Lavoro

Posso rifiutare di fare straordinari?

Solitamente distinguiamo l’orario normale di lavoro, fissato in 40 ore settimanali, dal lavoro straordinario.

Sono considerate ore di lavoro straordinario quelle lavorate in più rispetto all’orario normale.

Non tutti sanno, però, che la legge, come i contratti collettivi di lavoro, possono prevedere delle eccezioni a tale regola generale.

Ad esempio, possono fissare una durata inferiore dell’orario di lavoro settimanale, oppure stabilire che le 40 ore non vengano calcolate con riferimento ad una singola settimana ma ad un periodo più lungo.

Il lavoratore potrebbe, quindi, lavorare anche più di 40 ore in una settimana (senza che tali ore vengano considerate straordinarie), purché nelle settimane successive ne faccia meno, così che la media settimanale sia comunque di 40 ore.

Sono però previsti dei limiti massimi che non possono essere superati.

Il lavoratore, infatti, non può lavorare in media più di 48 ore settimanali in 4 mesi, elevabili dal contratto collettivo sino a 12 mesi, se ricorrono particolari ragioni indicate nel contratto stesso.

La legge, oltre al limite settimanale, prevede anche un limite annuale di 250 ore di straordinario.

Se il limite delle 48 ore medie settimanali viene superato, il datore di lavoro che occupa più di dieci dipendenti, deve darne notizia all’ispettorato territoriale del lavoro.

Quindi stabiliti i limiti settimanali (parliamo sempre di orario medio da calcolare su quattro mesi e senza prendere in considerazione i periodi di ferie o di assenze dal lavoro per malattia) ed i limiti annuali (250 ore), cerchiamo ora di capire se il datore di lavoro mi può obbligare a lavorare oltre l’orario, oppure se posso rifiutare di fare straordinari.

Posso rifiutarle di fare straordinari: cosa dice la legge?

Abbiamo già detto che il lavoro straordinario é quello eccedente l’orario normale fissato dalla legge in 40 ore settimanali.

Le ore di lavoro straordinario vengono pagate a parte con le maggiorazioni previste dal contratto collettivo di settore.

Il contratto collettivo può prevedere, oltre al pagamento di una maggiorazione oraria, anche il godimento di riposi compensativi.

Normalmente il lavoro straordinario è regolato dal contratto collettivo di settore.

In alcuni casi il contratto collettivo prevede, ad esempio, che il datore di lavoro possa chiedere ore straordinarie ai dipendenti, solo dopo aver consultato o informato le rappresentanze sindacali aziendali.

Se il contratto collettivo non prevede nulla, il ricorso al lavoro straordinario sarà possibile solo previo accordo con il lavoratore e per non più di 250 ore nell’arco di un anno.

Si noti che le regole sopra indicate non valgono per tutti i lavoratori.

Infatti, esistono diverse categorie di lavoratori per i quali non vale il limite legislativo delle 40 ore settimanali.

Stiamo parlando, ad esempio, dei giornalisti, del personale addetto all’attività di stampa di quotidiani e settimanali, all’informazione radiotelevisiva, ai servizi postali, alle autostrade, ai porti e aeroporti e ad alcuni servizi di particolare importanza (gas, energia elettrica e così via).

Ore di straordinario obbligatorie?

Ma allora posso rifiutare di fare straordinari, se non sono obbligatori e richiedono un accordo con il lavoratore?

Non è sempre così.

La legge, infatti, prevede alcuni casi in cui il lavoratore é obbligato a fare straordinari [1].

Il datore di lavoro deve solo rispettare i limiti massimi stabiliti dalla legge (48 ore medie settimanali e 250 ore annuali) o dai contratti collettivi di settore.

Vediamo ora i casi in cui il lavoratore é obbligato a fare straordinari:

  • quando tale obbligo é previsto dal contratto collettivo di settore;
  • quando sussistono eccezionali esigenze tecnico-produttive, che non possono essere fronteggiate assumendo altri lavoratori;
  • quando la mancata effettuazione di straordinari può esporre le persone o la produzione a un pericolo grave e immediato o a un danno;
  • in occasione di eventi particolari come mostre, fiere, manifestazioni, collegate all’attività produttiva del datore di lavoro.

Quando posso rifiutare di fare straordinari?

Nei casi appena esaminati lo straordinario é obbligatorio e, quindi, il lavoratore é tenuto a prestarlo anche contro la sua volontà.

Tuttavia, anche quando lo straordinario è obbligatorio, il lavoratore può rifiutarsi se:

  • é studente e frequenta una scuola pubblica o privata legalmente riconosciuta (liceo, istituto tecnico o professionale) [2];
  • sussiste un giustificato e grave motivo che impedisce al dipendente di fare straordinari;
  • Il datore di lavoro ha chiesto prestazioni di lavoro straordinario in modo scorretto e cioè senza rispettare le regole sopra descritte e senza che ve ne fosse necessità [3].

Posso rifiutare di fare straordinari: sanzioni disciplinari.

Ma cosa rischiamo se ci rifiutiamo di fare straordinari?

Occorre ovviamente distinguere i casi in cui il lavoratore non è obbligato a farli da quelli in cui, invece, lo è.

Nel primo caso il lavoratore non rischia nessuna conseguenza disciplinare, proprio perché può scegliere liberamente se effettuare o meno ore di lavoro straordinario.

Nel secondo caso, invece, il lavoratore potrebbe essere punito secondo quanto previsto dal contratto collettivo di settore con una sanzione che va dal richiamo scritto alla multa o, più raramente, con la sospensione o, addirittura, con il licenziamento.

Posso rifiutare di fare straordinari: straordinario forfetizzato.

Le parti possono prevedere una particolare modalità di pagamento degli straordinari, concordando una cifra fissa mensile forfettizzata che prescinde dal numero di ore effettivamente lavorate dal dipendente.

Va subito detto che tali accordi sono validi solo se prevedono il numero massimo di ore di straordinario che il lavoratore può effettuare ed un sistema di monitoraggio che consenta di capire se la somma concordata sia inferiore a quella che spetterebbe a quest’ultimo applicando le maggiorazioni previste dal contratto collettivo di settore [4].

Posso rifiutare di fare straordinari: la banca ore.

Molti contratti collettivi prevedono la possibilità che gli straordinari effettuati dal dipendente non vengano pagati, ma accantonati in un contenitore virtuale.

Da tale contenitore il lavoratore potrà attingere per godere di riposi compensativi, con le modalità ed i tempi stabiliti dal contratto collettivo di settore.

Le ore di straordinario lavorate si trasformeranno, quindi, in corrispondenti riposi compensativi.

I contratti collettivi normalmente stabiliscono un periodo massimo entro cui il lavoratore deve godere di tali riposi.

Trascorso tale periodo, le ore di lavoro straordinario accantonate e non trasformate in riposi dovranno essere pagate con le maggiorazioni previste al contratto collettivo.

Posso rifiutare di fare straordinari: conclusioni.

Se il contratto collettivo non stabilisce diversamente, il ricorso al lavoro straordinario sarà possibile solo previo accordo con il lavoratore e per non più di 48 ore medie settimanali e 250 ore in un anno.

Il lavoratore, invece, è obbligato a fare straordinari quando tale obbligo è previsto dal contratto collettivo, quando sussistono eccezionali esigenze tecnico-produttive, in occasione di eventi particolari o per evitare un danno alla produzione o alle persone.

Infine, il dipendente può sempre rifiutare di fare straordinari se è uno studente, se sussiste un grave motivo oppure se il datore gliene faccia richiesta senza che vi sia una reale necessità.

  1. Art.5 decreto legislativo n.66 dell’8 aprile 2003.
  2. Art.10, comma 1, legge n.300 del 20 maggio 1970.
  3. Cass. civ. n.2073 del 19 febbraio 1992 n. 2073.
  4. Cass. civ. n.6902 del 26 maggio 2000, n. 6902.