Norme e Diritto

Comprare merce contraffatta: è davvero un affare?

All’uscita dal supermercato, nei pressi delle fermate dell’autobus o della metropolitana, oppure sul lungomare, siamo abituati a vedere dei commercianti abusivi che invitano i passanti a comprare merce contraffatta.

Cinture, borse, portafogli e giubbotti di marche famose vengono messi in bella mostra sulle nostre strade a prezzi più che abbordabili.

Tutti ne veniamo tentati.

La merce, all’apparenza, non ha nulla da invidiare a quella esposta nei negozi degli stilisti più famosi e molte volte non è neppure facile distinguere un capo originale da uno falso.

Insomma, comprare merce contraffatta può essere un affare o comporta solo dei rischi?

Cerchiamo di capirlo insieme.

Cos’è la merce contraffatta?

Quando sentiamo parlare di merce contraffatta pensiamo subito a prodotti che copiano altri prodotti, solitamente famosi, costosi e facilmente riconoscibili sul mercato.

Deve trattarsi di prodotti brevettati oppure di beni sui quali sono riportati i simboli o i nomi di aziende note (c.d. griffe).

Devono anche essere realizzati in modo da non poter essere facilmente distinti da quelli originali e messi in vendita senza il permesso del titolare del brevetto o del marchio.

Non è necessario, infine, che ci sia una perfetta corrispondenza fra il marchio contraffatto e quello originale.

Infatti, basta che il prodotto falso sia molto simile all’originale, tanto da poter trarre in inganno la clientela.

Per questa ragione, non si parla di contraffazione se la falsità è talmente evidente da non poter ingannare nessuno (c.d. falso grossolano).

La contraffazione è reato?

Prima di decidere se comprare merce contraffatta è bene sapere che la contraffazione è un reato.

Danneggia l’economia nazionale, le imprese e, talvolta, mette a rischio anche i consumatori.

Questi prodotti, infatti, non sempre rispettano le regole stabilite dalla legge a tutela della salute e della sicurezza dei consumatori stessi.

Contrariamente a quello che si crede, la contraffazione non riguarda solo il settore dell’abbigliamento e degli accessori (borsette, cinture, portafogli e così via), ma anche quello farmaceutico, quello cosmetico, quello alimentare e quello informatico, per non parlare poi dei giocattoli e dei ricambi per auto e motociclette.

Il mercato della merce contraffatta, inoltre, coinvolge più soggetti (i fabbricanti dei prodotti falsi, i venditori e chi li compera).

Di conseguenza, lo Stato è impegnato nella lotta alla contraffazione su diversi fronti.

Grazie ai controlli alle dogane, impedisce l’introduzione nel nostro Paese di merce contraffatta all’estero.

Grazie all’attività della guardia di finanza, contrasta anche la diffusione sul mercato interno delle merci false prodotte nel nostro territorio.

Queste ultime, in particolare, sono più difficili da scovare.

Infatti, si tratta per lo più di beni realizzati con cura e con materiali di buona qualità.

Questa attività illegale, inoltre, è normalmente gestita da vere e proprie organizzazioni criminali.

Non dimentichiamo, infine, che le forze dell’ordine combattono non solo la vendita della merce contraffatta, ma anche il suo acquisto.

Cerchiamo di capire meglio.

Quali pene per il venditore di merce contraffatta?  

Iniziamo col dire che chi vende merce contraffatta rischia fino a 2 anni di carcere e una multa fino a 20.000 euro [1].

Chi, invece, introduce nel nostro Paese prodotti contraffatti per farci dei soldi è punito con il carcere da uno a quattro anni e con la multa da 3500 a 35.000 euro.

Comprare merce contraffatta: cosa si rischia?

Quello che tutti noi vogliamo sentirci dire è che comprare merce contraffatta non è reato.

Ed è proprio così.

Infatti, se facciamo un uso personale di questi prodotti, non rischiamo di finire in carcere.

Non dimentichiamo, però, che con la nostra condotta alimentiamo un mercato illegale.

Così se veniamo pizzicati a comprare merce contraffatta rischiamo di dover comunque pagare una multa salata, da un minimo di 100 euro a un massimo di 7000 euro [2].

Allora, quando ci troviamo davanti alla borsa dei nostri sogni che in negozio ci costa più di uno stipendio, è meglio stare attenti a quello che facciamo.

Se poi a comprare la merce contraffatta è un commerciante, la multa è ancora più salata e va da un minimo di 20.000 fino a un massimo di un milione di euro.

E non finisce qui.

Oltre a dover pagare la multa, rischiamo anche di perdere la merce acquistata, poiché potrebbe essere sequestrata e, infine, distrutta.

Ricordiamo, però, che in alcuni casi è possibile evitare anche la multa.

Ad esempio, se nel momento in cui acquistiamo merce contraffatta, siamo convinti che si tratti di merce originale, non corriamo alcun rischio (toccherà a noi provarlo).

La stessa cosa succede quando i beni contraffatti non valgono un granché oppure quando sono chiaramente falsi e, cioè, non assomigliano per niente a quelli originali (c.d. falso grossolano).

È chiaro, però, che se spendiamo solo 100 euro per comprare una borsa venduta in un negozio del centro a 1000 euro, sarà difficile sostenere che eravamo in buona fede e che siamo stati ingannati.

Ricordiamo, infine, che in alcuni casi comprare merce contraffatta può anche aprirci le porte del carcere.

Ad esempio, se acquistiamo un bene falso non per farne un uso personale, ma per cederlo a terzi, o anche solo per donarglielo, possiamo essere accusati del reato di ricettazione, che è punito con il carcere da 2 a 8 anni e con la multa da 516 a 10.329 euro [3].

Rischiamo anche di finire davanti al giudice penale per il reato di incauto acquisto, che prevede una pena fino a 6 mesi di carcere o una multa non inferiore a 10 euro [4].

In quest’ultimo caso veniamo puniti proprio per aver acquistato un bene senza verificarne la provenienza, nonostante il prezzo fosse talmente basso da farci pensare a qualcosa di losco.

Non dimentichiamo che le stesse regole si applicano anche quando facciamo degli acquisti su uno dei tanti siti internet che vendono beni di marca.

In conclusione, per evitare che i cittadini commettano errori al momento dei loro acquisti, la legge prevede che tutti i prodotti in vendita debbano essere muniti di un’etichetta in lingua italiana e, se si tratta di oggetti pericolosi (giocattoli, occhiali da sole e così via), anche del marchio CE che ne garantisce la conformità alle norme europee.

  1. Art.474 codice penale.
  2. Art.1 decreto legge n.35 del 14 marzo 2005.
  3. Art.648 codice penale.
  4. Art.712 codice penale.