Norme e Diritto

Girare senza documenti: si può fare?

Chi non è uscito di casa almeno una volta senza documenti?

Se si viene sottoposti ad un controllo da parte della polizia o dei carabinieri, si rischia una multa?

Nulla di tutto ciò, si può tranquillamente girare senza documenti e non rischiare nulla se si viene fermati dalle forze dell’ordine.

Attenzione però, se un poliziotto ci chiede di identificarci e, quindi, di dare indicazioni sulla nostra identità personale, sul nostro stato (e cioè se siamo sposati o meno) o su altre qualità, siamo tenuti a rispondere.

Diversamente commettiamo un reato, punito con l’arresto fino a un mese o con una multa (c.d. ammenda) fino a 206 euro [1].

Ancora peggio se, richiesti dalle forze dell’ordine, diamo false generalità rischiamo fino a 6 anni di carcere [2].

Le generalità possono essere dichiarate a voce oppure mostrando la carta d’identità.

Si noti però che ritirare il documento prima che l’agente ne possa prendere visione, equivale al rifiuto di dichiarare le proprie generalità con le conseguenze che abbiamo appena visto.

Lo stesso succede se non comunichiamo tutti i dati richiesti, ad esempio, ci limitiamo a dichiarare il nostro nome e cognome, ma ci rifiutiamo di comunicare la nostra residenza, la data o il luogo di nascita.

Commettiamo il reato di cui stiamo parlando (rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale) nel momento stesso in cui ci rifiutiamo di comunicare alle forze dell’ordine chi siamo, dove abitiamo e così via, a nulla rilevando se tali indicazioni vengano date in un momento successivo [3].

Anche una persona nota alle forze dell’ordine oppure un personaggio famoso, magari dello sport o dello spettacolo e, quindi, facilmente identificabile, è tenuto, se richiesto, a dichiarare le proprie generalità.

È chiaro che se gli agenti hanno dei seri dubbi su quanto dichiarato dalla persona controllata, oppure sulla genuinità del documento mostrato, possono sempre accompagnarla presso la più vicina caserma per identificarla.

Una persona, però, può essere trattenuta in caserma per l’identificazione al massimo per 12 ore, dopodiché deve essere rimessa in libertà senza alcuna conseguenza.

Solo se l’identificazione risulta particolarmente complessa, la persona può essere trattenuta in caserma sino a 24 ore, previo avviso anche orale al procuratore della Repubblica.

Si pensi ai casi in cui sia necessario interpellare l’autorità consolare del paese di provenienza della persona da identificare o, più semplicemente, occorra munirsi di un interprete perché quest’ultima non parla la nostra lingua.

La persona fermata ha diritto di avvisare un proprio familiare o il convivente.

Come già detto di tutte queste attività (accompagnamento in caserma, ora in cui é avvenuto, ora in cui la persona é stata rilasciata e così via) è data immediata notizia al procuratore della Repubblica.

Ma allora non é meglio evitare questi fastidi e uscire di casa portando sempre con sé i documenti?

Quali sono i documenti necessari per identificare una persona?

Quando si parla di documento d’identità viene subito da pensare alla carta d’identità e normalmente é questo il documento che consente di identificare una persona.

Ma ve ne sono anche altri come, ad esempio, il passaporto, la patente di guida (anche quella nautica), il libretto del porto d’armi, il tesserino di riconoscimento rilasciato dalle amministrazioni statali e così via [4].

Chi può chiederci i documenti?

Abbiamo chiarito che possiamo girare senza documenti, ma che è obbligatorio, se richiesto dalle forze dell’ordine, dichiarare le nostre generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, stato, professione e, se necessario, paternità e maternità).

Ma chi può chiederci i documenti?

Certamente la polizia, i carabinieri e gli appartenenti alla guardia di finanza, ma anche gli agenti ed ufficiali della polizia locale e, in alcuni casi, i militari.

Se gli appartenenti alle forze dell‘ordine sono in borghese è necessario che gli stessi si identifichino, mostrando un tesserino, prima di chiedere al cittadino di identificarsi a sua volta.

Attenzione, però, i poliziotti e i carabinieri in borghese non sono obbligati a riferire alla persona fermata le proprie generalità (nome e cognome) per evidenti motivi di sicurezza.

É sufficiente quindi che esibiscano il tesserino, il distintivo e così via, salvo poi indicare le proprie generalità nel verbale eventualmente compilato a nostro carico (in questo caso non possono evitare di farlo).

Infine, non è necessario essere in presenza di una particolare situazione di pericolo per giustificare la richiesta da parte di un poliziotto o di un carabiniere di esibire un documento di identità o di dichiarare le proprie generalità, che possono quindi essere richieste in qualsiasi momento e senza alcun particolare motivo.

Possiamo rifiutarci di consegnare la carta d’identità?

Se una persona ha con sé la carta d’identità e si rifiuta di consegnarla alle forze dell’ordine commette un reato?

No, non commette alcun reato, salvo che si tratti di una persona pericolosa o sospetta.

Quindi, se non ci sono fondati motivi per ritenere pericoloso o sospetto il soggetto controllato, oppure non si ritiene che abbia commesso un reato o stia per commetterlo, non lo si può costringere a consegnare la carta di identità, ma solo a dichiarare le proprie generalità.

È chiaro che il problema non si pone se siamo soliti girare senza documenti.

In questo caso è sufficiente dichiarare correttamente le proprie generalità per evitare qualsiasi problema.

Ricordiamo, però, che per svolgere alcune attività, ad esempio guidare un’auto o pescare, occorre avere con sé un documento che dimostri il possesso dei requisiti richiesti per svolgere tale attività (ad esempio la patente di guida o la licenza di pesca).

In questi casi, la mancanza del documento può comportare l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Possiamo rifiutarci di consegnare la carta di identità al controllore sui treni o sui tram?

Secondo l’opinione comune i controllori sui treni e sui tram sono parificati ai pubblici ufficiali e, quindi, sono abilitati nell’esercizio delle loro funzioni a richiedere le generalità dei viaggiatori o l’esibizione di un documento d’identità.

Allora anche in questi casi se ci rifiutiamo di dichiarare le nostre generalità commettiamo un reato (rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale) punito con l’arresto fino a un mese o con una multa (c.d. ammenda) fino a 206 euro [5].

  1. Art.651 codice penale.
  2. Art.495 codice penale.
  3. Cass. pen. n.41716 del 6 novembre 2006.
  4. Decreto legge n.5 del 9 febbraio 2012.
  5. Cass. pen. n.38389 del 1º ottobre 2009.