Lavoro

Indennità di disoccupazione naspi: come si calcola?

Ormai tutti sanno cos’è l’indennità di disoccupazione naspi e a che cosa serve.
Allo stesso tempo tutti si augurano di non doverla mai richiedere, poiché tale indennità viene normalmente corrisposta a seguito di un licenziamento.
Ma a quanto ammonta l’indennità di disoccupazione naspi e come si calcola?
Il quesito non è di poco conto, se si pensa che per alcuni mesi questa potrebbe essere l’unica entrata di cui si dispone. Cerchiamo ora di dare una risposta.

Indennità di disoccupazione naspi: come si calcola?

Innanzitutto, per calcolare l’indennità di disoccupazione naspi è necessario conoscere la retribuzione di riferimento che viene stabilita ogni anno dall’Inps.
Tale retribuzione attualmente è pari ad euro 1.250,87 [1].
Di anno in anno l’Inps provvede a rivalutare la retribuzione di riferimento sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati dell’anno precedente.
Senza addentrarci in questioni troppo tecniche, ci basti sapere, per il momento, che l’importo della retribuzione di riferimento si può trovare facilmente su internet o consultando il sito web dell’Inps (www.inps.it).
Una volta individuata la retribuzione di riferimento, le operazioni da compiere sono le seguenti.
Per prima cosa, bisogna sommare le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali ricevute negli ultimi quattro anni.
La retribuzione imponibile ai fini previdenziali si trova facilmente in tutte le buste paga, di solito in basso a sinistra, sotto la voce “imp. Inps”, che vuol dire imponibile Inps, o “imp. prev.”, che vuol dire imponibile previdenziale, e simili.
Si consiglia di verificare sulla busta paga di dicembre per avere l’imponibile previdenziali progressivo di tutto l’anno.

Indennità di disoccupazione naspi: un esempio di calcolo.

Facciamo il caso che l’imponibile previdenziale degli ultimi quattro anni sia pari a 55.000 euro.
La somma complessiva così ricavata andrà divisa per il numero di settimane lavorate negli ultimi quattro anni (se avete lavorato tutto l’anno, le settimane da considerare saranno 52 all’anno, mentre se avete lavorato solo per alcuni mesi dovrete fare il calcolo settimana per settimana).
Ad esempio, se abbiano lavorato per 120 settimane, il calcolo sarà il seguente: euro 55.000 : 120 settimane = euro 458,33.
La somma ricavata andrà moltiplicata per un numero fisso (4,33) e, quindi, euro 458,33 x 4,33 = euro 1.984,57.
A questo punto, se il risultato ottenuto è pari o inferiore alla retribuzione di riferimento sopra indicata (euro 1.250,87), al disoccupato spetterà il 75% di tale importo (euro 1.250,87) e cioè euro 938,15.
Se invece il risultato ottenuto sarà superiore alla retribuzione di riferimento, come nel nostro caso, al 75% di euro 1.250,87 e quindi ad euro 938,15, andrà sommato il 25% della differenza tra la retribuzione mensile sopra calcolata (euro 1.984,57) e la retribuzione di riferimento (euro 1.250,87).
L’operazione da eseguire sarà la seguente: euro 1.984,57 – euro 1.250,87 = euro 733,70 x 25% = euro 183,43.
Al disoccupato spetterà quindi una indennità di disoccupazione lorda mensile pari ad euro 1.121,58 (euro 938,15 + euro 183,43).
In ogni caso l’indennità di disoccupazione non può superare un importo mensile (c.d. massimale),  attualmente pari ad euro 1.360,67 lordi (a fronte di 1.335,40 euro del 2021).
Per il calcolo dell’indennità di disoccupazione giornaliera, l’indennità mensile come sopra calcolata andrà divisa per 30.

Riduzione dell’indennità di disoccupazione naspi.

L’indennità di disoccupazione naspi viene pagata ogni mese per un numero di settimane pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi quattro anni, con un massimo di 24 mesi.
Quindi se il dipendente ha lavorato, ad esempio, per 24 mesi avrà diritto a ricevere l’indennità di disoccupazione naspi per 12 mesi, se ha lavorato 30 mesi per 15 mesi e via dicendo, sino al limite sopra indicato di 24 mesi.
L’indennità di disoccupazione naspi viene ridotta del 3% ogni mese a partire dal quarto mese.
Tale regola si applica a tutti i lavoratori licenziati sino al 31 dicembre 2021.
Per i lavoratori licenziati successivamente a tale data, che abbiano una età inferiore ai 55 anni, la riduzione dell’indennità sarà del 3% ogni mese, a partire dal sesto mese.
Per i lavoratori che abbiano già compiuto 55 anni alla data di presentazione della domanda di naspi la riduzione dell’indennità sarà del 3% ogni mese, a partire dall’ottavo mese.
Attenzione, coloro che già percepivano l’indennità di disoccupazione naspi nel 2021 e per i quali era stata sospesa la riduzione del 3% fin dal mese di settembre 2021, hanno ricevuto nel mese di gennaio 2022 un assegno un po’ più basso.
Non è un errore, poichè in questo mese sono state recuperate le riduzioni del 3% non applicate nel corso del 2021.
In altre parole, ciò che è stato ricevuto in più negli ultimi mesi del 2021 per effetto della sospensione della riduzione del 3%, è stato recuperato dall’Inps con l’indennità di disoccupazione versata nel mese di gennaio 2022.
  1. Circolare Inps n.26 del 16 febbraio 2022.