Le nostre giornate sono stressanti e il rientro a casa è sempre atteso per potersi rilassare in un ambiente accogliente e riposante.
Ma come dobbiamo comportarci con i vicini di casa rumorosi, che impediscono il nostro meritato riposo?
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Vicini di casa rumorosi: il regolamento condominiale.
Innanzitutto, può essere utile verificare cosa stabilisce il regolamento condominiale.
Quasi sempre nei regolamenti condominiali ci sono delle regole che vietano ai condomini di fare rumori in alcune ore della giornata.
Nel regolamento, ad esempio, si possono vietare rumori (musica ad alto volume, uso di elettrodomestici, tapparelle elettriche e così via) dalle ore 19/20 alle ore 7/8 del mattino successivo e, in alcuni casi, anche nella fascia oraria dalle ore 13 alle 15 del pomeriggio.
Il regolamento condominiale può anche vietare che negli appartamenti vengano svolte alcune attività considerate rumorose, come ad esempio asili nidi, ambulatori pediatrici e simili.
Attenzione, però, che il regolamento condominiale può contenere delle limitazioni al diritto dei proprietari di usare liberamente il proprio appartamento solo se sia stato approvato all’unanimità da tutti i condomini.
Vicini di casa rumorosi: l’intervento dell’amministratore.
Dopo aver verificato se il regolamento condominiale ci può aiutare, si deve contattare l’amministratore del condominio.
L’amministratore del condomino, infatti, può intervenire, a seguito di richiesta di uno o più condomini, per fare cessare il comportamento contrario al regolamento condominiale tenuto da un altro condomino.
Il regolamento condominiale può prevedere anche delle multe nei casi in cui i condomini violino le regole contenute nello stesso.
Le multe possono essere applicate solo a seguito di decisione della assemblea condominiale che deve essere convocata dall’amministratore.
Le multe, quando vengono deliberate dall’assemblea condominiale, sono, poi, applicate e riscosse dall’amministratore (possono arrivare sino a 200 euro o, in caso di più violazioni, sino a 800 euro).
Nei casi più estremi la multa potrebbe risultare l’unica soluzione per costringere i vicini di casa rumorosi a smetterla.
Vicini di casa rumorosi: l’intervento del giudice.
Spesso l’intervento dell’amministratore non è sufficiente, i rumori continuano e la pazienza dei vicini, messa a dura prova, si esaurisce. Cosa fare in questi casi?
Quando ogni tentativo di ristabilire la normalità fallisce, può essere opportuno rivolgersi ad un avvocato.
L’azione del legale, normalmente, prende avvio con la spedizione ai vicini di casa rumorosi di una diffida contenente l’invito a cessare la condotta molesta.
Diversamente, se la diffida non ha effetto, l’avvocato può decidere, d’accordo con il cliente, di presentare una denuncia nei confronti dei vicini di casa rumorosi, soprattutto se il disturbo ha luogo durante le ore notturne.
La legge, infatti, punisce con il carcere chi, con schiamazzi o rumori, ovvero non impedendo ai propri animali di fare baccano, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o le attività pubbliche [1].
In alternativa, si può chiedere al giudice civile di ordinare la cessazione della condotta rumorosa in tutti i casi in cui il rumore non disturbi un numero indeterminato di persone e sia tale da superare la normale tollerabilità.
Infatti solo se il rumore supera la normale tollerabilità, il giudice potrà intervenire per farlo cessare.
Diversamente dovremo sopportarlo, per quanto fastidioso possa essere.
Vicini di casa rumorosi: normale tollerabilità.
Abbiamo visto che il giudice civile può ordinare la cessazione della condotta che causa disturbo solo quando i rumori lamentati superino la normale tollerabilità.
Vediamo cosa si intende per normale tollerabilità.
Innanzitutto, tale criterio va valutato caso per caso poiché non esiste una norma generale che fissi per tutti il limite della normale tollerabilità.
Si consideri, in particolare, che nei rapporti tra i privati cittadini non operano le regole stabilite nel settore pubblico che fissano i limiti di rumorosità a tutela della salute e dell’ambiente.
Tali regole, pur non essendo vincolanti, possono comunque aiutare il giudice a valutare caso per caso se il rumore di cui si chiede la cessazione superi o meno la normale tollerabilità, tenuto conto dello stato dei luoghi e di ogni altra circostanza.
Ad esempio si ritiene che il rumore lamentato non sia tollerabile tutte le volte che superi il rumore di fondo di oltre 3 decibel.
Alcuni rumori, seppure fastidiosi, soprattutto se ripetuti, non possono invece considerarsi tali da superare la normale tollerabilità.
Si pensi ad esempio ai rumori tipici della vita quotidiana come alzare ed abbassare una tapparella, la centrifuga di una lavatrice, il phon, l’aspirapolvere, un televisore ad alto volume, i tacchi delle scarpe femminili.
È chiaro che gli stessi rumori potranno essere considerati diversamente se vengono provocati in particolari momenti della giornata, ad esempio, nelle ore notturne.
Infine nessuna novità è stata introdotta con la legge di bilancio del 2019, poiché si ritiene che le regole ivi stabilite si applicano solo ai rumori provenienti da attività produttive o commerciali e, quindi, non a quelli provocati dai vicini di casa.
E se il cane dei vicini abbaia continuamente?
Il problema può porsi anche nel caso del cane dei vicini che abbaia continuamente a qualsiasi ora del giorno e della notte.
In questo caso la situazione è certamente più complicata.
Innanzitutto, è importante sapere che responsabile per il disturbo provocato dal cane è sempre il suo proprietario, al quale potrà essere richiesto di compiere alcune attività al fine di evitare o limitare il più possibile il fastidio ai vicini.
Così il proprietario dell’animale dovrà provvedere ad insonorizzare i locali, con l’applicazione di speciali pannelli di isolamento acustico, ovvero potrà fare addestrare l’animale così da educarlo al rispetto degli ordini impartiti dal padrone.
Si tenga presente che se il problema non viene risolto, si può arrivare addirittura al sequestro dell’animale, nei casi in cui lo stesso arrechi disturbo ad un numero indeterminato di persone e non vi sia altro modo per porre rimedio alla situazione.
Secondo i giudici, infatti, il sequestro può risultare giustificato e così pure l’allontanamento dell’animale dal luogo in cui viene custodito abitualmente, tutte le volte in cui ciò si rende necessario per tutelare il riposo dei vicini [2].
- Art.659 codice penale.
- Cass. penale n.54531 del 22 dicembre 2016.






