La nostra Costituzione stabilisce che ogni cittadino ha il dovere di difendere la Patria e che il servizio militare é obbligatorio.
Tutti sanno, tuttavia, che il servizio militare è stato abolito nel 2004 o, meglio, sospeso in tempo di pace [2].
Scomparso il servizio militare obbligatorio, nei fatti, ha perso interesse anche l’alternativa del servizio civile, introdotto nel nostro paese tempo fa, a seguito della rivendicazione del diritto alla obiezione di coscienza.
Nel 2017, per rispondere ad una nuova esigenza di impegno dei giovani nel sociale, è stato istituito il servizio civile universale con la finalità di promuovere la difesa non violenta della Patria e la pace fra i popoli.
Ora il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) propone di dare nuovo impulso al servizio civile universale anche per favorire da parte dei giovani, in un mercato del lavoro fermo, l’acquisizione di nuove competenze da utilizzare a livello professionale [3].
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Cos’è il servizio civile universale?
Tutti i giovani, senza distinzione di sesso, purché di età compresa fra i 18 ed i 28 anni, che vogliono impegnarsi nella difesa non armata e non violenta della Patria e promuovere l’educazione e la pace tra i popoli, nonché i valori della Repubblica, possono svolgere il servizio civile universale.
Si tratta di un servizio volontario al quale sono ammessi non solo i cittadini italiani, ma anche i cittadini di paesi dell’unione europea e gli stranieri con permesso di soggiorno.
Non sono ammessi, invece, coloro che hanno riportato condanne penali e gli appartenenti ai corpi militari e alle forze di polizia.
La selezione dei giovani.
Lo Stato emana un bando pubblico di selezione dei giovani da avviare al servizio civile universale.
I giovani, in possesso dei requisiti sopra indicati (età e cittadinanza/permesso di soggiorno), devono presentare la loro candidatura nel termine indicato dal bando stesso.
Gli enti del servizio civile universale (ossia i soggetti pubblici o privati no profit) iscritti in un elenco pubblico effettuano la selezione e, infine, pubblicano gli esiti.
I giovani selezionati saranno chiamati a sottoscrivere un contratto con la Presidenza del consiglio dei ministri.
Si noti che il rapporto che si instaura con il giovane non è mai un rapporto di lavoro.
Il giovane è a tutti gli effetti “disoccupato” e quindi non si fa luogo alla sospensione o alla cancellazione dalle liste di collocamento.
Il servizio civile universale può essere svolto una sola volta nella vita.
Durata del servizio civile universale e retribuzione.
Il servizio civile universale ha una durata variabile in base al programma per il quale il giovane è stato selezionato.
Il programma non può durare meno di otto mesi e più di dodici mesi.
Il contratto indica la data di inizio del servizio ed il trattamento economico che non è soggetto a tassazione.
Durante il servizio civile universale il volontario deve impegnarsi per realizzare il progetto stabilito nel contratto e non può svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo se incompatibile con il servizio civile stesso.
L’orario di servizio prevede venticinque ore a settimana oppure un monte ore variabile annuo da 1145 ore per i progetti di 12 mesi a 765 ore per quelli di otto mesi.
Attualmente la retribuzione è di circa 440 euro mensili, a cui andrà aggiunta una indennità giornaliera se il progetto prevede lo svolgimento dell’attività all’estero.
In caso di maternità, la legge stabilisce che, dalla data di sospensione del servizio a quella della sua ripresa, la volontaria ha diritto di ricevere l’assegno ridotto di un terzo.
Si tenga infine presente che i periodi corrispondenti al servizio civile universale possono essere riscattati, in tutto o in parte, ai fini pensionistici a domanda dell’assicurato.
Ambito di svolgimento dei progetti.
Considerate le finalità perseguite dal servizio civile universale (difesa non violenta della Patria e pace fra i popoli) le attività dei volontari sono svolte nei seguenti settori:
- assistenza;
- protezione civile;
- patrimonio ambientale e riqualificazione urbana;
- patrimonio storico, artistico e culturale;
- educazione e promozione culturale e dello sport;
- agricoltura e promozione delle coltivazioni biologiche;
- diffusione della pace fra i popoli;
- tutela dei diritti umani;
- diffusione della cultura italiana all’estero e assistenza alle comunità italiane all’estero.
Rapporto tra servizio civile universale, lavoro e studio.
Al termine del contratto viene rilasciato ai volontari un attestato per il periodo di servizio civile universale effettuato senza demerito, con l’indicazione dell’attività svolta.
Grazie a tale attestato si possono ottenere dei benefici sia scolastici sia nel mondo del lavoro.
Le università, infatti, possono riconoscere crediti formativi ai volontari che hanno svolto il servizio civile universale.
In ambito lavorativo, invece, lo Stato e le regioni possono stipulare convenzioni con associazioni di imprese private, con associazioni di rappresentanza delle cooperative e con altri enti al fine di favorire l’assunzione dei volontari che abbiano terminato il servizio civile universale.
Infine, nei concorsi pubblici il periodo di servizio civile universale effettivamente prestato è valutato allo stesso modo del servizio prestato presso le amministrazioni pubbliche.
- Art. 52 Costituzione.
- Legge n.226 del 23 agosto 2004.
- Decreto Legislativo n.40 del 6 marzo 2017.






