Norme e Diritto

Come si divide l’eredità?

Quando si perde una persona cara non è il pensiero di quello che ci lascia che ci consola.

Può comunque essere utile capire come si divide l’eredità, soprattutto quando i parenti del defunto sono tanti.

Iniziamo col dire che al coniuge superstite e ai figli spetta sempre una parte dell’eredità nella misura stabilita dalla legge.

Agli altri parenti spetta una quota dell’eredità a seconda del grado di parentela e di quanti sono.

Come si divide l’eredità se il defunto non ha fatto testamento?

Se il defunto non ha fatto testamento, olografo oppure pubblico, è la legge che stabilisce come si divide l’eredità.

I soggetti che possono ricevere una parte dell’eredità (c.d. eredi legittimi) sono:

  • il coniuge superstite;
  • i discendenti (figli e i nipoti),
  • gli ascendenti (genitori e i nonni),
  • i collaterali di secondo grado (fratelli e le sorelle),
  • tutti gli altri parenti sino al sesto grado.

Se mancano parenti entro il sesto grado l’eredità andrà allo Stato.

E’ chiaro che la presenza di parenti più stretti esclude i parenti più lontani.

Allora il fratello, ma anche il genitore oppure lo zio o il cugino, non riceveranno nulla se il defunto lascia moglie e figli (senza nessuna distinzione tra figli adottivi o naturali e cioè nati fuori dal matrimonio).

Per comprendere meglio ricorriamo a qualche esempio:

  • se il defunto lascia il coniuge e un solo figlio, l’eredità andrà divisa a metà tra loro;
  • se il defunto lascia il coniuge e due figli, l’eredità andrà divisa in parti uguali tra tutti e, quindi, un terzo al coniuge superstite, un terzo a un figlio ed un terzo all’altro figlio;
  • se il defunto lascia il coniuge e tre o più figli, un terzo dell’eredità andrà al coniuge e i restanti due terzi andranno suddivisi in parti uguali tra tutti i figli e, quindi, a tre figli andranno a ciascuno due noni e cioè il 22,22% dell’eredità, a quattro figli andrà a ciascuno un sesto e cioè il 16,67% dell’eredità, a cinque figli andranno a ciascuno due quindicesimi e cioè il 13,33% dell’eredità e via dicendo;
  • se il defunto lascia solo un figlio, senza coniuge, costui riceverà l’intera eredità;
  • se il defunto lascia più figli, senza coniuge, l’eredità andrà divisa fra tutti i figli in parti uguali;
  • se il defunto lascia solo il coniuge e nessun figlio, ascendenti (genitori e nonni) oppure fratelli e sorelle, il coniuge riceverà l’intera eredità;
  • se il defunto, senza figli, lascia il coniuge, gli ascendenti (genitori e nonni) oppure fratelli e sorelle, due terzi dell’eredità andranno al coniuge e un terzo andrà suddiviso in parti uguali tra gli ascendenti, i fratelli e le sorelle;
  • se il defunto lascia solo ascendenti (genitori e nonni), un mezzo dell’eredità andrà agli ascendenti in linea paterna (e cioè al padre e ai genitori di quest’ultimo se ancora in vita) e un mezzo dell’eredità andrà agli ascendenti in linea materna (e cioè alla madre e ai genitori di quest’ultima se ancora in vita);
  • se il defunto lascia solo fratelli e sorelle, l’eredità andrà divisa fra costoro in parti uguali, ricordando, però, che fratelli e sorelle unilaterali (e cioè che hanno padre o madre diversi) riceveranno la metà della quota spettante ai fratelli e sorelle germani (e cioè che hanno gli stessi genitori);
  • se il defunto lascia solo ascendenti (genitori e nonni), fratelli e sorelle, l’eredità andrà divisa fra costoro in parti uguali, purché la quota dei genitori, o di uno di essi, non sia mai minore della metà (ad esempio, due genitori e un fratello germano riceveranno un terzo ciascuno, mentre invece un solo genitore riceverà comunque un mezzo dell’eredità anche se ci sono due, tre o più fratelli germani, i quali si divideranno in parti uguali il restante mezzo);
  • se il defunto non lascia il coniuge, né figli, né ascendenti (genitori e nonni) oppure fratelli e sorelle, l’eredità verrà divisa tra gli zii e i cugini, ricordando che il parente di grado più vicino esclude quello di grado più lontano e che tra parenti dello stesso grado l’eredità si divide in parti uguali (ad esempio se il defunto non è sposato, non ha figli, né fratelli oppure genitori, l’eredità verrà divisa in parti uguali ad esempio tra gli zii, fratelli dei genitori, o in mancanza tra i figli di questi ultimi).

Si noti, infine, che il coniuge separato, al quale non è stata addebitata la separazione, gode degli stessi diritti ereditari del coniuge non separato.

Come si divide l’eredità se il defunto ha fatto donazioni in vita?

Per stabilire le quote spettanti ai singoli eredi occorrerà anche prendere in considerazione le donazioni fatte in vita dal defunto in favore del coniuge, dei figli o dei nipoti.

La donazione fatta in vita, ad esempio, da un padre in favore del figlio, altro non è se non un’anticipazione dell’eredità e, quindi, al momento della morte del genitore il bene dovrà essere considerato insieme al patrimonio ereditario per stabilire le quote che spettano ai figli.

Tale operazione (c.d. collazione) serve per garantire un eguale trattamento tra gli eredi ed evitare che chi ha ricevuto donazioni in vita da un genitore possa ottenere, alla sua morte, una quota di eredità maggiore rispetto agli altri eredi.

Come si divide l’eredità se il defunto ha fatto testamento?

Anche nel caso in cui il defunto abbia fatto testamento, al coniuge e ad alcuni parenti stretti spetta sempre una quota dell’eredità (c.d. eredi legittimari).

Gli eredi legittimari sono: il coniuge, i figli legittimi, adottivi e naturali (e cioè quelli nati fuori del matrimonio), ed i figli di questi ultimi (i nipoti del defunto) ed infine gli ascendenti (i genitori e i nonni) [1].

Come già detto la quota spettante ai legittimari viene determinata tenendo conto anche delle donazioni ricevute in vita dagli eredi.

Occorre allora distinguere tra:

  • quota indisponibile, e cioè quella parte di eredità destinata necessariamente agli eredi legittimari (coniuge, discendenti e ascendenti del defunto);
  • quota disponibile, e cioè quella parte del patrimonio ereditario di cui il defunto può disporre a suo piacimento in favore di chiunque.

Facciamo alcuni esempi:

  • se il defunto lascia solo il coniuge, a costui sarà riservata metà del patrimonio ereditario, mentre dell’altra metà il testatore (e cioè chi ha fatto testamento) potrà disporre liberamente in favore di chicchessia (c.d. quota disponibile);
  • se il defunto lascia il coniuge e un solo figlio, un terzo dell’eredità sarà riservato al coniuge superstite, un terzo al figlio e l’altro terzo sarà disponibile, e il testatore potrà farne ciò che vuole;
  • se il defunto lascia il coniuge e più figli, un quarto del patrimonio ereditario sarà riservato al coniuge superstite, un mezzo ai figli in parti uguali, e il restante quarto sarà disponibile;
  • se il defunto lascia solo un figlio, senza coniuge, a costui sarà riservata metà eredità, la restante metà sarà disponibile;
  • se il defunto lascia più figli, senza coniuge, a costoro saranno riservati due terzi del patrimonio ereditario, mentre il restante terzo sarà disponibile;
  • se il defunto lascia solo ascendenti legittimi (genitori e nonni), a costoro sarà riservato un terzo dell’eredità, mentre i restanti due terzi saranno disponibili;
  • se il defunto lascia il coniuge e gli ascendenti legittimi e nessun figlio, un mezzo del patrimonio ereditario sarà riservato al coniuge superstite, un quarto agli ascendenti legittimi, ed il restante quarto sarà disponibile.

Come già detto il coniuge separato, al quale non è stata addebitata la separazione, gode degli stessi diritti ereditari del coniuge non separato.

La legge, quindi, stabilisce che il coniuge ed i parenti più stretti (figli, nipoti, genitori e nonni) non possono essere esclusi dall’eredità e devono necessariamente riceverne una quota anche contro la volontà del testatore stesso.

Quest’ultimo col testamento potrà disporre liberamente solo della quota c.d. disponibile e potrà farlo in favore di chicchessia, anche in favore di un erede legittimario (ad esempio di un figlio), accrescendone così la quota già riservatagli dalla legge.

È chiaro che se il defunto ha fatto testamento tutti gli altri parenti diversi dai legittimari (ad esempio i fratelli e le sorelle, gli zii i cugini e così via), se non destinatari della quota disponibile, verranno esclusi dall’eredità e, quindi, rimarranno a bocca asciutta.

Infine, se il legittimario non riceve la quota riservatagli dalla legge, può impugnare il testamento per ottenere quanto a lui dovuto (c.d. azione di riduzione).

Come si divide l’eredità: conclusioni.

Quando una persona muore il suo patrimonio andrà diviso tra gli eredi.

In assenza di testamento, la legge stabilisce come si divide l’eredità fra i parenti del defunto a seconda del loro numero e del grado parentela.

Se mancano parenti entro il sesto grado l’eredità andrà allo Stato.

Se, invece, il defunto ha fatto testamento, potrà disporre liberamente dei suoi beni solamente nel caso in cui non gli sopravvivano né il coniuge, né gli ascendenti, né i discendenti.

Diversamente il testatore potrà disporre a suo piacimento solo della quota c.d. disponibile e cioè di quella parte dell’eredità non riservata dalla legge al coniuge e ai parenti più stretti (figli, nipoti, genitori e nonni).

  1. Art.536 codice civile.