In breve

> Ecovandali: ecco le nuove sanzioni (legge n.6 del 22 gennaio 2024)

Ci siamo sdegnati tutti nel vedere Palazzo Vecchio a Firenze sfregiato dagli ecovandali.

E che dire della Galleria Vittorio Emanuele imbrattata a Milano o delle acque del Canal Grande a Venezia colorate di un verde brillante?

E ancora, della zuppa lanciata sulla Gioconda al Louvre di Parigi?

Il governo lo aveva promesso.

Avrebbe contrastato questo modo di protestare di alcuni gruppi di ambientalisti che da qualche tempo deturpano monumenti e capolavori dell’arte.

Molti sono convinti, infatti, che più che un modo per far sentire la propria voce si tratti in realtà di atti di vero e proprio vandalismo.

Di qui il desiderio che gli autori di tanta inciviltà vengano puniti per le loro azioni.

Tutti noi abbiamo a cuore il futuro del pianeta, ma non possiamo sopportare che i nostri monumenti vengano deturpati da qualche esaltato che poi, ad andar bene, si becca solo una ramanzina.

Alla collettività, invece, resta il costo degli interventi di pulizia.

A fine gennaio è stata pubblicata una legge che punisce con mano pesante i c.d. ecovandali [1] e cioè tutti quelli che con il loro comportamento (di protesta) mettono in pericolo il nostro patrimonio artistico.

Vediamo cosa dice in 4 articoli il c.d. decreto ecovandali.

Il primo articolo prevede una multa da 20.000 a 60.000 euro per chi distrugge, deteriora o rende inservibili beni culturali.

Anche chi imbratta questi beni o compie atti che ne mettono a rischio la conservazione è punito con una multa da 10.000 a 40.000 euro.

Le multe vengono stabilite dal prefetto del luogo in cui si trova il bene e devono essere notificate al responsabile entro 120 giorni dal fatto.

Se il responsabile paga entro 30 giorni la somma viene ridotta.

Però chi ha già usufruito della riduzione nei 5 anni precedenti non può beneficiarne un’altra volta.

Tutte le somme incassate vengono destinate al ministero della cultura ed utilizzate per riparare i capolavori danneggiati dagli ecovandali.

Nel caso in cui chi rovina un monumento finisce anche davanti al giudice penale rischia il carcere da 2 a 5 anni e una multa da 2.500 a 15.000 euro [2].

Per chi, invece, lo ha solo sporcato (ad esempio con la vernice) il carcere va da 6 mesi a 3 anni e la multa da 1.500 a 10.000 euro.

Possiamo ottenere la sospensione della pena, evitando la galera, solo se abbiamo sistemato i beni danneggiati o ci impegniamo a svolgere altre attività di pubblica utilità.

In caso di applicazione della multa sia da parte del prefetto, sia del giudice penale, chi arriva per secondo tiene conto di quella già applicata dal primo.

I restanti articoli prevedono un innalzamento delle pene rispettivamente per chi distrugge e per chi imbratta nel corso di manifestazioni beni mobili o immobili.

  1. Legge n.6 del 22 gennaio 2024.
  2. Art.518 duodecies codice penale.