Molti di noi ancora credono che in Italia esista il segreto bancario e che nessuno possa curiosare nei nostri conti correnti.
Non è così.
Ci sono diversi soggetti, sia pubblici sia privati, che possono accedere ai nostri conti correnti e controllare tutto quello che facciamo.
Quindi è sempre meglio fare attenzione e rispettare alcune regole per evitare di finire nei guai.
Prima di dare qualche consiglio utile, però, cerchiamo di capire quali soggetti possono fare controlli sui conti correnti e in quali casi.
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Controlli sui conti correnti: il fisco.
Se pensiamo ai controlli sui conti correnti bancari ci viene subito in mente il fisco.
Il fisco, attraverso l’agenzia delle entrate, può controllare i nostri conti correnti per scoprire se abbiamo fatto qualche operazione sospetta che non abbiamo indicato nella dichiarazione dei redditi.
Ad esempio, se abbiamo versato sul nostro conto corrente bancario delle somme di denaro in contante che non risultano nel 730 o nell’unico e non riusciamo a dimostrare da dove arrivano questi soldi, rischiamo di beccarci una bella multa per evasione fiscale.
Il fisco ha 2 modi per controllare i nostri conti.
Innanzitutto, può chiedere alla banca di trasmettergli gli estratti del conto corrente da cui risultano tutte le operazioni che abbiamo compiuto.
Lo scopo è quello di capire se abbiamo fatto dei movimenti sospetti.
È ovvio che se facciamo poche operazioni, magari di qualche spicciolo, nessuno verrà mai a chiederci spiegazioni.
Se, invece, continuiamo a versare o a prelevare un mucchio di denaro in contanti di cui, magari, non riusciamo neppure a giustificare la provenienza, l’agenzia delle entrate potrà senz’atro chiedere spiegazioni alla nostra banca e, magari, scoprire che stiamo evadendo le tasse.
L’agenzia delle entrate, infine, può anche fare dei controlli attraverso la c.d. anagrafe dei conti correnti.
Si tratta di una banca dati che contiene un numero enorme di informazioni relative alle operazioni che eseguiamo tutti i giorni sui nostri conti correnti bancari, con le carte di credito, i libretti di risparmio e così via.
A qualcuno potrà anche sembrare strano, ma ogni volta che entriamo in banca e facciamo un versamento sul nostro conto corrente, preleviamo dei soldi o facciamo un bonifico, c’è qualcuno che ci osserva.
Tra l’altro, per effettuare questi controlli il fisco non ha bisogno di chiedere alcun permesso.
Controlli sui conti correnti: la banca.
Oltre al fisco, anche le banche possono fare dei controlli sui conti correnti in tutti i casi in cui facciamo delle operazioni sospette.
Ovviamente la banca può vedere tutto quello che facciamo.
Però, non tutti i suoi dipendenti possono curiosare nei nostri conti correnti.
Solo il personale autorizzato può farlo per scopi collegati alla gestione del rapporto con il cliente.
Al di fuori di questi casi, il dipendente della banca che mette il naso nei conti correnti del cliente viola la sua privacy.
Per questo motivo, se fa dei controlli sui conti correnti bancari altrui senza avere l’autorizzazione da parte della direzione della banca può essere licenziato in tronco.
Quando la banca deve segnalare le operazioni sospette?
L’istituto di credito ha l’obbligo di segnalare il correntista all’unità di informazione finanziaria per l’Italia (UIF) tutte le volte in cui sospetta che sul conto corrente siano state eseguite delle operazioni illecite [1].
Pensiamo all’attività di riciclaggio di denaro proveniente da operazioni illegali (traffico di droga, sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione e così via) oppure alle operazioni di finanziamento di attività sovversive o di terrorismo.
Pensiamo anche al caso di un correntista disoccupato o di un pensionato che versa sul conto, a più riprese, grosse somme di denaro in contanti.
In tutti questi casi le segnalazioni devono essere effettuate dalla banca senza ritardo.
L’unità di informazione finanziaria per l’Italia effettua un’analisi delle segnalazioni ricevute e, se del caso, invia i risultati dell’indagine alle forze di polizia, al ministero dell’economia e delle finanze, al ministero della giustizia e al procuratore nazionale antimafia.
Controlli sui conti correnti: qualche consiglio utile.
È bene sapere che ci sono delle operazioni, certamente innocue, che danno nell’occhio.
Per questo motivo, è sempre meglio evitarle così da non rischiare dei controlli sul proprio conto corrente bancario.
Controlli sui conti correnti: i bonifici.
Si tratta di uno dei metodi di pagamento più diffuso.
Sono sicuri, i soldi vengono accreditati in tempi brevi e si possono eseguire comodamente da casa, semplicemente usando il nostro cellulare.
La legge, a differenza di quanto accade per i pagamenti in contanti, non mette limiti.
Così, possono essere fatti di qualsiasi importo, purchè sul conto ci siano i fondi necessari.
Quello che conta, per evitare di insospettire gli impiegati della banca, è stare attenti alla causale.
Meglio perderci un momento in più e indicare in modo chiaro la ragione per la quale facciamo il pagamento.
Questo evita la segnalazione dell’operazione e rende più facile, un domani, la prova di aver eseguito il pagamento in caso di contestazione.
Controlli sui conti correnti: le donazioni.
Può capitare, soprattutto in famiglia, che si trasferiscano somme di denaro più o meno consistenti da un conto all’altro, magari per aiutare un fratello in un momento di difficoltà o per fare un regalo a un figlio.
In tutti questi casi è bene fare attenzione a non spostare somme troppo elevate.
Non dobbiamo dimenticare, infatti, che nel nostro Paese le donazioni, escluse quelle c.d. di modico valore, devono essere fatte con un atto notarile [2].
Diversamente, chi riceve il denaro rischia un controllo e, magari, anche problemi col fisco.
Controlli sui conti correnti: i prelievi.
Può sembrare strano, ma anche se abbiamo parecchi soldi sul conto corrente, non possiamo prelevare contante come desideriamo senza rischiare dei controlli.
Infatti, è bene sapere che se preleviamo in un mese più di 10.000 euro dal nostro conto, in una o più volte, la banca è tenuta a segnalare queste operazioni all’unità di informazione finanziaria (UIF).
Come abbiamo già detto la segnalazione può arrivare fino all’agenzia delle entrate o alla guardia di finanza che, a quel punto, possono avviare dei controlli più approfonditi per verificare un eventuale uso illecito del denaro prelevato.
Meglio, allora, fare attenzione per evitare di finire sotto la lente di controllo della finanza.
- Art.35 del decreto legislativo n.231 del 21 novembre 2007.
- Art.782 codice civile.






