Lavoro

Ferie imposte dal datore di lavoro: è legittimo?

Dopo un lungo anno di lavoro, non vediamo l’ora che arrivi l’estate per godere finalmente di un periodo di meritato riposo in compagnia dei nostri cari.
Non sempre, però, risulta facile conciliare le esigenze di tutti, poiché spesso le ferie imposte dal datore di lavoro ci costringono a cambiare i nostri piani.

Finalità delle ferie.

Come tutti sanno, il lavoratore ha il diritto di godere, ogni anno, di un periodo di ferie retribuite.
Le ferie svolgono l’importante funzione di permettere al dipendente di recuperare le energie fisiche e psichiche spese durante il precedente periodo lavorativo e di dedicarsi alla famiglia o ad altre attività di svago.
Vista l’importante funzione delle ferie, la legge interviene per stabilire il numero minimo di giorni annuali di ferie di cui il lavoratore deve godere.
La legge stabilisce inoltre che le ferie spettano a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla qualifica, mansione o dal tipo di contratto.

Quanti giorni di ferie maturano in un mese di lavoro?

Ogni lavoratore inizia a maturare le ferie sin dal primo giorno in cui viene assunto.
Normalmente, per ogni mese di attività, il lavoratore matura 1/12 delle ferie complessive che gli spettano in un anno.
Si noti che le frazioni di mese, pari o superiori a 15 giorni, sono considerate al pari del mese intero.
Per capire, invece, quanti giorni di ferie spettano in un anno, occorre consultare il proprio contratto collettivo alla sezione ferie del lavoratore.
Facciamo un esempio.
Se un dipendente, che lavora 5 giorni a settimana, ha diritto a 30 giorni di ferie retribuite annuali, maturerà 10 giorni di ferie in 4 mesi (30 : 12 = 2,5 x 4 = 10).
Quindi se il lavoratore è stato assunto, ad esempio, il 1º aprile 2021, nel mese di agosto avrà diritto a stare a casa in ferie dal 1º agosto al 13 agosto.

Quanti giorni di ferie ci spettano in un anno?

Tutti i lavoratori hanno diritto, ogni anno, ad almeno quattro settimane di ferie retribuite.
Due settimane di ferie devono essere godute in modo ininterrotto, entro l’anno di maturazione.
Le altre due settimane, invece, possono essere godute anche in modo non continuativo, entro 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione.
I contratti collettivi possono stabilire ulteriori periodi di ferie, da godere in modo non continuativo, secondo le modalità stabilite dal contratto stesso.

Le ferie in alcuni contratti collettivi.

Nel contratto collettivo del commercio sono previsti 26 giorni lavorativi di ferie per i dipendenti che lavorano su 6 giorni a settimana.
Nel contratto collettivo dei metalmeccanici sono previste, per ogni anno, 4 settimane di ferie.
Ogni settimana di ferie corrisponde a 5 o 6 giorni lavorativi a seconda che il dipendente lavori 5 o 6 giorni a settimana.
Nel contratto collettivo dei chimici, i lavoratori con una anzianità di servizio fino a 10 anni hanno diritto a 4 settimane di ferie, quelli con anzianità superiore ai 10 anni, a 5 settimane di ferie all’anno.
Nel contratto collettivo dei trasporti sono previsti 22 giorni lavorativi di ferie all’anno, se l’orario di lavoro è distribuito su 5 giorni settimanali, 26 giorni lavorativi se l’orario di lavoro è distribuito su 6 giorni settimanali.
Nel contratto collettivo dei tipografi e grafici 2021, invece, sono previsti 27 giorni di ferie annue.

Maturazione delle ferie durante le assenze.

La maturazione delle ferie è legata normalmente alla presenza del dipendente sul posto di lavoro.
In alcuni casi, tuttavia, le ferie maturano anche se il dipendente si assenta dal lavoro, ad esempio,
  • durante il congedo di maternità o paternità (nel caso di astensione obbligatoria),
  • durante il congedo matrimoniale,
  • durante le assenze per infortunio sul lavoro o per malattia,
  • quando ci si reca ai seggi elettorali come scrutatore, presidente o segretario.

Altri casi di assenze durante i quali maturano le ferie possono essere stabiliti dai contratti collettivi.

Diversamente, vi sono dei casi di assenza dal lavoro in cui le ferie non maturano, ad esempio,
  • durante il congedo parentale e l’assenza per la malattia del bambino,
  • durante l’aspettativa sindacale per cariche elettive,
  • durante lo sciopero,
  • durante il periodo di preavviso se non viene lavorato,
  • durante la cassa integrazione a zero ore.

Le ferie nel contratto di lavoro part-time.

Nel contratto di lavoro part-time orizzontale (cioè quando si lavora tutti i giorni della settimana ma per meno ore giornaliere) maturano gli stessi giorni di ferie del contratto a tempo pieno.
Diversamente, nel contratto di lavoro part-time verticale (cioè quando si lavora solo in alcuni giorni della settimana o in alcuni periodi dell’anno) le ferie maturano in proporzione alle giornate di lavoro effettivamente svolte.
Ad esempio, se il contratto collettivo prevede per i lavoratori a tempo pieno 30 giorni di ferie all’anno, per un part-time verticale che ha lavorato per 8 mesi il calcolo potrebbe essere il seguente: 30 : 12 = 2,5 x 8 = 20 giorni di ferie all’anno.
Un po’ più complicato risulta il calcolo nel part-time verticale in cui il dipendente lavora solo qualche giorno alla settimana.
In questo caso il numero complessivo di giorni di ferie previsti per i lavoratori a tempo pieno andrà diviso per il numero di giorni lavorati normalmente in una settimana (ad esempio 6 giorni) e il risultato moltiplicato per il numero di giorni lavorati dal dipendente con contratto part time verticale (ad es. 3 giorni).
Il calcolo potrebbe essere il seguente: 30 : 6 = 5 x 3 = 15 giorni di ferie all’anno.
In ogni caso, si suggerisce di leggere con attenzione gli articoli del contratto collettivo di settore che dettano le regole in materia.

Cosa succede se il lavoratore si ammala durante le ferie?

La malattia insorta durante il periodo di ferie interrompe le ferie.
A tal fine il lavoratore deve inviare il certificato medico al datore di lavoro seguendo la consueta procedura, di cui si occuperà il medico del servizio sanitario nazionale.
Solo dal momento in cui il datore di lavoro riceve la comunicazione della malattia del lavoratore (attraverso telefono, telegramma o certificato medico) avviene la trasformazione delle ferie in malattia.
Quando il lavoratore trascorre le proprie vacanze in Italia, lontano dalla propria residenza e, quindi, dal proprio medico curante, nel momento in cui si ammala deve rivolgersi alla guardia medica locale oppure recarsi presso l’ospedale più vicino al luogo di villeggiatura per ottenere il rilascio del certificato di malattia.
Diversamente, se il lavoratore si trova all’estero, la procedura da seguire varia a seconda che si tratti di un paese extra europeo oppure europeo.
Nel primo caso, il lavoratore dovrà recarsi presso un medico del luogo per ottenere il certificato, dovrà poi farlo tradurre e legalizzare dall’autorità consolare del proprio paese ed, infine, inviarlo entro due giorni all’Inps del luogo di residenza e al proprio datore di lavoro.
Nel secondo caso, tutto sarà più semplice.
Infatti il certificato redatto dal medico del luogo sarà valido anche in Italia.
Si consiglia in ogni caso di avvisare subito (anche telefonicamente) il proprio datore di lavoro.
Una volta comunicato lo stato di malattia, si applicano le normali regole, compreso l’obbligo di rispettare le c.d. fasce di reperibilità.
Si noti che non sempre la malattia insorta durante le ferie ne giustifica l’interruzione.
Infatti, solo una malattia che sia di tale gravità da impedire al lavoratore di recuperare le energie psico-fisiche spese durante il precedente periodo lavorativo provocherà l’interruzione delle ferie.
Ad esempiola febbre alta, il ricovero in ospedale per un intervento urgente oppure l’applicazione di una ingessatura vengono comunemente considerati eventi che possono comportare l’interruzione delle ferie.
Diversamente un dolore alla schiena, che non sia insopportabile, o una situazione di stress psico-fisico difficilmente potranno essere considerati eventi idonei ad interrompere le ferie.
Si badi che il datore di lavoro può sempre verificare se la malattia è incompatibile con le ferie del lavoratore e, quindi, se l’interruzione delle ferie é giustificata.
Per effettuare questa verifica dovrà chiedere una visita di controllo all’Inps, indicando espressamente, al momento della richiesta, che si tratta di un lavoratore ammalatosi durante le ferie.

Ferie imposte dal datore di lavoro: è legittimo?

È opinione comune che il lavoratore possa decidere quando andare in ferie.
Non è così.
La determinazione del periodo di ferie spetta, infatti, al datore di lavoro, il quale deciderà solo dopo aver valutato le esigenze produttive ed organizzative dell’azienda.
Il datore di lavoro, comunque, non è completamente libero nel decidere le ferie del lavoratore.
Infatti deve sempre fare in modo che venga assicurata la funzione fondamentale delle ferie, che è quella di consentire al dipendente di riposare e recuperare le energie spese durante l’anno di lavoro.
Quindi, una volta valutate le esigenze aziendali, il datore, è tenuto a prendere in considerazione anche gli interessi dei lavoratori.
Di conseguenza, nel caso in cui non ricorrano particolari esigenze organizzative e produttive dell’azienda, sarà maggiore il potere del lavoratore di pesare sulla decisione del datore di lavoro, avanzando le proprie richieste.
In ogni caso il lavoratore deve essere avvisato con sufficiente anticipo così da consentirgli di organizzare con comodità il periodo feriale.
Allo stesso modo, le eventuali modifiche del periodo di ferie concesso al lavoratore, dovute a mutate esigenze aziendali, devono essere comunicate al lavoratore stesso con sufficiente preavviso e comunque prima dell’inizio del periodo di ferie.