Norme e Diritto

Drogato alla guida di un’auto: le ultime novità

Il nuovo codice della strada, entrato in vigore il 14 dicembre, ha sollevato un gran polverone soprattutto per le nuove norme che puniscono chi si mette alla guida di un’auto dopo aver fumato uno spinello.

Qualcuno si è già autodenunciato, promettendo di portare le nuove regole davanti alla corte costituzionale, con argomentazioni più o meno valide.

Qualcun altro, addirittura, parla di bocciature da parte dei tribunali, come se una norma approvata dal parlamento debba passare anche attraverso l’approvazione dei giudici.

Qualche altro, infine, sostiene che le nuove regole siano illegittime perché puniscono una condotta (uso personale di droga) consentita dalla legge.

Quest’ultimo forse non ricorda che la legge stessa punisce con delle sanzioni amministrative, piuttosto severe, chi detiene droga per uso personale [1].

Pensiamo, ad esempio, al divieto di fare la patente o, se ce l’ha, alla sospensione della patente stessa da un mese fino a un anno, al divieto di fare il passaporto, alla sua sospensione e così via.

Insomma, c’è molta confusione soprattutto tra i non addetti ai lavori.

Cerchiamo, allora, di fare un po’ di chiarezza e di capire cosa può succedere a chi viene fermato, drogato alla guida di un’auto, per un controllo.

Drogato alla guida di un’auto: le sanzioni.

Prima del 14 dicembre 2024 per essere puniti occorreva che l’uso di droga avesse alterato la nostra capacità di guida.

Insomma, dovevamo dare dei chiari segni di squilibrio, dovuti alla droga, per subire delle conseguenze.

Ora non è più così.

Anche se abbiamo fatto uso di droga diverse ore prima del controllo da parte delle forze dell’ordine o, addirittura, uno o più giorni prima, possiamo essere puniti lo stesso.

Ciò anche se non diamo alcun segno di alterazione psicofisica, poiché l’effetto della droga è ormai passato da tempo.

Insomma, è sufficiente che gli agenti accertino la presenza di droga nel nostro organismo e la frittata è fatta.

Rischiamo di finire in galera da 6 mesi a un anno e una multa da 1.500 a 6.000 euro.

Ma non finisce qui.

Rischiamo anche la sospensione della patente da 1 a 2 anni.

Questo periodo, già molto lungo, raddoppia se veniamo sorpresi alla guida della macchina di un’altra persona o se provochiamo un incidente.

In quest’ultimo caso scatta pure la revoca della patente.

Tutto ciò anche se l’effetto della droga era svanito ormai da tempo e, quindi, eravamo perfettamente in grado di guidare.

Senza contare, poi, che non è possibile prevedere per quanto tempo le tracce della droga possono rimanere nel nostro corpo anche dopo che il suo effetto è completamente svanito.

Dipende, infatti, dal metabolismo di ogni persona e, ovviamente, dal quantitativo di droga assunto.

Inutile dire, infine, che le nuove regole facilitano solo l’attività delle forze dell’ordine che non dovranno più valutare se la persona controllata si trovi o meno in uno stato di alterazione.

Basta che accertino la presenza di tracce di droga e il gioco è fatto.

Drogato alla guida di un’auto: l’omicidio stradale.

Per quanto riguarda l’omicidio stradale, nulla è cambiato [2].

Se provochiamo la morte di una persona alla guida della nostra auto rischiamo di finire in carcere da 2 a 7 anni.

Se commettiamo il reato in uno stato di alterazione psicofisica perché, ad esempio, abbiamo fumato uno spinello, scatta l’aggravante che fa aumentare la pena da 8 a 12 anni.

In questo caso, però, non basta aver fatto uso di droga alcune ore prima o, addirittura, qualche giorno prima.

Occorre, invece, che il reato sia stato commesso in uno stato di alterazione psicofisica dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti.

La stessa cosa vale per le lesioni personali stradali gravi o gravissime [3].

Drogato alla guida di un’auto: i controlli.

Se veniamo fermati dalle forze dell’ordine possiamo essere sottoposti a 3 tipi di controlli.

Innanzitutto, possono farci un test rapido con un apparecchio portatile per verificare l’eventuale presenza di droga nel nostro organismo.

Se il primo controllo dà esito positivo o se, comunque, gli agenti sospettano che abbiamo fatto uso di droga, possono sottoporci a dei controlli più approfonditi.

Possono, così, prelevarci dei campioni di saliva dalla mucosa della bocca per un esame di laboratorio.

In quest’ultimo caso potrebbero essere trovate tracce di droga anche a distanza di molte ore, se non addirittura di giorni, dall’assunzione della sostanza.

É chiaro che questi controlli dovranno essere fatti con l’aiuto di personale sanitario specializzato.

Staremo a vedere quali regole verranno stabilite al riguardo dal governo.

Solo se il secondo tipo di controllo non può essere fatto, ad esempio perché manca un infermiere o ci rifiutiamo di collaborare, potremo essere accompagnati in un ospedale o presso un’unità medica mobile per fare gli esami del sangue o altri esami più approfonditi, alla ricerca di tracce di droga nel nostro organismo [4].

In questo caso, in attesa dei risultati degli esami, gli agenti possono ritirarci la patente fino a 10 giorni sulla base dei soli controlli preliminari o, addirittura, sulla base di un semplice sospetto.

Inutile dire che se ci rifiutiamo di sottoporci a tutti questi controlli rischiamo di finire in carcere da 6 mesi a 1 anno.

Rischiamo anche una multa da 1.500 a 6.000 euro, la sospensione della patente fino a 2 anni e la confisca del mezzo.

Poi, se i controlli più approfonditi non si possono fare, entro 60 giorni dovremo sottoporci a una visita presso la commissione medica competente in base alla nostra residenza.

Se non superiamo la visita medica scatta la revoca della patente e il divieto di rifarla prima di 3 anni.

Cos’altro può succederci?

Insomma, anche i più sprovveduti capiscono che non si tratta di un problema di sicurezza stradale, ma di una caccia senza quartiere a chi fa uso personale di droga.

Questo perché rischiamo di essere puniti a distanza di tempo, anche dopo qualche giorno quando l’effetto della droga è ormai svanito e, quindi, quando siamo perfettamente in grado di guidare la nostra auto.

Infine, restiamo in attesa di sapere come questo governo intende risolvere il problema di chi fa uso di cannabis per scopi terapeutici, per evitare che queste persone rischino di finire in carcere solo perché stanno cercando di alleviare le loro sofferenze.

  1. Art.75 D.P.R. n.309 del 9 ottobre 1990.
  2. Art.589 bis codice penale.
  3. Art.590 bis codice penale.
  4. Cass. pen. n.30617 del 26 luglio 2024.