Norme e Diritto

Aggressione da parte di un cane: 4 cose che non sai

Tutti noi siamo amanti degli animali e, magari, ne abbiamo anche qualcuno in casa.

Che so, un tenero chihuahua o un simpatico barboncino.

Qualcuno tra noi preferisce dei cani di taglia più grossa, ad esempio un bulldog o un alano.

Spesso andiamo a passeggio con i nostri amici a 4 zampe e, quasi sempre, incontriamo altre persone che fanno la stessa cosa.

Qualche volta ci siamo anche imbattuti in cani aggressivi, con i quali non abbiamo certo avuto voglia di giocherellare.

Di solito non ci pensiamo, ma ci siamo mai chiesti come dobbiamo comportarci se subiamo un’aggressione da parte di un cane?

Aggressione da parte di un cane: cosa dice il regolamento di polizia veterinaria?

A qualcuno potrà sembrare strano, ma ci sono diverse leggi che si occupano di questo argomento.

Innanzitutto, ce ne è una che, nel caso di aggressione da parte di un cane, soprattutto se si tratta di un randagio, impone alla vittima dell’aggressione di comunicare subito alle forze dell’ordine (polizia o carabinieri che siano) quello che è successo.

La comunicazione può essere fatta anche presso l’ospedale, il comune oppure da un medico veterinario privato.

I carabinieri, il veterinario e le altre persone che hanno ricevuto la comunicazione da parte della vittima devono, a loro volta, segnalare il fatto al servizio veterinario pubblico presso le asl.

Gli addetti al servizio veterinario hanno l’obbligo di rintracciare il cane, autore dell’aggressione, fargli una visita di controllo e tenerlo in osservazione per un periodo di 10 giorni.

Se il proprietario lo richiede, il cane può trascorrere l’intero periodo di osservazione presso la sua abitazione.

Diversamente, l’animale verrà portato (anche di forza e sempre a spese del suo proprietario) in un canile sanitario, cioè in un’apposita struttura presso le asl dove vengono messi temporaneamente i cani particolarmente aggressivi.

Se, al termine del periodo di osservazione, l’animale risulta pericoloso, oppure se si accerta che il proprietario non è in grado di occuparsene, verrà senz’altro allontanato dal suo padrone e messo definitivamente in un canile.

La stessa procedura deve essere seguita se a subire l’aggressione non è una persona, ma un altro cane o un qualsiasi altro animale, domestico o selvatico.

Tutti questi controlli servono principalmente per valutare il comportamento dell’animale e prendere i provvedimenti necessari ad evitare che questi fatti possano ripetersi.

Servono anche per verificare lo stato di salute del cane e per accertare se la vittima dell’aggressione sia stata o meno contagiata dalla rabbia.

Non dimentichiamo, infine, che la rabbia è una malattia piuttosto grave, che si trasmette anche venendo a contatto con la saliva dell’animale oppure a seguito di un graffio o un morso di quest’ultimo.

Aggressione da parte di un cane: cosa dice il ministero della salute?

C’è anche un’altra legge che impone ai veterinari privati di segnalare ai servizi veterinari pubblici i cani che, secondo loro, sono pericolosi.

I servizi veterinari pubblici, anche sulla base di queste segnalazioni, tengono un registro sul quale annotano i dati dei cani considerati pericolosi.

I padroni di questi animali hanno l’obbligo di fare un’assicurazione per i danni che gli animali stessi potrebbero provocare ai terzi.

Non dimentichiamo, infatti, che i proprietari sono sempre responsabili, civilmente ma a volte anche penalmente, per tutti i danni a persone o a cose provocati dai loro amici a 4 zampe.

Infine, quando vanno in giro in città o, comunque, nei luoghi pubblici devono sempre far indossare ai loro animali museruola e guinzaglio.

Aggressione da parte di un cane: la denuncia.

Quando subiamo un’aggressione da parte di un cane, soprattutto se si tratta di un randagio, la prima cosa da fare è pensare alla nostra salute.

Dopo possiamo anche decidere di andare dai carabinieri, dalla polizia o, magari, dai vigili urbani per fare la denuncia.

Quando ci andiamo, però, ricordiamoci sempre di portare con noi il certificato che ci ha rilasciato il pronto soccorso.

La denuncia può essere presentata per iscritto oppure oralmente.

In quest’ultimo caso sarà l’agente (carabiniere o poliziotto che sia) a verbalizzare quello che noi gli diciamo.

È importante descrivere quello che è successo nel miglior modo possibile, senza dimenticare nulla.

È sempre meglio procurarsi qualche testimone, magari prendendo il numero di telefono di chi ha assistito all’aggressione.

Alla fine, ricordiamoci sempre di farci rilasciare la ricevuta della presentazione della denuncia.

Chi è responsabile dell’aggressione?

Il responsabile dell’aggressione da parte di un cane è sempre il proprietario dell’animale o chi, in quel momento, lo stava utilizzando [1].

A qualcuno potrà sembrare strano, ma anche se il cane è stato smarrito o è fuggito, Il padrone rimane comunque responsabile per tutto quello che combina l’animale.

Solo se prova un avvenimento eccezionale e non prevedibile (c.d. caso fortuito), può sperare di cavarsela.

È bene sapere, però, che non è così semplice provare il caso fortuito, anche se è l’unico modo per evitare di mettere mano al portafoglio.

Allora, se va tutto male e il proprietario non riesce a dimostrare quell’evento eccezionale ed imprevedibile di cui abbiamo appena parlato, dovrà risarcire tutti i danni subiti dalla vittima dell’aggressione.

Pensiamo alle spese mediche sostenute dal danneggiato (medicinali, trattamenti sanitari, visite di controllo e così via).

Pensiamo anche e soprattutto al danno alla salute subito dalla vittima dell’aggressione.

Si tratta del c.d. danno biologico permanente, più o meno grave a seconda della percentuale accertata dal medico legale.

Si tratta anche del c.d. danno biologico temporaneo e cioè dei giorni di malattia riconosciuti, in prima battuta, dal pronto soccorso e, poi, dal medico curante, fino a quello in cui la malattia stessa può considerarsi chiusa.

Non dimentichiamo, infine, che se il proprietario non sorveglia adeguatamente il suo cane e quest’ultimo aggredisce una persona, ferendola o, magari, causandone la morte, il proprietario stesso rischia pure di essere processato per lesioni colpose [2] o per omicidio colposo [3].

Nel primo caso rischia di finire in carcere fino a 3 mesi e di pagare una multa di 309 euro.

Nel secondo caso rischia da 6 mesi a 5 anni di galera.

Anche se di solito non si finisce in gattabuia, è sempre una grossa grana.

  1. Art.2052 codice civile.
  2. Art.590 codice penale.
  3. Art.589 codice penale.