Talvolta la conclusione di un contratto di affitto lascia molte situazioni irrisolte.
Può accadere, infatti, che l’inquilino riconsegni le chiavi ma non chiuda le utenze (ad esempio relative alla fornitura di energia elettrica), attività di cui dovrà occuparsi il proprietario.
Spesso, in quella occasione, si viene a sapere che l’inquilino non ha neppure pagato una o più bollette.
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Se l’inquilino non chiude le utenze, come dobbiamo comportarci?
Quando il proprietario, dopo la restituzione delle chiavi, accerta che le utenze sono ancora attive deve provvedere alla loro chiusura.
Per fare ciò ha la necessità di sapere chi è il fornitore dell’energia e, quindi, recuperare il codice che identifica l’utenza (c.d. codice POD per la luce).
Ma come fare a recuperare tali dati?
A tal fine si consiglia di controllare il contatore elettronico per verificare se sullo stesso sono riportati i dati che identificano l’utenza.
A questo proposito è bene sapere che nel contatore Enel è possibile visualizzare sul display solo il numero cliente, attraverso il quale si può poi risalire al codice POD.
Alcuni modelli di contatore elettronico, come quello Ireti e Unareti, consentono, invece, di visualizzare sul display anche il codice POD.
I dati ottenuti tramite l’esame del contatore elettronico permetteranno al proprietario di rivolgersi allo sportello on line per il consumatore e conoscere il nominativo del gestore e lo stato del contratto.
Diversamente, qualora non sia possibile reperire i dati necessari sul contatore elettronico, il proprietario potrà verificare se all’interno dell’appartamento è stata lasciata una fattura, oppure dovrà attendere che all’indirizzo venga recapitata una bolletta.
Ottenuto il codice POD, il proprietario potrà contattare il fornitore serenamente poiché, anche se i pagamenti delle fatture non sono regolari, non sarà tenuto a versare gli arretrati, che potranno essere richiesti solo all’intestatario dell’utenza.
In tale occasione il proprietario potrà anche ottenere la chiusura del contratto così da potersi rivolgere ad altro fornitore.
Nel caso in cui la ricerca non dia alcun risultato (perché sul contatore non troviamo le informazioni necessarie e la bolletta non arriva, avendo l’inquilino attivato il servizio di inoltro della corrispondenza presso altro indirizzo), al proprietario non rimarrà altro da fare se non contattare il distributore di zona (ossia la società che si occupa dei contatori e della manutenzione della rete di distribuzione).
A quest’ultimo potrà richiedere le necessarie informazioni semplicemente fornendo il numero di matricola, ossia il numero di serie del contatore che si trova sull’apparecchio stesso.
Si può staccare la luce all’inquilino che non paga?
Non sempre l’inquilino è puntuale nei pagamenti e, a volte, addirittura, smette di versare il canone di locazione anche per diversi mesi.
In quest’ultimo caso il proprietario potrebbe sentirsi autorizzato ad interrompere le forniture di luce, acqua e gas, se intestate al proprietario stesso, al fine di costringere l’inquilino a lasciare l’immobile e trasferirsi altrove.
Questo comportamento, in realtà, è vietato dalla legge (reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni) poiché lo Stato non può consentire che i cittadini si facciano giustizia da soli [1].
Allo stesso modo, se l’inquilino non chiude le utenze dopo essersi allontanato spontaneamente dall’immobile, il proprietario non può entrare nell’immobile stesso e neppure fare chiudere le utenze in assenza di una autorizzazione espressa da parte dell’inquilino.
In questi casi, infatti, il proprietario dovrà iniziare una causa in tribunale per rientrare in possesso dell’abitazione.
Ogni sua diversa azione (sostituzione serrature, chiusure utenze e così via), compiuta senza il consenso dell’inquilino allontanatosi, potrebbe giustificare una azione per danni da parte dell’inquilino stesso o, ancora peggio, una denuncia penale per esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
È possibile venire a conoscenza del nuovo indirizzo di residenza dell’ex inquilino?
Quando il contratto di locazione termina e l’inquilino restituisce le chiavi, deve anche andare in comune per il cambio di residenza.
Il proprietario che vuole conoscere il nuovo indirizzo dell’inquilino potrà, allora, recarsi presso l’ufficio anagrafe del comune dell’ultima residenza e richiedere un certificato da cui risulti il nuovo indirizzo.
Se l’inquilino ha trasferito la residenza in un altro comune, l’impiegato del comune potrà rilasciare soltanto un certificato da cui risulta l’indicazione del nuovo comune in cui l’inquilino si è trasferito.
Ci si dovrà quindi rivolgere all’ufficio dell’anagrafe di quest’ultimo comune per richiedere il rilascio di un certificato di residenza.
Ma come dobbiamo comportarci, se l’inquilino non provvede a cambiare la residenza?
Non è certamente consigliabile che una persona con la quale non abbiamo più alcun rapporto continui a risultare residente in un immobile di nostra proprietà.
In questi casi si potrà solo richiedere al comune di procedere alla cancellazione della persona dalla popolazione residente e di dichiarane l’irreperibilità.
A tal fine il comune dovrà accertare che la persona non dimora più nel luogo indicato come residenza da oltre un anno.
- Art.393 codice penale.






