tutti sono a conoscenza delle conseguenze alle quali vanno incontro se vengono sorpresi a guidare un veicolo in stato di ebbrezza alcolica.
Fra queste una di quelle che più preoccupa gli automobilisti è la confisca dell’auto condotta al momento dell’accertamento nel caso in cui il mezzo sia di proprietà del conducente e il tasso alcolico accertato sia superiore a 1,5 mg/l.
È importante sapere, però, che in alcuni casi la confisca dell’auto può essere evitata.
Infatti, l’automobilista prima che il giudice emetta la sua decisione (normalmente un decreto penale di condanna) può fare richiesta allo stesso di sospendere il procedimento penale con messa alla prova.

Cos’è la messa alla prova?

Per evitare la condanna e la conseguente confisca dell’auto per guida in stato di ebbrezza l’indagato può chiedere al giudice di svolgere lavori di pubblica utilità in favore della collettività.
Questi lavori devono essere effettuati presso enti pubblici, organizzazioni di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato.
La durata dei lavori di pubblica utilità viene stabilita dal giudice (la legge prevede solo che la messa alla prova può durare al massimo due anni per i reati puniti con pena detentiva e un anno per i reati puniti con la pena pecuniaria e cioè con la multa).
A sorvegliare la persona durante i lavori di pubblica utilità è un apposito ufficio del tribunale, l’ufficio di esecuzione penale esterna (uepe).
Se l’indagato svolge regolarmente i lavori di pubblica utilità e segue tutte le altre indicazioni date dal giudice, il reato si estingue (sentenza di non doversi procedere per estinzione del reato per esito positivo della prova).
Se invece la prova non viene svolta correttamente dall’indagato, il giudice revocherà la sospensione del procedimento penale, che riprenderà il suo corso.

Quali sono gli effetti della messa alla prova?

Con l’esito positivo della messa alla prova e il deposito della sentenza che dichiara estinto il reato di guida in stato di ebrezza, vengono meno le condizioni previste dalla legge per procedere alla confisca dell’auto per guida in stato di ebbrezza, che dovrà, quindi, essere restituita al suo proprietario.
In una recente sentenza [1] la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima una norma del codice della strada [2] nella parte in cui attribuisce al prefetto la facoltà di decidere in ordine alla confisca dell’auto, anziché disporne la restituzione all’imputato, nel caso di esito positivo della messa alla prova.

Cosa sono i lavori di pubblica utilità?

Nel caso in cui non sia più possibile sospendere il procedimento penale con messa alla prova, perché è già stato emesso il decreto penale di condanna, si può ancora sperare di evitare la confisca dell’auto?
Si, é ancora possibile, impugnando il decreto penale di condanna, entro 15 giorni dal ricevimento del provvedimento, e chiedendo al giudice di sostituire la pena con i lavori di pubblica utilità.
I lavori di pubblica utilità, come la messa alla prova, consistono in un’attività non retribuita svolta in favore della collettività presso enti pubblici, comuni, province, regioni o enti e organizzazioni di assistenza sociale o di volontariato, accreditati, sotto la sorveglianza dell’ufficio di esecuzione penale esterna (uepe).

Quanto durano i lavori di pubblica utilità?

Nel caso di condanna il giudice, su istanza di parte, può sostituire la pena detentiva o pecuniaria con i lavori di pubblica utilità non retribuiti da eseguirsi presso gli enti accreditati sopra indicati [3]. 
In particolare, un giorno di lavoro di pubblica utilità corrisponde ad un giorno di pena detentiva (arresto) e alla pena pecuniaria (ammenda) di 250 euro.
Ad esempio se vengo condannato a corrispondere 2.500 euro di ammenda, dovrò svolgere 10 giorni di lavori di pubblica utilità (2.500 : 250 = 10).
Se invece vengo condannato alla pena di un mese di arresto, dovrò lavorare per 30 giorni, pari a 60 ore di lavoro di pubblica utilità (infatti un giorno di lavoro di pubblica utilità corrisponde a due ore di lavoro effettivo).
Si noti infine che i lavori di pubblica utilità devono essere svolti in modo tale da non impedire all’imputato di lavorare, di studiare o di badare alla propria famiglia o alla propria salute.

Quali sono gli effetti dei lavori di pubblica utilità?

Nel caso in cui i lavori di pubblica utilità vengano conclusi positivamente, il giudice dichiara estinto il reato di guida in stato di ebrezza.
L’auto non potrà essere confiscata e il periodo di sospensione della patente di guida sarà ridotto del 50%.
Inoltre, nel certificato penale del casellario giudiziale richiesto dall’interessato (c.d. fedina penale) non viene neppure iscritta la sentenza di condanna per guida in stato di ebrezza.
In caso di esito negativo, invece, il giudice revocherà la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità e ripristinerà  la pena principale (arresto e ammenda).
Come abbiamo visto, si tratta di due procedimenti che comportano degli innegabili vantaggi, anche se non è sempre facile reperire degli enti disponibile ad accogliere l’interessato per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, visto il numero elevato di richieste.
Quando si riceve un decreto penale di condanna si consiglia di rivolgersi immediatamente al proprio legale di fiducia, poiché il termine per opporsi al provvedimento e chiedere al giudice di sostituire la pena con i lavori di pubblica utilità è molto breve (15 giorni).
Infine, se guidando in stato d’ebrezza, si provoca un incidente, non si potranno svolgere i lavori di pubblica utilità.
Quindi l’unico modo per evitare le confisca e la perdita definitiva dell’auto sarà quello di richiedere al giudice di sospendere il procedimento penale con messa alla prova.
  1. Corte Costituzionale n.75 del 7 aprile 2020.
  2. Art.224 ter comma 6 codice della strada.
  3. Art.186 comma nove bis codice della strada.