Condominio

Cani in condominio: diritti e doveri

Non tutti amiamo gli animali allo stesso modo.
Quindi è importante conoscere le norme che regolamentano il possesso di animali al fine di evitare le lamentele dei vicini e i continui litigi che i nostri amici a quattro zampe potrebbero causare.
Innanzitutto, è bene sapere che nel 2012 la legge di riforma del condominio ha stabilito che i regolamenti condominiali non possono vietare la detenzione di animali domestici negli appartamenti [1].
Si tratta di una regola generale che non può essere aggirata neppure con l’introduzione nel regolamento condominiale di un divieto approvato dalla totalità dei condomini, poiché sarebbe invalido.
Resta in ogni caso possibile introdurre il divieto di detenere animali domestici nel contratto di locazione poiché non c’è nessuna legge che vieta al proprietario di un immobile di imporre tale divieto.
Poiché il regolamento condominiale non può impedire che nei singoli appartamenti i condomini convivano con i loro animali da compagnia, spesso contiene regole volte a disciplinare il comportamento che i proprietari degli animali stessi devono osservare al fine di non arrecare disturbo.
Si stabilisce, così, che negli ambienti comuni i cani devono essere tenuti al guinzaglio, che il padrone deve sempre avere con sé la museruola per ogni evenienza, che negli spazi verdi gli escrementi degli animali devono essere rimossi e che in ascensore il cane porti sempre la museruola.

Cani in condominio: il rispetto delle parti comuni.

I nostri animali da compagnia per effetto delle nuove leggi sono quindi ammessi in condominio ed in tutte le aree comuni.
È appena il caso di ricordare che il proprietario dell’animale, però, deve impedire all’animale di arrecare danni alle cose comuni e a quelle di proprietà degli altri condomini. É quindi molto importante vigilare sull’animale ed educarlo.

Cani in condominio: i rumori molesti e le immissioni di odori.

Tutti ben comprendiamo che non sia possibile impedire ad un cane di abbaiare o ad un gatto di miagolare.
Tuttavia, vi sono delle cautele che i proprietari di animali possono tenere per far sì che i loro fedeli amici disturbino il meno possibile.
Per fare degli esempi, gli animali non dovrebbero stare in casa per lungo tempo da soli, il padrone deve aver cura di portare gli animali (specialmente i cani) a passeggio in modo che possano sfogare le loro energie.
Deve anche provvedere ad insonorizzare i locali al fine di evitare che i vicini abbiano ad udire i versi emessi dagli animali stessi.
In linea di massima i rumori causati dagli animali non rientrano fra quelli vietati dal regolamento in determinate fasce orarie.
É bene però ricordare che la legge impone, a certe condizioni, di evitare rumori molesti e, quindi, anche quelli provocati da un cane che abbaia continuamente nelle ore notturne o di primo mattino.
Di conseguenza, se il cane abbaia in continuazione, il vicino di casa, dopo aver chiesto senza risultato l’intervento dell’amministratore, potrà rivolgersi ad un giudice per ottenere la cessazione dei rumori molesti provocati dall’animale, quando non siano più sopportabili.
Allo stesso modo, il padrone dovrà prestare attenzione a che il suo animale non sporchi le parti comuni e che dall’abitazione non fuoriescano odori fastidiosi.
Si noti che accanto all’azione civile per ottenere la cessazione dei rumori molesti, i nostri vicini possono presentare nei confronti del proprietario dell’animale anche una denuncia penale.
Nelle situazioni più gravi il fatto potrebbe essere qualificato come disturbo alle occupazioni e al riposo delle persone [2].
La legge, infatti, stabilisce che i padroni degli animali devono evitare che questi emettano suoni fastidiosi tali da recare disturbo ad un numero indeterminato di persone e punisce con il carcere che non rispetta tale regola.

Cani in condominio: la responsabilità del proprietario dell’animale.

Il padrone è responsabile dei danni causati ai terzi dall’animale, anche di quelli che l’animale abbia causato quando era sfuggito al suo controllo.
La responsabilità del padrone, infatti, è regolata allo stesso modo della responsabilità per le cose in custodia, ossia per le cose sulle quali un soggetto è obbligato a vigilare al fine di evitare che vengano arrecati danni a chicchessia.
Di conseguenza il padrone dovrà sempre risarcire i danni causati dal suo animale a meno che non riesca a provare che il danno si sia verificato a causa di un evento del tutto imprevedibile (c.d. caso fortuito).

Cani in condominio: quali e quanti animali si possono tenere in casa?

Può accadere che si sia particolarmente incuriositi da animali esotici. 
Tuttavia prima di decidere se portarli a casa o meno è bene valutare attentamente se vi siano delle norme che regolamentino l’acquisto o addirittura ne vietino la detenzione (vi sono specie protette che non possono essere detenute).
La legge, infine, non stabilisce un numero massimo di animali che possono essere tenuti in una abitazione in condominio.
Tuttavia per motivi di igiene e sicurezza é sempre meglio non ospitare nell’appartamento un numero eccessivo di animali.
Nel caso in cui si tema che il condomino non garantisca agli animali cibo e ambiente adeguato, i vicini di casa potranno sempre chiedere l’intervento dell’ASL.

Colonie di felini.

Appare importante sottolineare che il condominio, per legge, non può allontanare le colonie di felini randagi che si trovino all’interno della sua proprietà, ad eccezione dei casi in cui ciò sia disposto dall’ASL per ragioni di salute pubblica. La legge [3] ha stabilito, infatti, che le colonie feline debbono essere tutelate e non possano essere scacciate dal territorio in cui hanno scelto di vivere.
Si noti infine che il maltrattamento di gatti randagi è vietato ed è punito dalla legge.
  1. Legge n.220 del 11.12.2012.
  2. Art.659 codice penale.
  3. Legge n.281 del 14.08.1991.