Famiglia

Posso buttare fuori di casa mio figlio?

Se i nostri figli sono felici, lo sono anche i genitori.

Allo stesso modo quando un figlio sta male, i genitori soffrono e sono pronti a fare di tutto per aiutarlo.

Arriva, però, il momento in cui un genitore desidera vedere il proprio figlio spiccare il volo e trovare il suo posto nel mondo.

Ma se questo non accade?

Se il figlio non si decide a lasciare il nido anche quando ha raggiunto un’età avanzata, cosa posso fare?

Insomma, arrivati a un certo punto posso buttare fuori di casa mio figlio oppure no?

Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Posso buttare fuori di casa mio figlio: gli obblighi dei genitori.

I genitori hanno l’obbligo di mantenere i figli, di educarli e istruirli [1].

Quando parliamo di obbligo di mantenimento parliamo del dovere dei genitori di assicurare ai figli tutto ciò che serve loro non solo per condurre una vita serena, ma anche per relazionarsi con il mondo esterno alla famiglia.

Quindi non si tratta solo di dare ai figli un tetto per dormire o un pasto caldo, ma anche di garantire loro un corretto sviluppo psico-fisico.

Quando, invece, parliamo dell’obbligo di istruire ed educare i figli, parliamo del dovere dei genitori di assicurare a costoro una formazione scolastica e di dare loro dei valori (sociali e civici) così da farne dei buoni cittadini.

Se i genitori violano questi obblighi rischiano di finire in carcere fino a un anno oppure una multa da 103 a 1.032 euro [2].

Posso buttare fuori di casa mio figlio: gli obblighi dei figli.

Contrariamente a quello che molti credono, all’interno della famiglia anche i figli hanno degli obblighi.

Devono, infatti, rispettare i loro genitori e contribuire, in base alle loro capacità e al loro reddito, al mantenimento della famiglia per tutto il periodo in cui rimangono a convivere coi genitori.

Posso buttare fuori di casa mio figlio minorenne?

Non sempre in casa andiamo tutti d’accordo.

Solitamente a spezzare gli equilibri è la fine dell’amore tra i coniugi che decidono di separarsi.

Anche le coppie non sposate scoppiano e i due partner spesso decidono di prendere strade diverse.

Sono situazioni che ormai non stupiscono più.

Le cose cambiano quando a creare questi problemi sono i figli, il cui comportamento mette a dura prova la sopportazione dei genitori.

In questo caso, posso buttare fuori di casa mio figlio anche se è ancora minorenne?

Iniziamo col dire che un figlio minorenne ha il diritto di vivere nella casa dei genitori, dove normalmente risiede [3].

Prova ne sia che quando i genitori si separano, il giudice deve assegnare la casa familiare a quello fra loro con cui i figli continuano a convivere.

È chiaro, allora, che la legge dà grande importanza alla casa nella vita di un figlio.

Si tratta, infatti, del luogo in cui quest’ultimo cresce, conosce l’amore, trova protezione e sicurezza.

Per questa ragione non è mai consentito a un genitore buttare fuori casa il figlio minorenne.

Allo stesso modo i figli minorenni non possono decidere di andarsene da casa spontaneamente senza il consenso dei genitori [4].

Il minorenne che si allontana da casa senza autorizzazione dei genitori può essere costretto da questi ultimi a farvi ritorno, se necessario anche con la forza.

Facciamo un esempio.

Se nostro figlio minore vuole trascorrere anche solo una notte fuori casa con gli amici, lo potrà fare solo se ottiene la nostra autorizzazione.

Diversamente non potrà farlo.

Posso buttare fuori di casa mio figlio maggiorenne?

Il discorso cambia se nostro figlio ha già raggiunto la maggiore età ed è diventato economicamente indipendente.

In questo caso non c’è nessuna legge che obbliga i genitori a continuare la convivenza.

Così, ricorrendo queste due condizioni (maggiore età e indipendenza economica), possiamo tranquillamente buttare fuori di casa nostro figlio.

Se, invece, nostro figlio, pur avendo già compiuto da tempo i 18 anni e, magari, aver completato gli studi, non ha ancora trovato un posto di lavoro che gli assicuri un’entrata stabile, non potremo levarcelo di torno, mandandolo via da casa.

In altre parole, fino a quando nostro figlio ha diritto ad essere mantenuto da noi ha anche diritto di rimanere a vivere nella casa familiare.

Di conseguenza non possiamo buttarlo fuori casa.

Possiamo farlo, però, se il nostro tesoro si dimostra sfaticato e non si dà da fare per rendersi economicamente indipendente.

È questo il caso del figlio maggiorenne che non si impegna nello studio o nella ricerca di un lavoro.

Per la legge, infatti, si tratta di una situazione che i genitori non possono essere costretti a tollerare per sempre.

Il figlio fannullone, allora, può essere allontanato dalla casa familiare perché con il suo comportamento ha fatto venir meno l’obbligo dei genitori di mantenerlo e di assicurargli un tetto sulla testa.

In questo caso possiamo stare tranquilli.

Quando i nostri figli sono adulti, e per loro scelta non sono economicamente indipendenti, non hanno più diritto ad essere mantenuti ed ospitati dai genitori.

Allo stesso modo il figlio che si è allontanato da casa volontariamente dopo aver raggiunto la maggiore età e l’indipendenza economica, non ha alcun diritto di tornare a vivere coi genitori se viene licenziato in tronco o si separa dalla moglie.

Insomma, una volta che i figli diventano indipendenti economicamente e se ne vanno da casa, cessa ogni obbligo di mantenimento dei genitori nei loro confronti e con esso perdono per sempre il diritto a rientrare in casa.

Posso buttare fuori di casa mio figlio violento?

Ci sono delle situazioni limite in cui i figli, per varie ragioni, hanno un comportamento violento nei confronti dei genitori e li maltrattano quotidianamente sia fisicamente sia psicologicamente.

In questi casi, sia che si tratti di minori o di maggiorenni, anche se sono fannulloni e non hanno reddito, la legge non pretende che i genitori continuino ad ospitarli in casa mettendo a rischio la propria incolumità.

In altre parole, posso buttare fuori di casa mio figlio violento denunciandolo per maltrattamenti in famiglia, così da ottenere un provvedimento di allontanamento.

È ovvio che se il figlio non ha mezzi economici, dovremo comunque pagargli gli alimenti, ovvero una somma minima che gli consenta di far fronte ai bisogni primari.

In altre parole, ci costerà qualcosa, ma almeno potremo dormire sonni tranquilli e sperare che, messo di fronte alle sue responsabilità, comprenda i suoi errori.

  1. Art.147 codice civile.
  2. Art.570 codice penale.
  3. Art.316 codice civile.
  4. Art.318 codice civile.