Norme e Diritto

Con quanti soldi in contanti si può viaggiare?

L’abbattimento delle frontiere tra i vari paesi europei, la diffusione delle compagnie aeree low cost e una maggiore consapevolezza dell’importanza delle lingue straniere ci hanno resi tutti più desiderosi di uscire dai confini nazionali per avventurarci alla scoperta del mondo.

A fronte di questa voglia di esplorare paesi sconosciuti e dei costi conseguenti, a volte capita di domandarci come recuperare denaro quando ci troviamo all’estero nel caso in cui quello che abbiamo in tasca non dovesse bastarci.

Cerchiamo allora di capire con quanti soldi in contanti si può viaggiare per avere la certezza di non trovarci in difficoltà in un paese straniero e, se ci sono delle regole, per non violarle e non rischiare sanzioni.

Con quanti soldi in contanti si può viaggiare senza dichiararli?

Iniziamo subito col dire che il trasferimento di denaro da e per l’Italia è stato liberalizzato e che non siamo tenuti a fare alcuna dichiarazione quando ci spostiamo con un importo in tasca non superiore a 9.999,99 euro [1].

In altre parole, se ne abbiamo la disponibilità, possiamo viaggiare tranquillamente, fuori dall’Italia, portando con noi somme di denaro contante anche elevate, purché non superino la soglia appena indicata (9.999,99 euro).

Facciamo attenzione perché quando parliamo di contanti non intendiamo solo le banconote e le monete, ma anche gli assegni firmati senza il nome del beneficiario e ogni altro titolo al portatore (e cioè quelli non intestati).

Oltre il tetto massimo dei 10.000 euro (oppure in caso di 10.000 euro tondi) è, invece, necessario compilare una dichiarazione doganale.

Ricordiamo che questo obbligo nasce dalla necessità di controllare i trasferimenti di contanti sia per contrastare il finanziamento del terrorismo e di altre azioni illegali, sia per evitare il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite [2].

Con quanti soldi in contanti si può viaggiare: la dichiarazione doganale.

Abbiamo già detto con quanti soldi in contanti si può viaggiare senza che sia necessario fare dichiarazioni in dogana.

Nel caso in cui, invece, vogliamo andare all’estero portando con noi somme superiori a 9.999,99 euro dobbiamo compilare la dichiarazione doganale.

Il modulo da compilare può essere ritirato presso qualsiasi ufficio doganale presente sul territorio, oppure scaricato dal sito web dell’agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM).

Per fare ciò dobbiamo accedere al sito www.adm.gov.it, aprire la sezione “dogane” e poi quella “modulistica” e, infine, cliccare sulla voce “trasferimento di denaro contante”.

Il modulo va compilato in ogni sua parte e consegnato in frontiera agli uffici doganali.

Gli addetti alla frontiera lo controlleranno e, dopo aver inserito i dati di loro competenza, lo firmeranno e ce ne riconsegneranno una parte che dovremo conservare con cura.

È consentita anche la trasmissione in via telematica del modulo compilato prima della partenza.

Ricordiamo, infine, che la dichiarazione serve all’uscita dal territorio nazionale, sia quando la nostra destinazione è un paese comunitario sia quando è un paese extracomunitario.

Serve anche nel momento in cui rientriamo in Italia, purché la somma che abbiamo ancora in tasca sia pari o superiore a 10.000 euro.

Come si compila la dichiarazione doganale?

Dopo aver scaricato il modulo dal sito web dell’agenzia delle dogane e dei monopoli o averlo ritirato presso un ufficio doganale, occorre compilarlo con attenzione in ogni sua parte.

Il modulo è suddiviso in più sezioni:

  • nella prima (situazione) ci viene chiesto di dichiarare se stiamo entrando o uscendo da un paese dell’unione europea oppure dall’Italia;
  • nella seconda (dettagli relativi al portatore del denaro contante) ci viene chiesto di indicare nome, cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, genere, indirizzo, cittadinanza, estremi del documento di identificazione, un recapito telefonico e l’e-mail del dichiarante;
  • nella terza (dettagli relativi al trasporto) ci viene chiesto di indicare la data e il paese di partenza, la data e il paese di arrivo e quelli attraverso i quali intendiamo transitare con le relative date, precisando l’itinerario e il mezzo di trasporto utilizzato (il numero del volo o quello del treno, la targa del veicolo oppure la società di trasporto se conosciuta);
  • nella quarta (dettagli sul denaro contante) ci viene richiesto di specificare se si tratta di valuta (banconote o monete), di titoli al portatore, oppure di beni come ad esempio l’oro;
  • nella quinta (provenienza economica e uso previsto del denaro contante) ci viene chiesto di dichiarare se si tratta di denaro proveniente da risparmi, da vendita di immobili o di beni mobili, da prestiti concessi da una persona fisica o da una banca, da vincite al gioco, da donazione o eredità, e che utilizzo ne vogliamo fare (investimento, rimborso di un prestito, beneficienza, vacanze e così via);
  • nella sesta (il proprietario del denaro contante) occorre specificare se il proprietario è uno solo o più di uno con l’indicazione delle generalità e degli estremi del suo documento oppure se si tratta di una società;
  • nella settima (il destinatario previsto del denaro contante) ci viene richiesto se il destinatario è uno solo o più di uno, con l’indicazione delle generalità e degli estremi del suo documento, oppure se si tratta di una società;
  • nell’ottava (sottoscrizione) ci viene richiesto di firmare il modulo.

Vi è anche una sezione riservata all’ufficio doganale ricevente che dovrà firmare e timbrare la dichiarazione attribuendole un numero.

Ricordiamo, infine, che ad ogni passaggio di frontiera si dovrà effettuare la dichiarazione, anche se il contante è sempre lo stesso.

Cosa rischiamo se non facciamo la dichiarazione doganale?

Se non compiliamo la dichiarazione doganale o non la consegniamo in frontiera rischiamo una multa, che varia in base alla quantità di contante che abbiamo con noi oltre la soglia di 9.999,99 euro.

In ogni caso la multa non è mai inferiore a 300 euro e può arrivare sino al 40% del contante che supera il limite consentito (9.999,99 euro).

La legge prevede anche il sequestro da parte dell’agenzia delle dogane o della guardia di finanza del 40% del contante che supera il limite, così da garantire il pagamento della multa.

Nel caso di pagamento immediato della sanzione nel momento stesso in cui la violazione ci viene contestata (c.d. oblazione), si evita il sequestro e la multa è pari al 5% del contante oltre la soglia consentita (con un minimo di 200 euro).

Ad esempio, se abbiamo con noi 15.000 euro in contanti non dichiarati e siamo disposti a pagare subito la multa, ce la caveremo versando solo 250 euro (5.000,01 x 5% = 250).

Il pagamento in misura ridotta non è consentito se il contante supera il limite consentito di 250.000 euro oppure se il soggetto fermato con il denaro non dichiarato abbia già fatto ricorso all’oblazione nell’anno precedente.

  1. Art.3 decreto legislativo n.195 del 19 novembre 2008.
  2. Art.648 bis codice penale.