La nostra auto ci ha lasciati a piedi, un guasto improvviso, proprio quando ne avevamo più bisogno.
Non sappiamo come fare e il meccanico non dispone neppure di un’auto sostitutiva.
Fortunatamente un amico ci viene incontro offrendoci la sua macchina per un po’.
La cosa è interessante, ma nella nostra mente si accavallano una serie di domande.
Una su tutte: è legale utilizzare un’auto intestata a un’altra persona?
Indice dei contenuti
Auto intestata a un’altra persona: cosa dice la legge?
Iniziamo subito col dire che il codice della strada [1] si occupa solo del caso in cui l’auto intestata a un’altra persona venga utilizzata da un terzo per un determinato periodo di tempo.
In particolare, ogni volta che un soggetto diverso dal proprietario usi a titolo gratuito una vettura per più di 30 giorni, deve darne comunicazione alla motorizzazione civile ai fini dell’annotazione sul libretto di circolazione.
La mancata comunicazione viene punita con una multa molto salata, da 727 a 3.629 euro.
La comunicazione deve essere fatta da chi ha in uso la vettura oppure dal proprietario munito di delega dell’utilizzatore.
Quando l’utilizzatore fa la comunicazione, la motorizzazione rilascia un tagliando da attaccare sulla carta di circolazione.
Ricordiamo che è richiesta anche una dichiarazione del proprietario che ha dato il mezzo in uso al terzo.
Auto intestata a un’altra persona: la comunicazione alla motorizzazione civile.
Abbiamo detto che la legge impone, nel caso di uso esclusivo di un’auto per oltre 30 giorni continuativi da parte di una persona diversa dal proprietario, la comunicazione del suo nominativo alla motorizzazione civile.
Lo scopo è quello di combattere la pratica delle false intestazioni delle vetture per evadere le tasse.
La comunicazione aiuta anche le forze dell’ordine che, in questo modo, possono individuare più facilmente gli autori di reati o di altre violazioni.
Con questa comunicazione, infatti, si consente alla motorizzazione non solo di rilasciare il tagliando necessario per aggiornare il libretto, ma anche di aggiornare l’archivio nazionale dei veicoli, che è quello, ad esempio, che consultano le forze dell’ordine nel momento in cui effettuano un controllo sulla strada.
A questo fine l’utilizzatore deve presentare alla motorizzazione civile, entro 30 giorni, i seguenti documenti:
- richiesta modifica libretto;
- dichiarazione del proprietario dell’auto con allegata copia del documento di identità valido;
- versamento di 16,00 euro (imposta di bollo);
- versamento di 10,20 euro (diritti di motorizzazione).
Auto intestata a un’altra persona: chi può sempre guidarla?
Normalmente all’interno di una famiglia non ci facciamo problemi a guidare un’auto intestata a un’altra persona.
Anzi, il più delle volte è proprio il capofamiglia a comprare e ad intestarsi la nuova auto, anche se viene utilizzata dalla moglie o da uno o più figli.
In questi casi nessun problema, i figli possono usare la macchina dei genitori e il coniuge quella intestata al partner senza correre alcun rischio e senza limiti di tempo, purché siano conviventi con il proprietario.
Nel caso di un controllo da parte delle forze dell’ordine è sufficiente dichiarare il rapporto di parentela che ci lega al proprietario dell’auto per evitare qualsiasi fastidio.
Inoltre, se causiamo un incidente l’assicurazione risponderà dei danni che abbiamo provocato ai terzi.
Ricordiamo, infine, che il proprietario del veicolo è sempre obbligato a pagare le multe, ma se chi utilizza l’auto commette un reato è lui che ne risponde, anche se il mezzo non è suo.
Auto intestata a un’altra persona: le auto aziendali.
Spesso i dipendenti di un’azienda utilizzano auto di proprietà della stessa (c.d. auto aziendali), con le quali possono spostarsi più comodamente per motivi di servizio.
Per essere in regola e consentire al lavoratore di utilizzare questi veicoli, anche per un periodo di tempo superiore a 30 giorni, è indispensabile aggiornare la carta di circolazione.
A tal fine l’azienda, quale proprietaria del mezzo, su delega del dipendente, deve comunicare alla motorizzazione civile i dati di quest’ultimo, affinché vengano annotati sul libretto di circolazione.
Se non lo fa, rischia una multa da 727 a 3.629 euro.
Spetta, però, alle forze di polizia dare la prova della violazione e, quindi, dimostrare che il soggetto multato aveva in uso un’auto intestata ad un’altra persona da più di 30 giorni.
Ricordiamo, infine, che la comunicazione non è necessaria quando l’auto costituisce una forma di retribuzione in natura riconosciuta al dipendente (c.d. fringe benefit), oppure viene utilizzata da diversi dipendenti alternativamente.
In questo caso, infatti, non si può parlare di uso esclusivo e continuativo del mezzo da parte del singolo lavoratore.
Auto intestata a un’altra persona: il contratto di assicurazione.
Se mentre guidiamo un’auto intestata a un’altra persona rimaniamo coinvolti in un incidente, come dobbiamo comportarci?
Innanzitutto, disperarsi non serve a nulla, meglio mantenere la calma.
Se la responsabilità dell’incidente è tutta nostra, il danneggiato deve rivolgersi al proprietario dell’auto per ottenere il giusto risarcimento.
Il proprietario, infatti, è sempre responsabile dei danni causati dal proprio veicolo, salvo che riesca a dimostrare che il veicolo stesso ha circolato contro la sua volontà [2].
In ogni caso, se il mezzo è assicurato, a pagare è la compagnia di assicurazione.
Se poi è prevista anche la copertura Kasco, l’assicurazione risarcirà anche i danni dell’auto intestata all’amico che ce l’ha prestata.
Quest’ultimo rischia solo che gli aumenti il costo dell’assicurazione.
Se, invece, non ha la Kasco, ci toccherà mettere mano al portafoglio e pagare la riparazione dell’auto che abbiamo danneggiato.
In ogni caso, prima di affidare la nostra auto a un amico è consigliabile verificare se abbiamo fatto un’assicurazione c.d. “a guida libera”.
Questo è l’unico contratto che ci permette di affidare la nostra auto a chiunque, purché maggiorenne e in possesso della patente di guida.
In caso di incidente, allora, l’assicurazione risarcirà i danni provocati a un altro mezzo e a persone, compresi i passeggeri, chiunque sia il conducente.
Diversamente, se il nostro contratto prevede la formula “guida esperta”, la copertura assicurativa sarà operativa solo quando l’auto viene guidata da un automobilista venticinquenne oppure più anziano e che abbia la patente da almeno 2 anni.
Auto intestata a un’altra persona: il noleggio a lungo termine.
Abbiamo già detto che il codice della strada stabilisce l’obbligo di comunicare alla motorizzazione civile il nome di colui che utilizza la nostra auto in modo esclusivo per più di 30 giorni.
Per non rischiare una multa salata, questa comunicazione va fatta entro 30 giorni dal momento in cui l’auto viene consegnata all’utilizzatore.
Nel caso di noleggio a lungo termine le regole sono diverse.
Infatti, non è necessario procedere all’annotazione sul libretto di circolazione del nominativo della persona che ha concluso il contratto di noleggio.
Basta comunicare alla motorizzazione civile il nome di colui che ha un uso l’auto.
Spetta all’automobilista che ha noleggiato l’auto effettuare le comunicazioni alla motorizzazione direttamente oppure delegando la società di noleggio.
Normalmente la delega viene rilasciata firmando il contratto di noleggio a lungo termine al quale è allegato un apposito modulo.
Auto intestata a un’altra persona: il furto.
Se la macchina ci viene portata via da un ladro, anche quest’ultimo si troverà a guidare un’auto intestata a un’altra persona.
Il codice delle assicurazioni [3] ha previsto che spetta al fondo di garanzia risarcire i danni causati dai mezzi che circolano contro la volontà del proprietario.
Il fondo, poi, si rivolgerà al responsabile per ottenere il rimborso delle somme pagate ai danneggiati.
Così se siamo fermi allo stop e veniamo tamponati da un’auto rubata, a risarcirci il danno ci penserà l’assicurazione o il fondo di garanzia, se, però, il furto è stato già denunciato.
In particolare, ci penserà l’assicurazione se l’incidente è avvenuto entro 24 ore dalla denuncia del furto, il fondo di garanzia se è avvenuto successivamente.
Se, invece, il proprietario non denunciato il furto, per liberarsi dalla responsabilità dovrà dimostrare che l’auto è stata utilizzata contro la sua volontà.
- Art.94 codice della strada.
- Art.2054 codice civile.
- Art.283 codice delle assicurazioni.






