Come tutti sanno il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici madri per ogni figlio nato o adottato.
Una volta terminato il periodo di astensione obbligatoria la legge consente, infatti, alla lavoratrice di astenersi dal lavoro per un ulteriore periodo per dedicarsi alla cura del figlio nei suoi primi mesi di vita.
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Congedo parentale autonomi: a chi spetta?
Il diritto ad astenersi dal lavoro spetta non solo alle lavoratrici dipendenti ma anche a quelle autonome e, in particolare, alle artigiane, alle commercianti, alle coltivatrici dirette e alle pescatrici autonome della pesca marittima ed acque interne, che siano iscritte nella apposita gestione dell’Inps in base all’attività svolta (gestione artigiani, commercianti e così via).
Tale iscrizione deve essere antecedente all’inizio del congedo parentale richiesto e deve permanere per tutta la durata del congedo stesso.
Se nel frattempo la lavoratrice viene cancellata dalla gestione previdenziale, perde il diritto a ricevere l’indennità economica per il congedo richiesto.
Si noti che, a differenza di quanto accade per i dipendenti, ai lavoratori autonomi non è riconosciuto il diritto di usufruire del congedo parentale e cioè di astenersi dal lavoro nel periodo successivo a quello di astensione obbligatoria.
Congedo parentale autonomi: quanto spetta?
Nel corso del periodo di astensione facoltativa dal lavoro, la lavoratrice autonoma riceve una indennità pari al 30% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente in base al settore di appartenenza.
Attualmente l’indennità per il congedo parentale delle lavoratrici autonome deve essere calcolata sulla base dei seguenti importi giornalieri:
- per gli artigiani 49,91 euro, corrispondente alla retribuzione minima giornaliera prevista per il 2022 per gli impiegati dell’artigianato;
- per i commercianti 49,91 euro, corrispondente alla retribuzione minima giornaliera prevista per il 2022 per gli impiegati del commercio;
- per i coltivatori diretti, i coloni, i mezzadri e gli imprenditori agricoli professionali 44,40 euro, corrispondente alla retribuzione minima giornaliera prevista per il 2022 per gli operai dell’agricoltura;
- per i pescatori 27,73 euro, corrispondente alla retribuzione minima giornaliera prevista per il 2022 per i pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne associate in cooperativa.
Questi importi, fissati nel mese di marzo 2022, rimarranno validi sino al momento in cui non verranno stabiliti gli importi per il 2023.
In ogni caso, per poter usufruire del congedo è necessario che la lavoratrice autonoma abbia versato i contributi previdenziali almeno nel mese precedente a quello in cui intende astenersi dal lavoro.
Per i periodi astensione facoltativa le lavoratrici autonome hanno diritto alla contribuzione c.d. figurativa.
In altre parole, la lavoratrice autonoma per il periodo di astensione facoltativa non dovrà versare personalmente i contributi, che le verranno comunque accreditati figurativamente dall’Inps.
Si tenga presente che per le artigiane e le commercianti, la copertura figurativa dell’Inps vale solo per i mesi interi di astensione (ad esempio, se la lavoratrice si astiene dal 15 di gennaio al 15 di marzo, si vedrà accreditare figurativamente i contributi solo per il mese di febbraio).
Congedo parentale autonomi: per quanto tempo spetta l’indennità?
Il congedo parentale spetta alle lavoratrici autonome per un periodo di tre mesi continuativi o frazionati.
Il periodo di congedo va richiesto entro il primo anno di vita del bambino oppure, nel caso in cui il bambino sia stato adottato o dato in affidamento, entro un anno dal momento in cui è entrato nella famiglia.
Nel caso di parto gemellare ovvero di adozione o affidamento plurimo, la lavoratrice potrà godere del congedo parentale per ciascun bambino alle condizioni sopra indicate.
A differenza del periodo di astensione obbligatoria, durante il quale la lavoratrice autonoma può continuare a lavorare anche fino al giorno prima della nascita del bambino, durante il periodo di astensione facoltativa non si può lavorare.
Congedo parentale autonomi: quando si presenta la domanda?
La domanda va presentata prima dell’inizio del periodo di astensione.
Se la lavoratrice inoltra la domanda dopo l’inizio del periodo di astensione otterrà l’indennizzo solo per le giornate di congedo successive alla data di presentazione della domanda.
Congedo parentale autonomi: come si presente la domanda?
La domanda va presentata all’Inps telematicamente, tramite il sito web dell’istituto (www.inps.it), servizi on line, cui si può accedere tramite SPID, carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS).
In alternativa, la lavoratrice può inoltrare la domanda anche tramite il contact center dell’Inps, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da telefono fisso) o 06 164.164 (da cellulare a pagamento, secondo il proprio piano tariffario). In questo caso occorre munirsi di un apposito PIN telefonico temporaneo, che si può ottenere accedendo al sito web dell’Inps nella sezione assegnazione PIN telefonico temporaneo.
Infine, è sempre possibile presentare la domanda tramite i patronati (utilizzando i loro servizi gratuiti) o i centri di assistenza fiscale.
Congedo parentale autonomi: come viene pagata l’indennità?
Il pagamento dell’indennità viene normalmente effettuato dall’Inps con le modalità indicate nella domanda (bonifico domiciliato presso ufficio postale o accredito sul proprio conto corrente bancario o postale, su libretto postale o carta di pagamento dotata di iban).
Se la lavoratrice chiede che il pagamento venga eseguito tramite bonifico bancario o postale deve comunicare il proprio codice iban all’istituto tramite apposito modello SR163, accedendo al sito web oppure utilizzando l’indirizzo pec della sede Inps competente per territorio.
Ricordiamo di allegare anche la copia del proprio documento di identità valido.
Se non si dispone di una pec, basta recarsi presso la sede Inps e consegnare il modulo compilato con allegata copia del documento di identità.
Congedo parentale autonomi: quando si perde l’indennità?
L’indennità si perde se non viene pagata entro un anno dal termine del periodo di astensione facoltativa.
È chiaro che la lavoratrice può interrompere il termine inviando una raccomandata con avviso di ricevimento (o se disponibile una PEC) con cui chiede il pagamento del l’indennità.
Dalla data di ricevimento della raccomandata inizia a decorrere un nuovo anno entro il quale potrà essere richiesto il pagamento dell’indennità.
Congedo parentale autonomi: ultime novità.
La legge di bilancio 2022 [1] prevede che la lavoratrice possa usufruire di ulteriori 3 mesi di indennità di maternità, a partire dalla fine del periodo di maternità, se nell’anno precedente ha dichiarato un reddito inferiore ad euro 8.145.
Occorre inoltre che la maternità sia iniziato dopo il 1° gennaio 2022 o, se iniziata prima di tale data, che il periodo di maternità si estenda, anche solo in parte, nel 2022.
L’indennità non può essere riconosciuta, invece, nel caso in cui il periodo di maternità sia già concluso prima del 1° gennaio 2022.
Tale indennità spetta anche alle libere professioniste (ad esempio avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti, geometri e così via).
L’Inps ha chiarito che il congedo parentale di cui stiamo parlando spetta anche ai padri lavoratori autonomi che abbiano percepito nell’anno precedente un reddito inferiore ad euro 8.145 purché ricorrano le altre condizionata sopra indicate.
- Art.1, comma 239, legge n.234 del 30 dicembre 2021.






