Famiglia

Se il marito muore la moglie prende la pensione?

È da poco che sono rimasta sola.

Mio marito è morto, lasciando un grande vuoto.

A un certo punto, però, mi sono fatta forza e ho capito che devo andare avanti.

Così ho fatto la dichiarazione di successione e sistemato in banca il conto corrente cointestato.

Mi manca solo di scoprire che fine farà la pensione di mio marito.

Il responsabile del patronato vicino casa mi ha spiegato che, in alcuni casi, se il marito muore la moglie prende la pensione.

Cerchiamo, allora, di capire quali sono questi casi.

A chi spetta la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità spetta solo alla moglie agli altri parenti che erano a carico del defunto, cioè a quelli che venivano mantenuti abitualmente da lui.

Non dimentichiamo, poi, che la reversibile è dovuta anche quando il defunto non aveva ancora maturato il diritto alla pensione.

In questo caso, però, solo se quest’ultimo aveva versato contributi per almeno 15 anni o anche solo per 5, purché per almeno 3 negli ultimi 5 anni di vita.

Quando spetta la pensione di reversibilità?

Se il marito muore la moglie prende la pensione dal primo giorno del mese successivo a quello in cui il coniuge è deceduto.

La reversibile spetta alla moglie, anche se separata o divorziata.

In questi casi, però, il coniuge superstite deve ricevere un assegno di mantenimento e non deve essersi risposato.

Se, invece, il pensionato, prima della sua morte, era passato a nuove nozze, la sua pensione andrà suddivisa tra la prima e la seconda moglie.

Tocca al tribunale stabilire quali sono le quote che spettano all’ex moglie e al coniuge superstite.

Se ci interessa sapere come viene fatta questa divisione si consiglia di leggere l’articolo “Pensione di reversibilità al coniuge divorziato”.

La pensione di reversibilità spetta anche ai figli minorenni o disabili a carico del defunto, fino a 21 anni, se studiano, e fino a 26 anni, se frequentano l’università.

Vi hanno diritto anche i nipoti, i genitori, i fratelli e le sorelle solo se erano a carico del pensionato.

In quale misura spetta la pensione di reversibilità?

Iniziamo col dire che se il marito muore la moglie non prende la sua pensione per intero, ma solo una parte.

In particolare, al coniuge superstite spetta il 60% della pensione del marito.

Questo, però, se non ci sono figli.

Se il defunto lascia il coniuge, 2, 3 o più figli a carico, a questi va il 100% della sua pensione.

Se, invece, la coppia aveva un solo figlio a carico, al coniuge e al figlio stesso spetta l’80% della pensione del defunto.

Stessa percentuale anche se non c’è il coniuge ma solo 2 figli.

Se, poi, il defunto aveva solo un figlio, gli spetta il 70%.

A un solo genitore, invece, tocca il 15% a 2 genitori il 30%.

Infine, a un fratello o a una sorella spetta il 15%, mentre a 2 o più fratelli e sorelle il 30%.

Si può perdere la pensione di reversibilità?

Non sempre se il marito muore la moglie prende la pensione di reversibilità per tutta la vita.

In alcuni casi può anche perderla.

Ad esempio, se il coniuge superstite si risposa non riceverà più nulla.

Prenderà, comunque, la pensione per altri 2 anni nella stessa misura che gli spettava prima di risposarsi.

I figli, invece, la perderanno nel momento in cui diventano maggiorenni.

Se, però, continuano a studiare riceveranno il trattamento fino a 21 anni.

Se vanno all’università, ne avranno diritto sino al compimento del ventiseiesimo anno di età.

Diversamente, i figli disabili riceveranno per sempre la pensione di reversibilità del padre defunto.

Rischiano di perderla solo nel caso in cui venga meno il loro stato di disabilità.

Lo stesso vale per i nipoti.

I genitori, invece, smettono di ricevere la reversibile non appena maturano il diritto ad un’altra pensione.

Anche i fratelli e le sorelle la perdono quando iniziano a ricevere un’altra pensione, oppure se si sposano o, se invalidi, quando cessa il loro stato di invalidità.

Se la moglie lavora?

Se il marito muore la moglie prende la pensione di reversibilità anche se lavora.

Sono, però, previste delle riduzioni legate al reddito.

In particolare, se la moglie ha un reddito superiore a 23.245,79 euro, riceverà il 25% in meno della pensione che le spetta.

Se, invece, il suo reddito è compreso tra 31.127,72 e 38.909,65 euro, la riduzione sarà del 40%.

Se, infine, il suo reddito supera 38.909,65 euro la riduzione della pensione sale al 50%.

Qualche volta, anche se il reddito del coniuge superstite supera i limiti appena visti, non ci sarà alcuna riduzione.

Questo succede quando nella famiglia ci sono dei figli fino a 21 anni che stanno ancora studiando, universitari fino a 26 anni oppure figli disabili.

In questi casi, anche se il coniuge superstite ha un reddito che supera 38.909,65 euro, riceverà comunque la quota di pensione che gli spetta (80% o 100% a seconda del numero di figli) senza subire alcuna riduzione.

Allo stesso modo, la pensione di reversibilità non può essere ridotta, anche se la moglie supera i limiti di reddito, se a causa della riduzione quest’ultima si trova nella situazione di avere complessivamente meno soldi rispetto a quelli di cui disponeva quando il marito era ancora in vita [1].

Ricordiamo, inoltre, che chi riceve la pensione di reversibilità deve compilare il RED ogni anno.

Si tratta di una dichiarazione che l’Inps richiede per verificare se il coniuge superstite ha ancora diritto a ricevere la reversibile e in che misura.

Il consiglio, anche in questo caso, è quello di rivolgersi a un patronato (che ci assiste senza chiederci un euro) oppure ad un professionista (che invece ci tocca pagare).

Non dimentichiamo, infine, che, come la pensione di reversibilità è cumulabile con i redditi percepiti dal coniuge superstite, così è cumulabile con la pensione di vecchiaia che, una volta maturati i requisiti, quest’ultimo andrà a percepire.

In questo caso il coniuge superstite godrà nello stesso tempo di un trattamento diretto (pensione di vecchiaia) e di uno indiretto (pensione di reversibilità).

Se il marito muore la moglie prende la pensione: la domanda.

Per ottenere la pensione di reversibilità occorre fare domanda all’Inps.

La domanda va presentata solo in via telematica, entrando nel sito dell’istituto (www.inps.it) e cercando la voce pensione ai superstiti indiretta e di reversibilità.

Possiamo utilizzare anche il contact center integrato, al numero 803164 da rete fissa, senza spendere un euro, o dal cellulare contattando il numero a pagamento 06164164.

Per presentare la domanda, comunque, è sempre meglio rivolgersi a un patronato (gratuitamente) oppure a un consulente del lavoro, che ovviamente ne sanno più di noi.

La domanda può essere presentata in qualsiasi momento.

Per evitare di perdere dei soldi, però, ricordiamoci di farla entro 10 anni dalla morte di nostro marito, perché, trascorso questo periodo, si prescrivono le mensilità di pensione non riscosse [2].

  1. Corte costituzionale n.162 del 30 giugno 2022.
  2. Art.2946 codice civile.