Quante volte abbiamo sentito dire gli avvocati costano un occhio della testa?
Ed è vero.
Però finché se ne parla tra gli amici o al bar, senza essere direttamente coinvolti in un processo penale, poco ci importa.
Se, invece, ci siamo dentro fino al collo e siamo costretti a rivolgerci a un legale, allora le cose cambiano.
Anche perché non abbiamo scelta.
Non possiamo evitare di nominarlo, altrimenti ci penserà per noi il tribunale (c.d. avvocato d’ufficio).
Questo perché in un processo penale dobbiamo per forza farci assistere da un legale che dobbiamo pagare di tasca nostra, anche se non siamo stati noi a sceglierlo.
Solo nel caso in cui il nostro reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, sia molto basso (non più di 12.838,01 euro) possiamo chiedere che le spese legali ci vengano pagate dallo Stato (c.d. gratuito patrocinio).
Ma a quanto ammontano queste spese?
Insomma, quanto costa un avvocato per un processo penale?
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L’avvocato può chiederci quello che vuole?
Iniziamo col dire che l’avvocato per difenderci in un processo penale può chiederci quello che vuole.
L’unico suo obbligo è quello di farcelo sapere prima.
Insomma, nel momento stesso in cui lo incarichiamo di difenderci, deve dirci quanto ci costa e deve farlo per iscritto.
A questo punto diventa difficile dare una sola risposta alla domanda quanto costa un avvocato per un processo penale.
Questo perché ogni legale è libero di decidere il suo onorario e noi, ovviamente, di scegliere se farci assistere, o meno, da quell’avvocato oppure rivolgerci ad un altro, magari più a buon mercato.
Queste regole valgono solo se le parti si mettono d’accordo sul compenso che spetta all’avvocato.
Diversamente, si applicano delle regole uguali per tutti che sono stabilite dallo Stato.
Così se il legale non ci consegna alcun preventivo, dovrà per forza rispettare le c.d. tariffe forensi che stabiliscono il compenso per ogni singola attività svolta dal professionista [1].
Insomma, sia che ci mettiamo d’accordo con l’avvocato sui suoi compensi, sia che non lo facciamo (allora valgono le tariffe forensi), possiamo sempre sapere in anticipo quanto costa un avvocato per un processo penale.
É obbligatorio nominare un avvocato per un processo penale?
Abbiamo già detto che se incappiamo in un processo penale, dobbiamo per forza rivolgerci a un avvocato.
Insomma, non possiamo pensarci da soli, come abbiamo visto in qualche film, oppure far finta di niente e disinteressarci della cosa.
Se non nominiamo noi un avvocato di fiducia, ci penserà il tribunale a darcene uno d’ufficio.
In tutti e due i casi il legale va pagato.
E siamo noi a doverlo fare, non abbiamo scelta.
Quante volte abbiamo sentito dire non ho voglia di spendere soldi e, quindi, mi faccio assistere dall’avvocato d’ufficio?
Non funziona così.
Anche l’avvocato d’ufficio va pagato, allo stesso modo di quello di fiducia che abbiamo scelto noi stessi.
Solo nel caso in cui nell’anno precedente abbiamo avuto un reddito non superiore a 12.838,01 euro lordi possiamo chiedere aiuto allo Stato e farci pagare le spese legali (c.d. patrocinio a spese dello stato o gratuito patrocinio).
Per sapere se possiamo, o meno, beneficiare del gratuito patrocinio basta guardare sull’ultima dichiarazione il nostro reddito annuo imponibile.
Se non ci capiamo molto è meglio rivolgerci a un commercialista oppure a un caf (centro di assistenza fiscale), che ci diranno esattamente qual è il nostro reddito imponibile dell’ultimo anno.
Ricordiamo, infine, che l’avvocato è sempre necessario fin da quando, alla fine delle indagini, veniamo chiamati in tribunale.
Alle volte, però, può servire anche prima, nel corso delle indagini, se viene compiuto un atto che richiede la sua presenza.
Ad esempio, se l’indagato (nel corso delle indagini l’imputato si chiama così) viene interrogato dalla polizia o dal pubblico ministero è necessaria la presenza dell’avvocato.
Quanto costa un avvocato per un processo penale: il preventivo.
Quando ci sentiamo dire da un avvocato “stia tranquillo, ne parliamo alla fine del processo” è proprio il caso di preoccuparsi.
Il consiglio, allora, è sempre lo stesso.
Nel momento in cui ci rivolgiamo a un legale per farci difendere in un processo penale, prima di partire, chiediamogli sempre un preventivo.
Solo così possiamo stare tranquilli e sapere quanto costa un avvocato per un processo penale.
Se poi pensiamo che il compenso richiesto sia eccessivo, possiamo sempre dirgli di no e rivolgerci a un altro legale.
Non dimentichiamo che l’avvocato, davanti alla nostra richiesta, è obbligato a farci un preventivo scritto dei suoi onorari.
Se non lo fa, commette una scorrettezza, ma rimane il fatto che dobbiamo comunque pagarlo.
In questo caso, però, il legale non può chiederci ciò che vuole, ma solo quello che è stabilito nelle tariffe forensi per l’attività che il professionista ha effettivamente svolto.
Quanto costa un avvocato per un processo penale: le tariffe forensi.
Le tariffe forensi vengono stabilite dallo Stato e valgono in tutto il Paese, da Bolzano a Canicattì.
Innanzitutto, vengono utilizzate dai giudici per liquidare gli onorari dei legali alla fine di un processo.
Servono anche agli avvocati, tutte le volte che non hanno fatto un preventivo scritto, per stabilire il compenso da chiedere al cliente.
A ben vedere si tratta di una cosa utile sia per il cliente, che così sa in anticipo quello che deve pagare, sia per il professionista.
Le tariffe forensi prevedono un compenso per ogni attività svolta dall’avvocato.
Sono suddivise sia in base all’ufficio davanti al quale il processo si svolge, sia in base alla fase del processo stesso.
Cerchiamo di capire meglio.
Nelle tariffe forensi è previsto un compenso diverso a seconda che il processo si svolga davanti al giudice di pace, al tribunale, al giudice per le indagini preliminari, alla corte d’appello, alla cassazione e così via.
Ovviamente, le cifre sono più basse per i processi davanti al giudice di pace e via via aumentano in tribunale, in corte d’appello, sino alla cassazione.
Aggiungiamo, poi, che ogni processo è diviso in più fasi e, per ogni fase a cui partecipa, l’avvocato ha diritto ad un compenso.
Così, se il processo si svolge davanti al giudice di pace, il nostro avvocato, in base alle tariffe forensi, può chiederci:
- per lo studio della pratica 360 euro;
- per iniziare il giudizio 450 euro;
- per il processo vero e proprio (c.d. fase dibattimentale, compreso l’ascolto dei testimoni e dell’imputato) 720 euro;
- per la fase decisionale (discussione finale prima della sentenza) 630 euro.
Se, invece, il processo si svolge davanti al tribunale le somme aumentano:
- per lo studio 450 euro;
- per la fase introduttiva 540 euro;
- per la fase dibattimentale 1.080 euro;
- per la fase decisionale 1.350 euro.
Se, poi, a giudicarci non è un solo giudice ma 3 giudici (c.d. tribunale collegiale), gli importi salgono ancora:
- per lo studio 450 euro;
- per la fase introduttiva 720 euro;
- per la fase dibattimentale 1.350 euro;
- per la fase decisionale 1.350 euro.
In corte d’assise, che si occupa di reati particolarmente gravi (come, ad esempio, l’omicidio o la strage), il conto sarà il seguente:
- per lo studio 720 euro;
- per la fase introduttiva 1.350 euro;
- per la fase dibattimentale 2.250 euro;
- per la fase decisionale 2.700 euro.
In corte d’appello il nostro avvocato potrà chiederci:
- per lo studio 450 euro;
- per la fase introduttiva 900 euro;
- per la fase dibattimentale 1.350 euro;
- per la fase decisionale 1.350 euro.
Infine, davanti alla corte di cassazione i compensi saranno:
- per lo studio 900 euro;
- per la fase introduttiva 2.520 euro;
- per la fase decisionale 2.610 euro.
A queste somme l’avvocato aggiungerà sempre le spese generali, pari al 15% degli onorari, oltre, ovviamente, all’IVA (22%) e ai contributi previdenziali (4%).
Ricordiamo, infine, che gli importi indicati nelle tabelle allegate alla tariffa forense sono stabiliti in generale (c.d. valori medi).
L’avvocato è libero di aumentarli o diminuirli in base all’urgenza dell’attività svolta e alla particolare difficoltà del caso.
- Decreto ministero della giustizia n.55 del 10 marzo 2014.






