Famiglia

Coniugi separati in casa: si può fare?

Tutti gli sposi, nel momento in cui celebrano il loro matrimonio, sono convinti che durerà per sempre.

In molti casi, però, le difficoltà di ogni giorno, gli impegni lavorativi e i nuovi incontri fanno cambiare loro idea.

Affrontare una separazione non è mai una cosa semplice.

E anche quando sembra fatta, ricominciare da capo può gettarci nello sconforto.

Pensiamo a una nuova casa, a nuove spese e a una nuova routine quotidiana.

Tutto sembra complicato, mancano le forze e, normalmente, anche il denaro per affrontare questi cambiamenti.

Certo per 2 coniugi separati in casa tutto questo sembra più facile.

Resta solo da capire se legalmente è una scelta azzeccata per risolvere il problema o se, al contrario, ce ne può solo creare degli altri.

Coniugi separati in casa: la separazione legale.

Chi di noi non ha almeno un amico (o un’amica) con un matrimonio finito alle spalle.

Magari gli siamo stati anche vicini durante i momenti più difficili della separazione o del divorzio, sostenendolo, se non economicamente, almeno psicologicamente.

Gli abbiamo anche consigliato più volte di trovare un accordo con il partner per evitare una separazione giudiziale.

Come tutti sanno, in quest’ultimo caso i coniugi, incapaci di risolvere da soli le questioni più importanti che riguardano la famiglia, sono costretti a rivolgersi a un giudice affinché stabilisca le regole della loro separazione (assegno di mantenimento, affidamento dei figli, assegnazione della casa coniugale e così via).

È ovvio che questa procedura, pur permettendoci di raggiungere lo stesso risultato, è più lunga e molto più costosa di quella consensuale.

Tra l’altro non è facile che 2 persone che si separano giudizialmente decidano di continuare la convivenza nella stessa casa.

É molto più facile che lo facciano 2 persone che si separano consensualmente.

La situazione di 2 coniugi separati in casa è, comunque, una situazione di emergenza e solo temporanea.

Questo perché la legge non ammette che i coniugi separati continuino a vivere insieme, anche se in camere diverse.

Alla base della separazione, infatti, c’è sempre l’impossibilità di proseguire la convivenza [1].

Risulta, allora, molto difficile che il tribunale separi 2 sposi e appena dopo li autorizzi a vivere insieme.

Neppure serve per aggirare il divieto dire che la decisione di continuare a convivere consentirebbe ai figli di stare insieme sia alla mamma che al papà, oppure per ragioni economiche.

In ogni caso resterebbe una scelta contraria alla legge e, quindi, non consentita.

Insomma, possiamo pensare a coniugi separati in casa solo per un breve periodo, magari quello immediatamente successivo alla pronuncia di separazione o di divorzio, in modo da consentire ad uno di loro di trovare una nuova sistemazione oppure di completare il trasloco.

I coniugi potrebbero anche decidere di rimanere nella casa coniugale fino alla vendita della stessa.

Questa situazione normalmente non crea particolari problemi.

Solo in sede di divorzio, uno dei coniugi potrebbe opporsi sostenendo che, durante la convivenza sotto lo stesso tetto dopo la separazione, c’è stato un ritorno di fiamma e, quindi, una riconciliazione.

Questa situazione potrebbe costringere il partner che vuole, comunque, divorziare a ritornare in tribunale per separarsi nuovamente.

Coniugi separati in casa: la separazione di fatto.

Non c’è nessuna legge, invece, che vieta a 2 sposi che non vanno più d’accordo di decidere di separarsi di fatto, senza rivolgersi a un giudice, e di continuare a vivere sotto lo stesso tetto.

Questo periodo, però, non potrà mai essere preso in considerazione per ottenere il divorzio.

In Italia, infatti, è possibile fare domanda di divorzio solo dopo un periodo di separazione legale (quindi formalizzata in tribunale) della durata minima di 6 mesi.

coniugi separati in casa, per la legge, continuano ad essere sposati.

Di conseguenza devono rispettare i doveri che nascono dal matrimonio, come il dovere di fedeltà, di assistenza morale e materiale, di contribuzione ai bisogni della famiglia e di coabitazione.

In altre parole, la separazione di fatto non assume alcun valore di fronte alla legge che continua a considerare la coppia come se fosse sposata ad ogni effetto.

Così se il marito e la moglie vogliono regolare i rapporti (anche economici) tra di loro oppure con i propri figli è bene che mettano tutto per iscritto.

Solo in questo modo potranno avanzare delle pretese l’uno nei confronti dell’altra.

Però gli obblighi assunti tra di loro non potranno trovare alcun riconoscimento in tribunale.

A differenza di quanto accade ai coniugi separati legalmente, le coppie separate di fatto che continuano a vivere sotto lo stesso tetto possono farlo per tutto il tempo che vogliono, senza alcun limite.

Ad esempio, se la coppia separata di fatto decide di continuare a coabitare sotto lo stesso tetto per crescere insieme i figli, potrà farlo tranquillamente fino a quando questi ultimi raggiungeranno l’indipendenza economica o se ne andranno da casa.

Se, invece, i coniugi lo fanno perché non possono permettersi di pagare 2 affitti, se uno di loro inizia una nuova relazione può allontanarsi dalla casa senza alcun problema, anche se lascia l’altro in difficoltà economica.

Coniugi separati in casa: conclusioni.

Se il nostro matrimonio è giunto al capolinea ed è nostra intenzione rivolgerci al giudice per ufficializzare la situazione, dobbiamo metterci in testa che non ci sarà possibile continuare a vivere insieme nella stessa casa, se non per il tempo necessario a riorganizzare la nostra vita.

La legge, infatti, non ammette situazioni che possono creare dei dubbi sulla reale volontà degli sposi di mettere fine al matrimonio, come quella dei coniugi separati in casa.

Poiché, però, nel nostro appartamento possiamo fare quello che vogliamo ed ospitare chi preferiamo, nessuno può vietarci di far rimanere a casa con noi nostra moglie o nostro marito, anche dopo la separazione.

Si tratta in questo caso di un accordo che va preso al di fuori dell’aula di un tribunale e non davanti a un giudice, dove, come abbiamo detto, non è ammesso se non per periodi limitati di tempo.

Nessun limite, invece, per chi si separa senza andare in tribunale.

I separati di fatto possono continuare ad abitare sotto lo stesso tetto finché lo desiderano, oppure finché si sopportano l’un l’altra.

  1. Art.151 codice civile.