Se ci facciamo male al lavoro e siamo costretti a stare a casa per un po’, non dobbiamo preoccuparci, qualcuno ci pagherà comunque lo stipendio.
Dobbiamo solo ricordarci di avvisare il nostro capo, trasmettendogli il certificato medico.
Sarà poi quest’ultimo ad inviare la certificazione all’Inail entro i 2 giorni successivi.
Normalmente, ricevendo la retribuzione ogni fine mese, non ci facciamo troppe domande.
Ma se vogliamo scoprire chi paga lo stipendio durante l’infortunio sul lavoro, può essere utile leggere questo articolo.
Cercheremo di spiegare cosa occorre fare se rimaniamo vittima di un infortunio sul lavoro, chi ci paga lo stipendio e quanto ci spetta.
Indice dei contenuti
Cos’è l’infortunio sul lavoro?
Parliamo di infortunio sul lavoro tutte le volte in cui ci facciamo male mentre stiamo lavorando, oppure lungo il tragitto per andare in ufficio o per tornare a casa dopo aver finito il nostro turno.
Pensiamo ad una scivolata in officina su una macchia d’olio, ad una caduta accidentale dal muletto, oppure ad un incidente stradale mentre ci rechiamo al lavoro o stiamo rientrando a casa.
Quello che conta è che l’infortunio sia riconosciuto dall’Inail, cosa che normalmente accade se dura almeno 3 giorni.
Infatti, difficilmente l’istituto respinge la domanda presentata dal lavoratore, anche quando l’infortunio sia avvenuto per colpa del lavoratore stesso.
Solo nel caso di infortunio in itinere le cose si complicano un po’, soprattutto quando decidiamo di andare al lavoro con un mezzo privato.
Comunque siano andate le cose, è certamente un evento spiacevole, ma almeno siamo certi che alla fine del mese qualcuno ci pagherà lo stipendio.
L’unica cosa da fare, dopo essere andati in pronto soccorso per sottoporci alle cure del caso, è avvisare il datore di lavoro.
Se non lo facciamo rischiamo di perdere la retribuzione per i giorni che precedono quello in cui abbiamo fatto la comunicazione.
Il datore di lavoro deve denunciare l’infortunio, nei 2 giorni successivi, utilizzando un apposito modulo (mod. 4 bis R.A.).
Se non lo fa, può provvedere direttamente il lavoratore andando presso la sede più vicina dell’Inail, con una copia del certificato rilasciato dal proprio medico oppure dal pronto soccorso.
Una volta che abbiamo avvisato il nostro capo e quest’ultimo l’Inail, dobbiamo solo cercare di ristabilirci al più presto e sperare di non avere complicazioni terminato il periodo di infortunio.
Se poi vogliamo scoprire chi paga lo stipendio durante l’infortunio e quanto ci spetta, conviene proseguire nella lettura di questo articolo, anche perché spesso quello che troviamo in busta paga a fine mese è meno di ciò che ci aspettiamo.
Chi paga lo stipendio durante l’infortunio: l’indennità Inail.
Se non siamo in grado di tornare al lavoro per un po’ di tempo a causa dell’infortunio subito, è l’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) a pagarci lo stipendio.
L’Inail ci versa un’indennità giornaliera, e cioè una somma di denaro che sostituisce la retribuzione, a partire dal quarto giorno successivo a quello in cui ci siamo infortunati.
Ci paga tutti i giorni, compresi quelli festivi, sino al momento in cui siamo in grado di tornare al lavoro e cioè quando cessa la c.d. inabilità temporanea assoluta.
L’indennità pagata dall’Inail si calcola sulla base dello stipendio effettivamente percepito dal dipendente negli ultimi 15 giorni di lavoro prima dell’infortunio.
A questo fine va considerato anche quanto versato al lavoratore per le ferie maturate, le festività e i riposi settimanali.
In alcuni casi l’indennità viene calcolata sulla base delle c.d. retribuzioni convenzionali stabilite periodicamente con un decreto ministeriale.
Se, invece, è prevista una retribuzione più favorevole (ad esempio in un accordo sindacale in sede provinciale), l’indennità sarà calcolata sulla base di questa retribuzione.
Sull’indennità il lavoratore deve pagarci le tasse, trattenute direttamente dall’Inail, che poi gli consegnerà un’apposita certificazione.
Chi paga lo stipendio durante l’infortunio: cosa paga l’Inail?
L’Inail versa al lavoratore, dal quarto al novantesimo giorno di infortunio, un’indennità pari al 60% della retribuzione media giornaliera percepita da quest’ultimo.
Se l’infortunio va avanti, dal novantunesimo giorno sino alla guarigione del lavoratore, l’istituto gli riconosce un’indennità pari al 75% della retribuzione media giornaliera.
Per il periodo in cui il dipendente è ricoverato in ospedale, l’indennità Inail è ridotta di un terzo, solo, però, se l’infortunato non ha familiari a carico.
Chi paga lo stipendio durante l’infortunio: cosa paga il datore di lavoro?
Abbiamo già detto che l’Inail paga l’indennità dal quarto giorno in poi fino a completa guarigione e, quindi, alla ripresa dell’attività lavorativa da parte del dipendente.
I primi 3 giorni, allora, restano a carico del datore di lavoro, il quale deve pagare il 100% della retribuzione per il giorno in cui si è verificato l’infortunio e il 60% per i successivi 3 giorni.
Ricordiamo che spesso i contratti collettivi di settore prevedono condizioni più favorevoli per il lavoratore.
Quindi il consiglio è sempre quello di dare un’occhiata al proprio contratto per scoprire se il datore di lavoro deve corrispondere qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo appena visto.
Normalmente accade così.
Ad esempio, se lavoriamo in un supermercato come cassiere, in caso di infortunio, il datore di lavoro deve pagarci, o meglio integrare l’indennità Inail, al 90% dello stipendio dal quinto al ventesimo giorno di infortunio e al 100% dal ventunesimo giorno in poi.
Ancora meglio se lavoriamo in un’azienda metalmeccanica o facciamo il camionista, poiché in questi casi abbiamo diritto a ricevere il 100% della retribuzione per tutto il periodo di assenza per infortunio.
Si noti che l’Inail paga un’indennità temporanea tutte le volte in cui l’infortunio ha provocato l’inattività del dipendente per un periodo limitato di tempo e, quindi, tutte le volte in cui, a guarigione avvenuta, quest’ultimo può tornare tranquillamente a lavorare come prima.
Invece, se il lavoratore subisce un danno permanente alla salute, che varia dal 5 al 15%, ha diritto a ricevere dall’Inail un’indennità risarcitoria in un’unica soluzione.
Per quantificare l’indennità si tiene conto dell’età del dipendente e della lesione accertata in base alla “tabella delle menomazioni” prevista dalla legge [1].
Infine, se il lavoratore subisce un danno permanente superiore al 15%, riceverà dall’Inail un vitalizio e cioè una somma mensile per tutta la vita.
Come viene pagata l’indennità Inail?
Il lavoratore può scegliere come farsi pagare l’indennità giornaliera dall’Inail.
A tal fine occorre accedere al sito web dell’istituto, scaricare l’apposito modulo e seguire le istruzioni.
Il pagamento può avvenire mediante:
- vaglia postale o assegno circolare (se l’indennità non supera 1.000 euro);
- bonifico sul conto corrente bancario o postale oppure su un libretto di deposito nominativo, obbligatoriamente se l’indennità supera 1.000 euro;
- carta di credito prepagata, se dotata di codice IBAN.
Ricordiamo, infine, che il pagamento dell’indennità viene normalmente anticipato dal datore di lavoro in busta paga e, poi, recuperata da quest’ultimo presso l’Inail.
- Decreto legislativo n.38 del 23 febbraio 2000.






