Norme e Diritto

Bollo auto non pagato: cosa rischiamo?

Possedere un’auto è il sogno di molti.

Per acquistarla siamo disposti a fare qualsiasi sacrificio.

La maggior parte di noi passa mesi a scegliere il modello e a racimolare la somma da versare al momento dell’ordine.

E poi saranno anni di rate su rate, ma nel frattempo potremo viaggiare sul nostro bolide.

Non dimentichiamo, però, che le spese non finiscono qui.

Oltre a quelle per il carburante e per la manutenzione annuale (ad esempio il cambio dell’olio, delle pastiglie o delle gomme) c’è da pagare anche il bollo.

Ma cosa accade nel caso di bollo auto non pagato?

Cos’è il bollo auto?

Prima di scoprire cosa rischiamo se non paghiamo il bollo dell’auto, ricordiamo che il bollo altro non è se non una somma di denaro che una volta all’anno i proprietari devono pagare.

Come altre imposte, sono soldi che vanno a finire nelle casse delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano.

L’importo del bollo varia da auto ad auto in base alla classe della vettura (euro 3, 4 e così via), alla potenza espressa in kiloWatt (Kw) e alla regione di immatricolazione.

Facciamo qualche esempio:

  • una vettura euro 1, di potenza fino a 100 Kw, paga 2,90 euro per Kw e, per ogni Kw oltre questa soglia, 4,35 euro;
  • una vettura euro 2, di potenza fino a 100 Kw, paga 2,80 euro per Kw e, per ogni Kw oltre questa soglia, 4,20 euro;
  • una vettura euro 3, di potenza fino a 100 Kw, paga 2,70 euro per Kw e, per ogni Kw oltre questa soglia, 4,05 euro;
  • una vettura euro 4, 5 o 6, di potenza fino a 100 Kw, paga 2,58 euro per Kw e, per ogni Kw oltre questa soglia, 3,87 euro.

Per le macchine di lusso (potenza sopra i 185 Kw) dobbiamo pagare non solo il bollo ma anche il c.d. superbollo.

In questo caso per ogni Kw oltre i 185 dobbiamo sborsare la bellezza di 20 euro.

Per fortuna il superbollo diminuisce col passare degli anni e dopo 20 anni sparisce.

Va detto, infine, che queste cifre costituiscono solo un’indicazione di massima, poiché le singole regioni possono applicare tariffe diverse oppure far versare ai proprietari una somma aggiuntiva (c.d. addizionale).

Per questo motivo, quando compriamo un’auto è sempre meglio chiedere al venditore quanto ci costa il bollo oppure rivolgerci a uno sportello Aci.

Possiamo anche consultare il sito della nostra regione o quello dell’Aci che, alla sezione bollo auto, una volta che abbiamo inserito il modello e la targa, ci indica la somma esatta da pagare.

Quando dobbiamo pagare il bollo auto?

Iniziamo col dire che non c’è una scadenza uguale per tutti.

Ad esempio, il primo bollo va pagato nel mese di immatricolazione.

Negli anni seguenti, invece, dovremo versarlo entro la fine del mese successivo a quello di scadenza.

Facciamo un esempio.

Se acquistiamo una vettura il 10 aprile, dobbiamo pagare il primo bollo per il 30 aprile.

In seguito, avremo più tempo.

Infatti, potremo pagarlo entro la fine del mese di maggio di ciascun anno.

Bollo auto non pagato: cosa rischiamo?

Anche se molte regioni hanno attivato dei sistemi per ricordare ai proprietari la scadenza del bollo (attraverso l’invio di apposite comunicazioni), a chi non è mai capitato di dimenticarsene e di non pagarlo?

In questi casi, se ci viene in mente, magari a distanza di qualche mese dalla scadenza, possiamo correre ai ripari e pagare il bollo in ritardo, oppure possiamo lasciare perdere e attendere gli eventi.

Se lo versiamo in ritardo (c.d. ravvedimento operoso), ce la caviamo con una semplice maggiorazione.

Infatti, l’importo dovuto, se paghiamo entro 14 giorni dalla scadenza, aumenta solo dello 0,1% per ogni giorno di ritardo e degli interessi.

Più ritardiamo, più le sanzioni aumentano.

Ad esempio, se passano oltre 2 anni, dobbiamo pagare il 30% in più, e gli interessi pari all’1% ogni 6 mesi.

Diversamente, se facciamo finta di niente, rischiamo che il bollo auto non pagato ci venga richiesto direttamente dalla regione.

In questo caso il creditore, prima di dare inizio alla procedura di riscossione, può mandarci un avviso di accertamento con il quale ci invita a pagare il bollo non versato.

Se, ancora una volta facciamo finta di niente, la regione può notificarci un’ingiunzione di pagamento oppure iscrivere a ruolo la somma dovuta e affidare il recupero all’agenzia delle entrate riscossione.

Quando procede tramite ingiunzione, la somma che dobbiamo versare entro 60 giorni per chiudere la faccenda è pari all’importo del bollo aumentato del 30%, degli interessi e delle spese di notificazione.

Se non provvediamo entro 60 giorni, la regione può procedere con un’azione esecutiva, ad esempio un pignoramento presso terzi o il fermo amministrativo dell’auto.

Ricordiamo, infine, che il giudice tributario della Lombardia ha stabilito che è valida la cartella di pagamento per la riscossione del bollo auto non pagato anche se prima non è stato inviato alcun avviso di accertamento [1].

Bollo auto non pagato: la prescrizione.

Il bollo auto si prescrive in 3 anni.

La prescrizione, però, non inizia a decorrere dalla scadenza di pagamento, ma dal 1° gennaio dell’anno successivo [2].

Facciamo un esempio per capire meglio.

Se il bollo scade il 30 novembre 2023 e non lo paghiamo, la regione dovrà inviarci la richiesta di pagamento entro il 31 dicembre 2026 e non entro il 30 novembre 2026 .

Inoltre, le regioni possono decidere di allungare i termini di pagamento del bollo.

Di conseguenza si allungano anche i tempi della prescrizione.

Ricordiamo, infine, che la prescrizione può essere interrotta.

Ad esempio, se il bollo si prescrive il 31 dicembre 2023 e riceviamo un sollecito di pagamento il 10 novembre dello stesso anno, la prescrizione si interrompe e ricomincia a decorrere da capo per altri 3 anni.

La regione, così, avrà tempo fino al 10 novembre 2026 per incassare i suoi soldi.

Anche il diritto a chiedere la restituzione dei bolli che abbiamo pagato per errore si prescrive nel termine di 3 anni.

Bollo auto non pagato: l’istanza di annullamento.

Può accadere che la regione o, al suo posto, l’agenzia delle entrate riscossione, sbagliando, ci richieda il pagamento di un bollo già pagato o, magari, già prescritto.

Dobbiamo, allora, attivarci per far annullare l’avviso di accertamento o la cartella di pagamento notificati.

Nel primo caso, quando il bollo non è dovuto, dobbiamo presentare un’istanza di annullamento alla regione entro 30 giorni dalla notifica.

Se abbiamo ragione, l’istanza verrà accolta e l’accertamento annullato (c.d. discarico amministrativo).

Se, invece, abbiamo ricevuto una cartella esattoriale, è meglio rivolgersi, entro 60 giorni dalla notifica, al giudice tributario, il quale potrà riconoscere le nostre ragioni ed annullare la cartella.

In questi casi conviene sempre incaricare un avvocato.

  1. Corte di giustizia tributaria sez.25 n.4382 del 11 novembre 2022.
  2. Art.5 decreto legge n.953 del 30 dicembre 1982.