Noi tutti ricordiamo il giorno in cui ci siamo sposati.
Ricordiamo anche la frase pronunciata, prendo te come mio o mia sposa e prometto di esserti fedele, di amarti e onorarti per tutti giorni della mia vita.
Certo è stato un momento molto romantico, ma il matrimonio non è solo questo.
Dal matrimonio, infatti, nascono una serie di doveri che è bene conoscere.
Vediamo, allora, quali sono i doveri dei coniugi nel matrimonio.
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Doveri dei coniugi nel matrimonio: la fedeltà.
Innanzitutto, i coniugi non devono intrattenere relazioni sentimentali con altre persone.
Questo obbligo viene meno solo nel momento in cui il rapporto di coppia sia in crisi o, addirittura, uno dei coniugi abbia già avviato una causa di separazione o divorzio.
Si noti che il dovere di fedeltà si viola non soltanto avendo rapporti sessuali con un altro partner, ma anche se si flirta con quest’ultimo, magari solo online, attraverso uno dei tanti siti di incontri che si trovano su internet o tramite i social [1].
In pratica, anche un legame c.d. platonico, se è tale da turbare l’altro coniuge e da incidere sul rapporto di coppia, può essere considerato infedeltà.
Inutile dire che anche in questo caso tra marito e moglie vi é una situazione di assoluta parità.
Da oltre 40 anni, infatti, sono state eliminate tutte quelle differenziazioni, legate alla violazione del dovere di fedeltà, che caratterizzavano il rapporto tra marito e moglie in un’epoca ormai lontana.
Così non c’è più alcuna differenza tra il tradimento del marito (c.d. adulterio) e quello della moglie (c.d. concubinato), comportando entrambi le stesse conseguenze, a volte piuttosto gravi.
Non dimentichiamo, infatti, che la violazione del dovere di fedeltà, oltre a minare alla radice il rapporto di coppia, può comportare, se ha causato la rottura del vincolo matrimoniale, l’addebito della separazione.
Con l’addebito il coniuge responsabile viene condannato a pagare le spese processuali, ma, soprattutto, perde il diritto a ricevere dall’altro coniuge il mantenimento [2], ma non gli alimenti, che gli sono comunque dovuti in caso di bisogno.
Perde anche il diritto a ricevere l’eredità del coniuge, con gravi conseguenze economiche, specialmente se quest’ultimo è molto ricco.
Doveri dei coniugi nel matrimonio: l’assistenza morale.
Con il matrimonio i coniugi assumono il dovere di sostenersi reciprocamente, di collaborare ed aiutarsi.
Ciò vuol dire, ad esempio, coabitare con l’altro coniuge, assisterlo nel caso in cui costui si ammali oppure durante la vecchiaia.
Vuole anche dire collaborare con il partner nelle faccende domestiche e nella cura, nell’istruzione e nell’educazione dei figli.
Così viola questo dovere il coniuge che si disinteressa completamente del c.d. ménage familiare per dedicarsi esclusivamente alla propria carriera, oppure che non si occupa mai dei problemi scolastici, di salute o di altro tipo dei propri figli.
Viola questo obbligo anche chi non rispetta la libertà e la privacy dell’altro coniuge.
Pensiamo, ad esempio, al caso in cui il marito frughi nella borsa della moglie, oppure guardi i suoi sms sul cellulare, controlli i suoi profili social o, addirittura, la pedini.
Viola i doveri coniugali anche chi si rifiuta di avere rapporti sessuali con l’altro coniuge, salvo che la coppia non stia già attraversando un periodo di crisi o, ovviamente, se tale rifiuto non sia dovuto a motivi di salute.
Quindi, se il matrimonio è già arrivato al capolinea, il rifiuto di avere rapporti intimi con il partner è giustificato e non comporta alcuna violazione dei doveri dei coniugi.
In questo caso, infatti, il rifiuto non costituisce una causa della crisi di coppia. ma solo una sua conseguenza.
D’altro canto, non si può pensare di imporre un’intimità quando tra le parti sono venuti meno gli elementi fondamentali del rapporto di coppia quali l’amore, il sostegno reciproco, la complicità e così via [3].
Si noti che, se il matrimonio non viene “consumato” e, quindi, i coniugi non hanno avuto alcun rapporto sessuale, gli stessi possono ottenere il divorzio senza neppure passare attraverso la separazione.
Abbiamo già detto che tra i doveri dei coniugi c’è anche quello di coabitare e cioè di vivere insieme nella casa scelta come residenza familiare.
Nessun problema, però, sorge quando le parti decidono di comune accordo di allontanarsi temporaneamente dalla casa familiare per motivi di salute, di lavoro e così via.
Invece, quando una delle parti abbandona senza alcun motivo il tetto coniugale, indipendentemente dal consenso dell’altro coniuge e senza autorizzazione del tribunale, può subire delle conseguenze sia civili che penali.
Nel primo caso, al coniuge che si è allontanato dalla residenza familiare senza alcun motivo può essere addebitata la separazione con le conseguenze che abbiamo già visto.
Nel secondo caso, se l’abbandono del tetto coniugale comporta anche la violazione dei doveri dei coniugi di contribuire alle necessità della famiglia, il responsabile può essere condannato per la violazione degli obblighi di assistenza familiare fino ad un anno di carcere e con la multa da 103 a 1.032 euro [4].
Ricordiamo, infine, che anche la violazione degli altri obblighi di assistenza morale, sopra esaminati, nessuno escluso, se concorre a rovinare il rapporto matrimoniale, può comportare una pronuncia di addebito a carico del coniuge responsabile.
Doveri dei coniugi nel matrimonio: l’assistenza materiale.
Il dovere dei coniugi di contribuire al mantenimento della famiglia costituisce esecuzione dell’obbligo di assistenza materiale che sorge dal matrimonio.
In pratica i coniugi, in proporzione ai loro guadagni e, quindi, chi più e chi meno, devono contribuire alle spese della famiglia, della casa, a quelle per l’educazione ed istruzione dei figli e così via.
Come già detto, chi viola questo obbligo e non contribuisce ai bisogni economici della famiglia, in proporzione ai propri redditi, può essere punito, sia in sede civile con l’addebito della separazione, sia in sede penale con una condanna fino ad un anno di carcere e con la multa da 103 a 1.032 euro.
Ricordiamo che il dovere di mantenere i figli sussiste anche quando l’altro genitore sia in grado di farlo da solo.
Così, chi non versa l’assegno di contribuzione al mantenimento dei figli, commette il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare anche se vi abbia provveduto, al suo posto, l’altro genitore.
Inoltre, il genitore che viola questi obblighi non può accampare alcuna scusa, ad esempio una situazione di temporanea difficoltà economica o la necessità di far fronte ad altre spese.
Allora per evitare la condanna penale quest’ultimo deve necessariamente dimostrare un’assoluta ed incolpevole indisponibilità di denaro [5].
L’obbligo di contribuire al mantenimento della famiglia non viene meno neppure quando i coniugi si separano, ma si attenua solamente.
Pensiamo al caso in cui uno dei coniugi separati non abbia redditi propri, l’altro dovrà versargli un assegno di mantenimento per consentirgli di conservare lo stesso tenore di vita che aveva nel corso del matrimonio.
Tali obblighi possono, invece, essere sospesi nei confronti del coniuge che si allontana dalla casa familiare senza alcun motivo e si rifiuta di farvi ritorno [6].
- Cass. civ. n.8750 del 17 marzo 2022.
- Art.156 codice civile.
- Cass. civ. n.47561 del 23 febbraio 2017.
- Art.570 codice penale.
- Cass pen. n.11195 del 23 marzo 2021.
- Art.146 codice civile.






