É da un po’ di tempo che il papà non versa nulla per il mantenimento del figlio.
Eppure, questo obbligo è previsto a chiare lettere nel verbale di separazione.
Non è servito neppure incaricare un avvocato per recuperare quanto dovuto.
Però ho sentito dire che se il padre non paga il mantenimento possiamo rivolgerci ai nonni.
É proprio così?
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Chi deve pagare il mantenimento dei figli?
Inutile dire che i genitori sono i primi obbligati a provvedere al mantenimento dei figli.
Quando i coniugi si separano oppure divorziano, il genitore non collocatario è obbligato a versare ogni mese all’altro una somma di denaro, concordata tra di loro oppure stabilita dal giudice, per contribuire al mantenimento dei figli minori oppure di quelli maggiorenni economicamente non indipendenti.
L’assegno di mantenimento viene stabilito in misura fissa, per 12 mesi all’anno, e serve per aiutare l’altro genitore a sostenere le spese di vitto, alloggio, istruzione ed educazione dei figli minori.
Il genitore non collocatario deve anche contribuire al pagamento, nella misura del 50%, delle spese impreviste sostenute dall’altro (ad esempio le spese per il dentista o quelle scolastiche).
Al riguardo si suggerisce di dare un’occhiata ai protocolli che si trovano sui siti web dei vari tribunali, che elencano tutte le spese c.d. straordinarie.
I protocolli stabiliscono anche quando queste spese possono essere fatte senza il consenso dell’altro genitore e quando, invece, devono essere decise insieme.
Iniziamo col dire che non ci sono delle regole matematiche per calcolare l’assegno di mantenimento.
Normalmente si tiene conto del reddito dei genitori e del loro tenore di vita, dei tempi più o meno lunghi di permanenza dei figli presso il genitore non collocatario e, infine, delle esigenze di costoro (scuola, sport e tempo libero).
L’assegno di mantenimento per i figli deve essere rivalutato annualmente.
Questa rivalutazione (che comporta un leggero aumento dell’assegno) è obbligatoria ed automatica e deve essere corrisposta anche se l’altro genitore non ne fa richiesta.
Ricordiamo, infine, che l’assegno di mantenimento stabilito dal giudice oppure concordato tra i genitori non può mai essere diminuito, anche se l’indice ISTAT è negativo.
Se il padre non paga il mantenimento?
Prima di esaminare i casi in cui, se il padre non paga il mantenimento, possiamo rivolgerci ai nonni, cerchiamo di capire cosa è possibile fare per recuperare le somme non versate in favore dei figli.
Innanzitutto, se un coniuge non versa il mantenimento, l’altro deve provvedere da solo alle necessità dei figli.
Allo stesso tempo, deve fare tutto ciò che la legge gli consente per ottenere il pagamento del dovuto.
É necessario, allora, rivolgersi ad un avvocato perché provveda ad agire nei confronti del genitore inadempiente.
Il legale, per prima cosa, deve recarsi in tribunale per fare copia del verbale di separazione oppure della sentenza di divorzio.
Deve, poi, notificare al debitore un atto formale con il quale gli intima di pagare il dovuto entro dieci giorni (atto di precetto).
Se la situazione non si sblocca, darà inizio all’esecuzione forzata.
Possiamo decidere di pignorare lo stipendio del debitore, oppure l’autovettura alla quale tiene tanto, il mobilio che si trova nell’abitazione o, addirittura, la sua casa in montagna.
Il genitore collocatario può anche chiedere che l’assegno di mantenimento venga versato direttamente dal datore di lavoro dell’obbligato o, infine, denunciare penalmente il coniuge per la violazione degli obblighi di assistenza familiare [1], reato punito con il carcere fino a 1 anno o con la multa da 103 a 1.032 euro.
Tutti noi sappiamo, però, che anche ricorrendo a tutti gli strumenti messi a nostra disposizione dalla legge non sempre è possibile recuperare le somme dovute al minore.
Possiamo, allora, rivolgerci ai nonni per ottenere il versamento dell’assegno di mantenimento.
Se il padre non paga il mantenimento possiamo rivolgerci ai nonni?
Iniziamo subito col dire che i nonni sono tenuti a versare l’assegno di mantenimento in favore dei nipoti al posto dei genitori solo in alcuni specifici casi.
Innanzitutto, quando i genitori non sono in grado di farlo da soli.
Deve, però, trattarsi di una impossibilità oggettiva che riguarda entrambi i coniugi.
In altre parole, non si può chiedere aiuto ai nonni, se la situazione di difficoltà economica coinvolge uno solo dei genitori.
In questo caso, infatti, è l’altro genitore a doversi fare carico, anche da solo, del mantenimento dei figli, poiché lavora regolarmente o, comunque, è dotato di redditi sufficienti.
Quindi, se il padre non versa l’assegno di mantenimento in favore del figlio, non sempre possiamo rivolgerci ai nonni.
Per poterlo fare, i genitori devono trovarsi in una situazione di grave difficoltà economica.
Pensiamo ai casi in cui hanno perso il lavoro, definitivamente o solo temporaneamente, oppure sono affetti da una grave malattia che non consente loro di lavorare.
Occorre, inoltre, che i figli non siano in grado di provvedere da soli al proprio mantenimento, poiché solo in questo caso le difficoltà economiche dei genitori possono causare loro un danno.
É necessario, infine, che il genitore, prima di rivolgersi ai nonni, tenti di recuperare le somme non versate dall’altro coniuge, utilizzando tutti gli strumenti messi a sua disposizione dalla legge (ad esempio il pignoramento dello stipendio oppure di altri beni mobili o immobili del debitore).
In pratica solo nel caso in cui il genitore obbligato si trovi nell’impossibilità di provvedere al mantenimento del proprio figlio, nè riesca a recuperare diversamente le somme dovute agendo nei confronti del genitore inadempiente oppure del suo datore di lavoro, può rivolgersi ai nonni.
Tutti i nonni sono tenuti a contribuire al mantenimento dei nipoti, indipendentemente da chi sia il genitore inadempiente.
La richiesta di contribuzione, però, può essere fatta anche nei confronti di uno solo di loro, senza che gli altri debbano necessariamente essere coinvolti nel giudizio promosso dal genitore richiedente [2].
I nonni dovranno contribuire al mantenimento dei propri nipoti in proporzione ai loro redditi.
Così chi riesce a malapena a mantenere se stesso non potrà essere obbligato a contribuire al mantenimento dei nipoti.
- Art.570 codice penale.
- Cass. civ. n.8980 del 30 marzo 2023.






