Norme e Diritto

Come sbloccare il conto corrente del defunto

La banca, non appena viene a conoscenza della morte del titolare, provvede a bloccare il suo conto corrente.

Il denaro presente sul conto al momento della morte del titolare, infatti, non può essere consegnato agli eredi prima che sia stata presentata la dichiarazione di successione.

Vediamo ora come sbloccare il conto corrente del defunto ed entrare in possesso del denaro ivi depositato.

Innanzitutto, la banca può bloccare solamente quella parte di denaro di proprietà del defunto e non la quota di proprietà di terzi.

E così, nel caso in cui una coppia apra un conto corrente cointestato per versare lo stipendio e pagare le utenze domestiche o il mutuo, alla morte di uno di loro la banca potrà bloccare solo il 50% del conto corrente, lasciando l’altro coniuge libero di disporre a suo piacimento del residuo.

Al riguardo è bene ricordare che quando un conto corrente é intestato a due persone, in assenza di prova contraria, si presume che ciascuno sia proprietario del 50% del denaro depositato, se intestato a tre persone, del 33,33% e così via.

Come sbloccare il conto corrente del defunto: quali documenti occorrono?

Per prima cosa gli eredi devono avvisare la banca dell’avvenuto decesso dell’intestatario del conto corrente.

A tal fine, dopo una comunicazione verbale, si consiglia di consegnare agli uffici della banca il certificato di morte.

Una volta ricevuta la comunicazione, la banca blocca tutti i beni (denaro, titoli e così via) intestati al defunto.

Si noti che il prelievo da parte di un erede di somme di denaro dal conto corrente del defunto prima del blocco del conto corrente stesso, vale come accettazione dell’eredità.

L’erede, di conseguenza, non potrà più rinunciare all’eredità e sarà tenuto a restituire agli altri le somme prelevate.

I beni bloccati dalla banca saranno poi consegnati agli eredi, in proporzione alla quota spettante a ciascuno, solo nel momento in cui verrà depositata in banca copia della dichiarazione di successione.

Ormai tutti sanno che la dichiarazione di successione è l’atto con cui il dichiarante comunica all’agenzia delle entrate chi sono gli eredi e quali sono i beni che compongono il patrimonio ereditario (compreso il saldo del conto corrente).

Tale dichiarazione va presentata in via telematica all’agenzia delle entrate, che ne rilascia ricevuta, anche da un solo erede o da un legatario (cioè chi é destinatario di uno specifico bene ereditario) o da chi si trova nel possesso dei beni del defunto.

Generalmente la banca richiede una copia conforme della dichiarazione stessa oppure la certificazione rilasciata dall’agenzia delle entrate.

La copia conforme della dichiarazione di successione potrà essere richiesta in qualsiasi ufficio dell’agenzia delle entrate e sarà rilasciata a pagamento.

Alcune banche richiedono anche l’attestazione di versamento delle imposte di successione.

Si noti che la dichiarazione di successione non va presentata quando il valore totale dei beni ereditari non supera i 100.000 euro e nell’eredità non sono compresi immobili o altri diritti reali immobiliari.

In questo caso è bene informare da subito la banca così da velocizzare la procedura per sbloccare il conto corrente del defunto.

Si consiglia, infine, di verificare in agenzia se la banca richiede altri documenti quali, ad esempio, l’atto di notorietà oppure la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà per successione.

Si tratta di dichiarazioni in cui sono indicati gli eredi del defunto e i loro dati (cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza e grado di parentela con il defunto), incluso il dichiarante se erede.

Per la loro validità è necessario che la firma del dichiarante sia autenticata da un pubblico ufficiale (ufficiale di anagrafe del comune, cancelliere del tribunale e così via).

Se la persona deceduta ha lasciato testamento, infine, gli eredi dovranno consegnare alla banca anche una copia conforme del testamento stesso.

Come sbloccare il conto corrente del defunto: la suddivisione delle somme.

Consegnata tutta la documentazione, la banca provvederà a sbloccare il conto corrente del defunto e a mettere a disposizione degli eredi le somme su di esso depositate.

Di norma gli eredi potranno chiedere alla banca di bonificare l’importo loro dovuto sul proprio conto corrente, oppure potranno decidere di lasciare le somme sul conto corrente del defunto che a questo punto dovrà cambiare intestazione.

La banca dividerà fra gli eredi le somme depositare sul conto secondo le quote loro spettanti in base alla legge, così come risultanti dalla documentazione consegnata dagli eredi stessi (dichiarazione di successione, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà o testamento).

Sulle somme depositate sul conto corrente gli eredi dovranno pagare l’imposta di successione in base all’aliquota stabilita dalla legge (dal 4% all’8% tenuto conto del grado di parentela con il defunto e solo nel caso in cui il valore del patrimonio ereditario sia superiore ad un determinato importo anch’esso stabilito in relazione al grado di parentela con il defunto).

Come sbloccare il conto corrente del defunto: operazioni consentite sul conto corrente bloccato.

Nel caso in cui sul conto corrente del defunto ci siano delle bollette domiciliate, siano attivi dei pagamenti automatici (RID) ovvero bonifici periodici (canoni di locazione, pensione e così via), queste operazioni possono essere eseguite nonostante il conto corrente sia bloccato.

Di norma, se c’è l’accordo fra tutti gli eredi, è anche consentito utilizzare il conto del defunto per il pagamento delle spese del funerale.

Si noti, infine, che la banca dovrà corrispondere agli eredi gli interessi maturati sulle somme depositate sul conto corrente del defunto durante il periodo in cui lo stesso è rimasto bloccato, ma soltanto dalla data di presentazione della dichiarazione di successione alla data in cui le somme verranno divise fra gli eredi.