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> Decreto flussi 2023: ultime notizie per i lavoratori stagionali ed autonomi

Forse non tutti sanno che ogni anno il governo stabilisce quanti cittadini extracomunitari possono entrare regolarmente nel nostro Paese per motivi di lavoro.

Il 3 ottobre è stato pubblicato il decreto flussi 2023, che fissa in 452.000 il numero di stranieri che possono fare ingresso in Italia nel triennio 2023-2025 [1].

Per la prima volta il decreto flussi stabilisce il numero complessivo di accessi previsti nell’arco di 3 anni e non più di un singolo anno.

Decreto flussi 2023: ultime notizie per i lavoratori subordinati ed autonomi.

Il decreto flussi 2023 stabilisce il numero di stranieri che sono ammessi nel nostro Paese a seconda della tipologia di lavoro e del settore produttivo interessato.

Ad esempio, nei settori turistico e alberghiero, delle telecomunicazioni, dell’edilizia e dei trasporti, possono fare ingresso in Italia 53.450 stranieri nel 2023, 61.950 nel 2024 e 71.450 nel 2025, sia come lavoratori subordinati non stagionali, sia come lavoratori autonomi.

Decreto flussi 2023: ultime notizie per i lavoratori stagionali.

Il decreto flussi 2023 consente l’ingresso in Italia nel triennio 2023-2025 di 265.150 cittadini extracomunitari (provenienti da alcuni Paesi, come l’Ucraina, il Bangladesh, il Marocco, l’India, il Senegal e la Tunisia) per lo svolgimento di attività di lavoro subordinato stagionale nel settore turistico, alberghiero e agricolo.

In particolare, possono entrare 82.550 lavoratori nel 2023, 89.050 nel 2024 e 93.550 nel 2025.

Decreto flussi 2023: i termini per presentare la domanda.

Quest’anno le domande per ottenere il nullaosta al lavoro potevano essere presentate a partire dai giorni 2, 4 e 12 dicembre e, comunque, non oltre il 31 dicembre, fino all’esaurimento dei posti disponibili a seconda della tipologia di lavoro prevista nel decreto flussi.

Per i prossimi anni (2024 e 2025) le domande potranno essere presentate a partire dai giorni 5, 7 e 12 febbraio e, in ogni caso, entro il 31 dicembre dello stesso anno, sempre fino all’esaurimento dei posti disponibili.

Ricordiamo, infine, che per assumere un lavoratore straniero, l’azienda deve dimostrare di non aver trovato, attraverso il centro per l’impiego competente, un lavoratore disponibile sul territorio italiano.

Ad esempio, perché il soggetto individuato dal centro non era idoneo a svolgere le mansioni richieste o, più semplicemente, perché il centro non ha dato alcuna risposta entro 15 giorni dalla richiesta dell’azienda oppure perché la persona non si è presentato al lavoro nei 20 giorni successivi.

  1. Decreto del presidente del consiglio dei ministri del 27 settembre 2023.