Norme e Diritto

Sospensione del mutuo prima casa 2023

Con la legge finanziaria per il 2023, approvata nel dicembre 2022, il governo, considerata la situazione di crisi in cui si trova il nostro paese, ha deciso di confermare fino al 31 dicembre 2023 gli aiuti in favore dei lavoratori in difficoltà (compresi gli autonomi e i liberi professionisti), già previsti in una precedente legge [1].

È stata così prorogata la possibilità per coloro che si trovano in una situazione di difficoltà economica di ottenere la sospensione del mutuo prima casa e, quindi, di rinviarne il pagamento.

Cerchiamo di capire meglio.

Sospensione del mutuo prima casa: il fondo garanzia mutui.

Non molti avranno sentito parlare della Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici s.p.a.) presso la quale nel 2013 è stato istituito il fondo garanzia mutui per la prima casa.

Lo scopo del fondo è quello di aiutare i cittadini ad acquistare la prima casa, offrendo alle banche una garanzia pubblica.

In pratica tutti i cittadini possono rivolgersi alla Consap per essere garantiti all’atto dell’acquisto della prima casa e così poter ottenere un mutuo senza troppe difficoltà.

Non possono beneficiare di questa garanzia pubblica coloro che, al momento della domanda, siano già proprietari di un’abitazione, in Italia o all’estero.

Ne può usufruire, invece, chi è già proprietario di un immobile ricevuto in eredità, purché l’immobile stesso sia utilizzato gratuitamente da un genitore oppure da un fratello.

La Consap, oltre ad offrire una garanzia pubblica al momento dell’acquisto della prima casa, interviene in aiuto dei soggetti bisognosi anche quando costoro, trovandosi in una situazione di difficoltà economica, abbiano la necessità di sospendere il mutuo (fondo di sospensione mutui per l’acquisto della prima casa).

Questo fondo, allora, è rivolto a chi ha già ottenuto un mutuo e, trovandosi in una situazione temporanea di difficoltà, ha la necessità di sospenderne il pagamento.

Come ottenere la sospensione del mutuo prima casa?

Chi ha fatto un mutuo per l’acquisto della prima casa e si trova in una situazione di difficoltà economica può chiedere alla banca che glielo ha concesso di sospenderne il pagamento.

Alla domanda, che può essere scaricata dal sito della Consap (www.consap.it), va allegata copia del documento di identità, se cittadino italiano o dell’unione europea, oppure copia del passaporto e del permesso di soggiorno, se cittadino extracomunitario.

La banca, dopo aver controllato se la domanda è stata compilata correttamente e se sono stati allegati tutti i documenti richiesti, rilascia all’interessato una ricevuta e trasmette la pratica alla Consap per il suo esame.

Spetta, infatti, a quest’ultima verificare se ci sono o meno i requisiti per la sospensione del mutuo prima casa.

Chi può presentare la domanda di sospensione del mutuo prima casa?

La legge stabilisce che possono richiedere la sospensione delle rate del mutuo per l’acquisto della prima casa:

  • i lavoratori dipendenti;
  • i lavoratori autonomi, gli imprenditori individuali e i piccoli imprenditori (ad esempio, gli imprenditori agricoli, i coltivatori diretti, gli artigiani e i piccoli commercianti);
  • i liberi professionisti (sia quelli iscritti agli ordini professionali, come gli avvocati e i commercialisti, sia quelli aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco del ministero dello sviluppo economico, come gli interpreti e le guide turistiche);
  • il cointestatario dell’immobile o l’erede in caso di morte del titolare del mutuo;
  • le cooperative edilizie a proprietà indivisa e cioè quelle che concedono in godimento gli alloggi senza trasferirne la proprietà ai soci;
  • i mutuatari ai quali sia stato riconosciuto un handicap grave o una invalidità civile non inferiore all’80%.

In quest’ultimo caso, però, è necessario che tali condizioni si siano verificate dopo la conclusione del contratto di mutuo e non più di 3 anni prima della presentazione della domanda di sospensione.

Quando si può ottenere la sospensione del mutuo prima casa?

I soggetti appena indicati possono ottenere la sospensione del mutuo se si trovano in una situazione di difficoltà economica.

Ma cosa vuol dire esattamente trovarsi in una situazione di difficoltà economica?

Per la legge si trovano in questa situazione tutti i lavoratori dipendenti, compresi gli agenti di commercio e chi svolge un’attività di collaborazione, nei casi di:

  • perdita del lavoro a seguito di licenziamento o dimissioni per giusta causa;
  • sospensione del lavoro per almeno 30 giorni;
  • riduzione orario di lavoro per 30 giorni e più.

Invece i lavoratori autonomi, i liberi professionisti, gli artigiani e così via, nel caso di riduzione del fatturato di oltre un terzo.

Anche i soggetti ai quali è stata riconosciuta l’invalidità civile in misura non inferiore all’80% oppure un handicap grave [2] hanno diritto ad ottenere la sospensione del mutuo.

Le cooperative edilizie, infine, potranno ottenere la sospensione delle rate dei mutui loro concessi se almeno il 10% dei soci assegnatari di immobili si trovi in una delle situazioni sopra indicate (stato di disoccupazione, riduzione del fatturato e così via) successivamente alla concessione del mutuo e, in ogni caso, dopo il 31 gennaio 2020.

Quali documenti vanno allegati alla domanda di sospensione del mutuo?

Con la domanda di sospensione del mutuo prima casa si deve produrre tutta la documentazione necessaria per dimostrare i requisiti che abbiamo visto sopra.

In particolare, il lavoratore che ha perso il posto di lavoro, se assunto a tempo indeterminato, deve allegare copia della lettera di licenziamento o di dimissioni per giusta causa.

In quest’ultimo caso, alla lettera di dimissioni va allegato anche l’eventuale atto introduttivo del giudizio avviato dal lavoratore per ottenere il riconoscimento della giusta causa, la sentenza che ne accerti l’esistenza oppure un riconoscimento espresso da parte del datore di lavoro.

Se, invece, si tratta di lavoro a tempo determinato o tramite un’agenzia di lavoro, basta produrre copia del contratto a termine o delle eventuali comunicazioni che interrompono il rapporto.

Nel diverso caso di sospensione dal lavoro per non meno di 30 giorni, occorre allegare copia del provvedimento dell’Inps che autorizza la cassa integrazione oppure la richiesta presentata dal datore di lavoro o, ancora, la dichiarazione del datore di lavoro stesso che la sospensione non è stata causata dal comportamento del dipendente.

Ricordiamo che quest’ultimo deve sempre dimostrare il numero dei giorni in cui è stato sospeso dal lavoro.

La stessa documentazione deve essere prodotta anche nel caso di riduzione dell’orario per almeno 30 giorni.

Se la domanda viene presentata da un disabile in situazione di gravità oppure da un invalido con una percentuale non inferiore all’80%, va anche allegato il verbale rilasciato dall’apposita commissione Asl.

Si noti, infine, che per accedere al fondo di sospensione del mutuo prima casa non è necessario presentare l’ISEE.

Quali mutui prima casa possono essere sospesi?

I mutui che possono essere sospesi sono quelli di importo fino a 400.000 euro, purché non riguardino immobili di lusso, ad esempio abitazioni di tipo signorile (categoria catastale A/1), abitazioni in ville (categoria catastale A/8), castelli, palazzi di pregio artistico o storico (categoria catastale A/9).

Ricordiamo, inoltre, che possono essere sospesi solo i mutui per l’acquisto della prima casa e non anche quelli concessi per la ristrutturazione degli immobili o per la loro costruzione.

Possono, in ogni caso, essere sospesi i mutui conclusi con la garanzia del fondo prima casa.

È possibile ottenere la sospensione del mutuo una seconda volta?

Si può presentare domanda di sospensione del mutuo anche se in passato si è già usufruito di questo beneficio.

La domanda, però, viene presa in considerazione solo nel caso in cui, al momento della sua presentazione, il richiedente abbia già provveduto a pagare, dopo la prima sospensione, almeno 3 rate del mutuo.

Durata della sospensione del mutuo prima casa.

La sospensione del mutuo prima casa può essere concessa, anche più volte, per una durata massima di 18 mesi.

Nei casi di sospensione dal lavoro o di riduzione dell’orario, la durata massima del beneficio varia da 6 a 18 mesi e, in particolare:

  • 6 mesi per sospensione o riduzione dell’orario tra 30 e 150 giorni;
  • 12 mesi per sospensione o riduzione dell’orario tra 151 e 302 giorni;
  • 18 mesi per sospensione o riduzione dell’orario oltre 302 giorni.

Nel caso delle cooperative edilizie, infine, la sospensione del mutuo può essere riconosciuta per:

  • 6 mesi, se la situazione di difficoltà economica colpisce tra il 10 e il 20% dei soci assegnatari;
  • 12 mesi, se la situazione di difficoltà economica colpisce un numero superiore al 20% dei soci assegnatari e fino al 40%;
  • 18 mesi, se la situazione di difficoltà economica colpisce un numero superiore al 40% dei soci assegnatari.

Sospensione del mutuo prima casa: il contributo del fondo.

La sospensione del mutuo non ha costi ed ha luogo senza che debbano essere date garanzie da parte del beneficiario.

Durante il periodo di sospensione il fondo paga il 50% degli interessi che maturano.

La banca, in questo periodo, non può chiedere al cliente il pagamento della restante parte di interessi.

Questa quota di interessi verrà rimborsata dal cliente al termine del periodo di sospensione e aggiunta alle rate residue del mutuo.

Ricordiamo, infine, che le rate sospese andranno rimborsate alla banca una volta terminato il periodo di sospensione.

  1. Decreto legge n.73 del 25 maggio 2021.
  2. Art.3 legge n.104 del 5 febbraio 1992.