Circolazione Stradale

Incidente causato da cane randagio

In Italia si pensa ci siano tra i 500.000 e i 700.000 cani randagi.

Con un numero così elevato di animali che si muovono liberamente sul territorio, non è così difficile incontrarne uno ed essere coinvolti in un incidente causato proprio dal comportamento imprevedibile tenuto dall’animale.

In questi casi, dopo il comprensibile spavento, è naturale chiedersi se si potrà ottenere il risarcimento del danno subito e, nel caso, a chi ci si deve rivolgere per ottenere tale indennizzo.

In primo luogo, bisogna tenere presente che la nostra assicurazione normalmente non copre i danni subiti a seguito di urto con un animale randagio, persino la copertura kasco, nella maggior parte dei casi, non copre questo evento.

Cerchiamo allora di capire cosa fare se, sfortunatamente, ci troviamo coinvolti in un incidente causato da cane randagio.

Denuncia di un incidente causato da cane randagio.

Nel caso in cui si rimanga vittima di un incidente causato da cane randagio che ha invaso la strada, si consiglia di richiedere l’intervento delle forze dell’ordine al fine di fare accertare come si sono svolti i fatti.

È importante effettuare anche delle fotografie dello stato dei luoghi, dei danni riportati dal veicolo e, se possibile, dell’animale che ha causato l’incidente.

La documentazione servirà a provare il sinistro e dovrà essere inviata, insieme alla richiesta di risarcimento del danno, all’ente proprietario della strada (comune, regione, Anas e così via) in quanto obbligato per legge a custodire il bene e ad attuare tutte le misure necessarie al fine di impedire che il bene stesso possa causare danni a terzi (si pensi ad esempio ad un varco lasciato aperto nella recinzione di un tratto autostradale che ha consentito il passaggio dell’animane che ha invaso la sede stradale).

Ricordiamo che in un’eventuale causa il danneggiato dovrà fornire la prova della colpa dell’ente proprietario della strada.

A quest’ultimo, nella sua qualità di custode del bene, spetterà, invece, il compito di provare che il danno non è dipeso da sua colpa, ma da un evento eccezionale ed imprevedibile (c.d. caso fortuito).

Si noti che nel caso fortuito possono essere compresi, oltre ad eventi naturali (ad esempio pioggia intensa, vento di eccezionale intensità), il fatto del terzo (inteso come un essere diverso dal proprietario del bene e dal danneggiato, ad esempio il cane) e anche quello del danneggiato stesso (se tiene un comportamento imprudente e non diligente).

Si parla di caso fortuito anche per il sinistro causato dal cane abbandonato dai vacanzieri sulle autostrade.

Responsabilità dell’ente proprietario della strada o caso fortuito?

La Corte di cassazione in una recente pronuncia [1] ha affrontato l’argomento.

La causa vedeva coinvolti da una parte un automobilista che, mentre percorreva una strada statale, era rimasto vittima di un incidente provocato da un cane randagio di grossa taglia e, dall’altra parte l’Anas, proprietaria della strada.

La domanda di risarcimento del danno avanzata dall’automobilista, già respinta dalla Corte d’appello, veniva riproposta in cassazione.

I giudici della Corte hanno così avuto modo di esaminare la materia e, dopo aver escluso l’obbligo di Anas di recintare la strada, hanno affermato la seguente regola.

Ciascuno è responsabile dei beni che ha in custodia [2] fintanto che non interviene un fatto esterno ed estraneo, del tutto imprevedibile ed eccezionale (c.d. caso fortuito).

Poiché l’attraversamento della strada da parte di un cane randagio è un fatto imprevedibile ed inevitabile che sfugge al controllo del custode della strada, tale evento viene classificato come caso fortuito, sufficiente a causare di per sé solo l’incidente e a liberare da responsabilità il custode stesso.

Di qui il rigetto della richiesta di risarcimento dei danni per l’incidente causato da cane randagio in quanto il danno stesso non poteva essere attribuito alla responsabilità dell’ente proprietario, ma esclusivamente ad un evento (attraversamento della strada da parte del cane randagio) che non poteva essere previsto ed evitato in alcun modo.

Se l’incidente è causato da un cane a passeggio con il padrone?

Viene naturale pensare che nel caso in cui l’incidente sia causato non da un cane randagio, ma da un cane al guinzaglio del suo padrone, i danni subiti dall’automobilista verranno risarciti integralmente da quest’ultimo.

In realtà non è così semplice.

La Corte di cassazione in una recente pronuncia [3] ha stabilito che, se non viene dimostrata la responsabilità di una sola delle parti coinvolte nell’incidente, si dovrà ritenere che entrambe abbiano contribuito a causarlo allo stesso modo.

In particolare, per il solo fatto che il cane sia rimasto coinvolto nell’incidente, discende la responsabilità del suo padrone, senza che sia necessario dimostrare in quale modo l’animale abbia contribuito a causarlo.

La legge, infatti, pone a carico del proprietario di animali la responsabilità per il danno eventualmente causato dagli stessi, salvo che provi il caso fortuito [4].

Poiché guidare un veicolo costituisce un’attività pericolosa, anche il conducente è sempre responsabile per i danni causati dalla circolazione, salvo che non provi di aver fatto tutto il possibile per evitarli [5].

Di conseguenza, in occasione di uno scontro fra un animale al guinzaglio e una vettura, sia il padrone dell’animale sia l’automobilista dovranno rispondere dei danni causati salvo che l’uno o l’atro, o entrambi, riescano a dimostrare di non aver avuto alcuna colpa nella causazione dell’incidente.

Qualora nessuno dei due riesca ad offrire tale prova, entrambi saranno considerati responsabili in egual misura, mentre se ambedue provano di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, nessuno ne sarà responsabile.

Incidente causato da cane randagio: conclusioni.

L’attraversamento da parte di un cane randagio della strada è considerato un evento eccezionale e non prevedibile tale da escludere la responsabilità del proprietario della strada stessa, che nulla poteva fare per impedire l’incidente.

In questi casi nessuno risponderà del sinistro e l’automobilista danneggiato non verrà risarcito.

Diversamente se l’urto ha avuto luogo con un cane al guinzaglio, per ottenere il risarcimento dal suo padrone si dovrà provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

In questo caso la responsabilità ricadrà sull’animale e per esso sul suo padrone.

In assenza di questa prova, entrambi si considerano responsabili dell’incidente in egual misura.

  1. Cass. civ. n.765 del 12 gennaio 2022.
  2. Art.2051 codice civile.
  3. Cass. civ. n.16550 del 23 maggio 2022.
  4. Art.2052 codice civile.
  5. Art.2054 codice civile.