Tutti noi non possiamo fare a meno di intenerirci di fronte ad un cucciolo.
I cani, poi, sono una vera e propria calamita vivente.
Non c’è bambino che resista e riesca a non accarezzarli o a giocare con loro.
Ci sono, però, alcuni animali che, anche se tenuti saldamente al guinzaglio dal loro padrone, ci fanno paura.
Pensiamo, ad esempio, ai rottweiler, ai pitbull o ai doberman.
Non siamo certo tentati di metterci a giocare con loro o accarezzarli quando li incontriamo al parco o in giro per la strada.
Infatti, sono cani aggressivi, che spesso si sono resi protagonisti di gravi fatti di cronaca.
Così, il governo, qualche tempo fa, è intervenuto nel tentativo di porre rimedio a questa situazione.
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Obblighi per i proprietari dei cani aggressivi.
Nel 2013 il ministero della salute ha stabilito alcune regole che i proprietari dei cani aggressivi devono rispettare per evitare che i loro animali facciano del male alla gente [1].
Queste regole, che dovevano valere per un solo anno, sono state più volte prorogate e oggi sono ancora in vigore grazie ad un provvedimento del mese di agosto 2023 [2].
Innanzitutto, è previsto l’obbligo di usare il guinzaglio (di lunghezza non superiore a un metro e mezzo) in città e negli altri luoghi aperti al pubblico (parchi, spiagge e così via).
Fanno eccezione solo le aree espressamente riservate ai cani.
I proprietari di questi cani, poi, devono sempre avere con loro la museruola, morbida o rigida.
Devono farla indossare al cane su invito dell’autorità oppure quando si crea una situazione di pericolo per le persone o per gli altri animali.
Nel caso in cui si deve allontanare dal suo animale, il padrone è obbligato ad affidarlo a una persona che sia davvero in grado di occuparsene.
Sempre il ministero della salute ha stabilito che prima di acquistare un cane, il proprietario deve informarsi sulle caratteristiche dell’animale e sulle regole che deve rispettare.
Non dimentichiamo, infine, che queste regole devono essere osservate anche da chi accetta di tenere con sé un cane di un altro.
Cani aggressivi: i comportamenti vietati dalla legge.
Il ministero della salute oltre a tutelare l’incolumità delle persone cerca anche di proteggere i nostri amici a 4 zampe.
Così, è vietato ogni forma di addestramento ed ogni incrocio tra razze che possa aumentare l’aggressività dell’animale.
Inoltre, ai cani non possono mai essere somministrate sostanze vietate (doping).
Sempre a tutela degli animali domestici, è vietato sottoporre i cani ad interventi chirurgici che non abbiano uno scopo curativo.
Pensiamo, ad esempio, al taglio della coda, delle orecchie o delle corde vocali o, ancora, all’estirpazione dei denti o delle unghie.
Ricordiamo, infine, che questi interventi possono essere eseguiti solo se un veterinario, dopo aver visitato l’animale, li ritenga necessari per salvargli la vita.
Il medico, però, deve rilasciare un certificato che attesti la natura dell’operazione e la necessità di eseguirla.
Questo certificato deve viaggiare insieme con il cane e deve essere mostrato a richiesta dell’autorità.
I corsi per i proprietari dei cani aggressivi.
I comuni, insieme ai servizi veterinari presso le aziende sanitarie, organizzano dei corsi formativi per favorire un corretto rapporto tra padroni e cani.
Al termine di questi corsi viene rilasciato agli iscritti un attestato (c.d. patentino).
Talvolta questi corsi sono obbligatori per i proprietari dei cani aggressivi.
I comuni, infatti, a seguito di incidenti provocati da cani pericolosi, su segnalazione del servizio veterinario pubblico, possono obbligare i proprietari a frequentare questi corsi addebitando loro le spese.
I medici veterinari che lavorano negli studi privati sono anche tenuti a segnalare ai proprietari dei cani aggressivi i corsi di formazione offerti dall’azienda sanitaria di cui abbiamo appena parlato.
Devono, inoltre, informare i servizi sanitari pubblici se tra i loro pazienti ci sono dei cani aggressivi affinché i servizi stessi possano valutare il comportamento dell’animale e prendere eventuali provvedimenti.
Possono, ad esempio, richiedere che il cane venga sottoposto a degli accertamenti psico fisici e suggerire delle cure.
L’elenco dei cani morsicatori.
Il servizio veterinario pubblico tiene un elenco dei c.d. cani morsicatori, cioè di tutti quegli animali considerati pericolosi poiché hanno già mostrato una particolare aggressività.
Chi ha un cane iscritto in questo elenco deve fare un’assicurazione per la responsabilità civile così da poter risarcire i danni eventualmente provocati ai terzi dall’animale.
Inoltre, i proprietari devono sempre mettere sia il guinzaglio, sia la museruola al cane quando lo portano a passeggio in un luogo pubblico.
Tutti possono possedere cani aggressivi?
Il provvedimento del ministero della salute stabilisce anche che non tutti possono possedere un cane aggressivo.
A fare la differenza, però, non è tanto la razza, ma il fatto che il cane compaia o meno nell’elenco dei c.d. cani morsicatori.
Iniziamo col dire che i delinquenti abituali non possono tenere con sé questi cani.
Allo stesso modo, chi ha subito una condanna penale o è in libertà vigilata o sottoposto ad altra misura di sicurezza non lo può tenere.
Infine, anche chi ha meno di 18 anni e chi è interdetto o inabilitato non può possedere un cane morsicatore.
Chi è responsabile degli incidenti causati dai cani aggressivi?
Il proprietario di un cane aggressivo è sempre responsabile dei danni che il suo animale causa alle persone, alle cose o agli altri animali.
Si tratta di una responsabilità a 360 gradi, sia penale che civile.
Così, se il nostro cane aggredisce un passante e gli provoca una lesione guaribile, ad esempio, in 30 o più giorni, ci toccherà mettere mano al portafoglio per risarcire il malcapitato (danno alla salute, permanente e temporaneo, danno morale e spese per le cure, per il vestiario rovinato e così via).
In più rischiamo di subire un processo penale e, magari, di finire in carcere (anche se in concreto é difficile che ciò accada).
La stessa responsabilità ricade su chi accetta di tenere presso di sé il cane di un amico o di un conoscente.
Non dimentichiamo, infine, che siamo anche responsabili del benessere del nostro amico a 4 zampe.
Così, se lo maltrattiamo rischiamo il carcere fino a 18 mesi o una multa fino a 30.000 euro [3].
- Ordinanza ministero della salute 6 agosto 2013.
- Ordinanza ministero della salute 9 agosto 2023.
- Art.544 ter codice penale.






