Norme e Diritto

Testamento olografo: una guida rapida

Gli anni di pandemia ci hanno costretto a confrontarci con il timore della malattia e della morte.

Tutti noi siamo stati toccati dalla perdita di un amico, di un parente o di un conoscente e, magari, ci è giunta voce dei problemi che hanno dovuto affrontare i loro familiari al momento della successione, se non addirittura delle liti che hanno diviso la famiglia al momento di spartirsi i beni del defunto.

Così per evitare che i nostri cari si trovino a dover affrontare discussioni ed anche a finire davanti a un giudice, è bene rendere note le nostre ultime volontà, magari con un testamento olografo.

Il testamento è un atto con il quale tutti noi possiamo disporre dei nostri beni per il momento in cui avremo cessato di vivere.

Si noti che, in assenza di testamento, i nostri beni verranno suddivisi fra i familiari secondo regole stabilite in via generale dalla legge.

Cos’è il testamento olografo?

Il testamento olografo [1] è l’atto scritto a mano con il quale diamo disposizioni per il momento in cui avremo cessato di vivere.

Fra i vari tipi di testamento, questo è il più semplice da compilare.

Ciascuno di noi, purché maggiorenne, in qualsiasi momento della vita, può scrivere un testamento olografo e, per farlo, dovrà essere in possesso solamente di un foglio di carta e di una penna.

Per la validità del testamento olografo, infatti, la legge non richiede né la presenza del notaio, né di testimoni.

Non è neppure necessario utilizzare formule particolari, ma occorre solo che la volontà del testatore, e cioè di chi fa testamento, risulti espressa in modo chiaro.

Il testamento olografo, compilato nell’osservanza della legge, è valido al pari del testamento pubblico, redatto alla presenza del notaio e di testimoni.

Chi può fare il testamento olografo?

Tutte le persone maggiori degli anni 18, capaci di intendere e di volere possono fare testamento [2].

Diversamente, le persone interdette con sentenza del tribunale, oppure coloro che si trovano in uno stato di incapacità temporanea (si pensi ad un ammalato grave sotto cura farmacologica, ad un ubriaco e così via) non possono validamente fare testamento.

Si noti che, mentre il testamento olografo scritto da un soggetto interdetto è nullo, quello redatto da una persona temporaneamente incapace produce effetti, ma potrà essere annullato dal giudice.

Una situazione particolare è quella della persona sottoposta ad amministrazione di sostegno.

Se l’amministrato non risulti incapace di intendere e di volere, magari a causa di malattia mentale, potrà validamente disporre dei suoi beni per testamento.

Come si compila il testamento olografo?

La legge richiede che il testamento olografo sia scritto per intero a mano, anche in stampatello, dal suo autore.

Per la compilazione può essere utilizzato qualsiasi foglio di carta, di qualsiasi dimensione e colore.

Se necessario possono essere utilizzati anche più fogli, ma si consiglia di numerarli così da dare continuità al testo e, se si tratta di fogli separati uno dall’altro, di apporre la propria firma su ogni foglio.

Per essere valido, il testamento deve contenere anche la data di compilazione con indicazione del giorno, del mese e dell’anno, oppure di una ricorrenza particolare (ad esempio, Natale 2021, Pasqua 2022 e così via).

Si noti che la data assume particolare importanza per individuare l’ultimo testamento quando, ad esempio, una persona ne ha redatti più di uno, oppure per valutare se al momento della compilazione il testatore era nel pieno possesso delle sue facoltà mentali.

Non è, invece, necessario indicare anche il luogo in cui il testamento viene redatto.

Il testamento, inoltre, deve essere sottoscritto dal testatore.

Se manca la firma l’atto è nullo.

Se il testatore è conosciuto con un soprannome, può sottoscrivere il testamento anche senza usare il proprio nome e cognome, ma il soprannome o indicazioni equivalenti (ad esempio se vengono nominati eredi i nipoti, il testatore potrà firmarsi come “vostro nonno”).

La firma illeggibile non rende invalido il testamento, purchè si dimostri che il testatore era solito firmare in quel modo.

Non è valido, invece, il testamento scritto a computer e firmato a mano dal testatore o il testamento scritto dal testatore qualora la sua mano sia guidata da altre persone.

Attenzione, nel caso in cui al termine della stesura del testamento olografo, oppure a distanza di tempo, ci si accorge di aver dimenticato qualcosa o di voler apportare delle modifiche, non è necessario compilare un nuovo testamento, ma è possibile fare delle aggiunte o dei tagli (c.d. codicilli), purchè ancora una volta la nuova disposizione sia datata, scritta interamente a mano e sottoscritta.

Cosa contiene il testamento olografo?

Il testamento deve contenere le ultime volontà del testatore.

Possono essere inserite nel testamento sia disposizioni di carattere patrimoniale (ad esempio attribuzioni di beni mobili e immobili, denaro e altri oggetti), sia di carattere non patrimoniale (ad esempio indicazioni sulla sepoltura, sul riconoscimento di un figlio naturale e così via) [3].

Se possediamo dei beni, quindi, e desideriamo dare indicazione su come andranno divisi fra le persone a noi care al momento della nostra morte, è importante mettere per iscritto le nostre volontà.

La legge, però, stabilisce che il testatore possa disporre soltanto di una parte dei suoi beni (c.d. quota disponibile), restando l’altra parte riservata ai familiari più stretti (c.d. legittimari), ossia al coniuge, ai figli o, in loro assenza ai genitori.

La quota di cui il testatore può disporre non è predefinita, ma varia a seconda del numero di legittimari presenti.

Ad esempio, se al momento della morte del testatore gli sopravvive la moglie ed un figlio, la quota disponibile sarà pari a 1/3 dell’eredità, restando riservato ai legittimari (moglie e figlio) i 2/3 residui.
Se, invece gli sopravvive solo un figlio, la quota disponibile sarà pari a ½ del patrimonio ereditario, restando riservato al figlio l’altra metà.

Quindi sarà bene che il testatore tenga conto di questi vincoli nel momento in cui distribuisce i propri averi tra i familiari e ciò per evitare che questi ultimi, ove lesi nella loro quota, decidano di impugnare il testamento.

Allo stesso modo sarà bene ricordare che il coniuge superstite, per legge, ha diritto di abitare nella casa familiare e di usare i mobili che la arredano.

Si noti, infine, che il testamento olografo è valido anche se contiene soltanto disposizioni di carattere non patrimoniale.

In tal caso i beni del defunto verranno attribuiti in base alle regole stabilite dalla legge (c.d. successione legittima).

Testamento olografo e revoca.

Il testamento olografo può essere revocato da chi lo ha scritto in qualsiasi momento (si dice che è illimitatamente revocabile).

Il testatore, infatti, fino al giorno della sua morte, purchè capace di intendere e di volere, può cambiare idea e modificare le proprie volontà.

In questo caso le nuove disposizioni dovranno essere datate, scritte integralmente di pugno dal testatore e sottoscritte, senza che si renda necessario revocare esplicitamente le precedenti (a trovare esecuzione saranno sempre le ultime volontà espresse).

La revoca del testamento olografo potrà anche avere luogo attraverso la distruzione del documento da parte del testatore (si pensi al caso di un individuo che brucia il proprio testamento).

Anche la vendita del bene di cui si era disposto nel testamento, ad esempio, vale come revoca della volontà di lasciarlo ad uno o più eredi.

Come va conservato il testamento olografo?

Abbiamo detto che il testamento olografo non necessita di particolari formalismi e non richiede l’intervento di un notaio o la presenza di testimoni.

Per evitare che il testamento vada smarrito o venga distrutto in modo fraudolento, la legge consente al testatore di consegnarlo in busta chiusa ad un notaio affinché lo custodisca fino al momento della morte, per poi renderlo pubblico.

Il notaio non potrà mostrare il testamento a nessuno prima del morte del suo autore, né confermare che l’atto esiste o che è custodito presso il suo studio.

Diversamente il testatore potrà decidere di conservare egli stesso il testamento, magari dando notizia della sua esistenza ad alcuni, se non a tutti, gli eredi nominati, ovvero potrà scegliere di farlo custodire a una o più persone di sua fiducia.

In questo caso sarà bene provvedere a redigerne più di un originale con il medesimo contenuto.

Come ricercare il testamento olografo?

Spesso alla morte del testatore capita che, sebbene gli eredi siano al corrente dell’esistenza di un testamento olografo, non riescano a trovarlo.

Se il defunto non ha dato indicazioni precise, si suggerisce di ricercare il testamento nell’abitazione e di chiedere informazioni alle persone di fiducia (si consiglia anche di verificare se il testatore aveva una cassetta di sicurezza).

Dopodiché sarà bene recarsi presso il consiglio notarile distrettuale con un certificato di morte e richiedere che venga compiuta una indagine presso tutti gli studi notarili.

Analoga richiesta dovrà essere avanzata all’archivio notarile che conserva i testamenti depositati presso i notai che non sono più in attività.

Nel nostro paese è operativo anche il registro generale dei testamenti che permette di verificare se una persona ha fatto testamento in Italia o all’estero, purché in uno dei paesi aderenti alla convenzione di Basilea (Francia, Cipro, Turchia, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Lussemburgo, Spagna, Estonia, Lituania, Ucraina) [4].

Gli interessati possono presentare richiesta al registro per ottenere un certificato da cui risulti se esiste un testamento redatto dalla persona deceduta e dove esso si trovi.

La richiesta va inoltrata in via telematica agli indirizzi registrogeneraletestamenti.ucan@giustizia.it o registrogeneraletestamenti.ucan@giudtiziacert.it, allegando copia del documento di identità del richiedente.

La pubblicazione del testamento olografo.

Alla morte del testatore, chi rinviene un testamento olografo è obbligato, per legge, a recarsi da un notaio per chiederne la pubblicazione [5].

Il notaio, ricevuto il testamento, esaminato l’atto di morte, compila un verbale (c.d. verbale di pubblicazione di testamento olografo), alla presenza di testimoni, con il quale rende pubblico il contenuto del testamento.

Nel verbale il notaio descrive il testamento e ne riporta il contenuto.

Testamento olografo: falsità, nullità e annullabilità.

Chi intende fare valere la falsità di un testamento olografo, lo deve impugnare in tribunale [6].

A tal fine dovrà dimostrare che l’atto non è stato compilato di pugno dal testatore, magari fornendo altri scritti in originale di quest’ultimo in modo da consentire un confronto.

Il testamento olografo può essere impugnato anche se presenta vizi che lo rendono nullo oppure solo annullabile.

Rendono nullo il testamento, ad esempio, l’assenza della firma, l’impossibilità di individuare gli eredi, la stesura delle volontà non a mano, l’inserimento di atti di disposizione illeciti e così via.

L’azione volta a far valere la nullità del testamento può essere avviata in qualsiasi momento da tutti coloro che ne hanno interesse, ad eccezione di chi, pur avendo conoscenza della loro nullità, ha dato esecuzione alle disposizioni testamentarie.

Sono vizi che, invece, rendono il testamento annullabile, l’assenza della data, l’incapacità di intendere e di volere del testatore al momento della redazione del testamento o il condizionamento della volontà di quest’ultimo attuato da terzi con minaccia, inganno o altri raggiri.

In questo caso chi ha interesse a fare annullare il testamento dovrà agire entro 5 anni dal momento in cui viene a conoscenza delle minacce o raggiri, ovvero dal momento in cui le disposizioni testamentarie vengono eseguite.

  1. Art. 602 codice civile.
  2. Art. 591 codice civile.
  3. Art. 587 codice civile.
  4. Legge n.307 del 25 maggio 1981.
  5. Art. 620 codice civile.
  6. Cass. S.U. n.12307 del 15 giugno 2015.