Famiglia

Rivalutazione assegno di mantenimento 

Quando una famiglia si sfascia e i coniugi decidono di separarsi o divorziare, una delle prime decisioni che devono prendere è quella di stabilire un contributo in favore della parte economicamente più debole oppure dei figli.

L’assegno di mantenimento altro non è se non una somma di denaro fissata dal giudice o concordata dalle parti per assicurare al coniuge, che non dispone di redditi sufficienti, un’entrata mensile.

Il più delle volte l’assegno è posto a carico del marito in favore della moglie che spesso guadagna meno oppure non lavora fuori casa.

Anche l’assegno di mantenimento per i figli viene deciso dal giudice o dai genitori nel corso del procedimento di separazione o divorzio, se questi ultimi sono uniti in matrimonio, oppure nel corso della procedura per regolamentare i rapporti con i minori, se, invece, convivono.

Iniziamo subito col dire che l’assegno di mantenimento deve essere rivalutato annualmente secondo l’indice istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (c.d. indice FOI) così da adeguarlo all’aumento dei prezzi.

Vediamo, allora, cos’è e come funziona la rivalutazione dell’assegno di mantenimento.

Rivalutazione assegno di mantenimento: l’indice istat.

L’indice istat documenta le variazioni dei prezzi dei beni e dei servizi più utilizzati dalle famiglie italiane.

L’insieme di questi beni e servizi costituisce il c.d. paniere istat.

Il paniere viene rivisto ogni anno, con l’aggiunta di alcuni beni e l’esclusione di altri tenuto conto dell’andamento dei consumi (ad esempio, a seguito della pandemia da Covid-19, sono state inserite nel paniere le mascherine).

L’indice istat viene utilizzato per adeguare il valore dell’assegno di mantenimento all’aumento dei prezzi e, quindi, al costo della vita.

Rivalutazione assegno di mantenimento: come si calcola?

Come già detto, l’assegno di mantenimento posto a carico di uno dei coniugi deve essere rivalutato annualmente in base all’indice istat costo della vita per le famiglie di operai e impiegati [1].

L’indice istat dei prezzi al consumo viene pubblicato dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) sulla gazzetta ufficiale [2] e sul sito dell’istituto stesso all’indirizzo www.istat.it.

L’Istat pubblica, mese per mese, sia la variazione percentuale dei prezzi rispetto al mese precedente, sia quella rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (ad esempio gennaio 2022-gennaio 2021), sia, infine, quella rispetto allo stesso mese di due anni precedenti (ad esempio gennaio 2022-gennaio 2020).

Per la prima rivalutazione dell’assegno di mantenimento si deve utilizzare l’indice di variazione percentuale dei prezzi rispetto allo stesso mese dell’anno in cui il giudice ha disposto l’obbligo di pagamento del contributo.

Ad esempio, se il giudice nel mese di settembre 2021 ha stabilito l’obbligo di versare un assegno di mantenimento di 500 euro, il coniuge obbligato, nel mese di settembre 2022, deve provvedere all’aggiornamento dell’assegno e, per farlo, deve utilizzare l’indice istat dello stesso mese (settembre 2022) che è pari a + 8,6%.

Il calcolo sarà il seguente: 500 euro x 8,6% = 43 euro.

Quindi, dal mese di ottobre 2022, il coniuge obbligato dovrà versare un assegno di 543 euro e dovrà farlo sino al mese di settembre 2023.

A settembre 2023 dovrà provvedere al nuovo adeguamento dell’assegno per l’anno successivo in base all’indice che verrà pubblicato.

Si noti che l’anno seguente la rivalutazione dovrà essere calcolata non sull’importo stabilito dal giudice, ma su quello risultante dall’adeguamento dell’anno precedente, nel nostro caso su 543 euro e così via fino alla cessazione dell’obbligo.

Allora, nel caso in cui a settembre 2023 l’indice istat sia pari a + 2,5%, l’assegno di mantenimento aggiornato sarà pari a 556,58 euro (543 euro x 2,5% = 13,58 euro e 543 euro + 13,58 euro = 556,58 euro).

Ricordiamo, infine, che l’Istituto nazionale di statistica mette a disposizione dei cittadini un servizio gratuito per effettuare on line il calcolo della rivalutazione.

Così, entrando nel sito web rivaluta.istat.it, possiamo eseguire questa operazione in base all’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, inserendo il mese iniziale del conteggio, quello finale e la somma da rivalutare in una griglia (“calcola le rivalutazioni monetarie”), e, quindi, selezionando il comando “calcola”.

Il risultato potrà essere anche stampato.

Se il provvedimento del giudice non prevede la rivalutazione dell’assegno di mantenimento?

Chi è obbligato a corrispondere un assegno di mantenimento in favore del coniuge oppure dei figli non può evitare di rivalutarlo.

Di norma quando il giudice prevede un contributo al mantenimento a carico di uno dei coniugi, stabilisce anche che tale assegno debba essere rivalutato annualmente sulla base degli gli indici istat.

Tuttavia, anche se la sentenza pronunciata dal giudice non prevede espressamente questo obbligo, dovremo comunque provvedere ad adeguare di anno in anno l’assegno di mantenimento.

La rivalutazione istat, infatti, è obbligatoria per legge e non è possibile evitarla.

Allora se siamo tenuti a versare l’assegno, è bene ricordarci di calcolare anno dopo anno la rivalutazione e provvedere a versare la somma maggiorata anche senza la richiesta dell’altro coniuge.

Il mancato versamento dell’assegno di mantenimento rivalutato sulla base degli indici istat, infatti, costituisce un inadempimento agli obblighi che discendono dalla sentenza, dal verbale di separazione consensuale oppure dalla legge.

Ricordiamo, però, che l’indice solitamente viene pubblicato il mese successivo a quello al quale si riferisce.

Allora se l’assegno di mantenimento deve essere aggiornato, ad esempio, nel mese di settembre, bisognerà attendere sino a fine ottobre/inizio novembre per conoscere l’indice istat e procedere all’adeguamento dell’assegno stesso.

Rivalutazione assegno di mantenimento e indice istat negativo.

Abbiamo detto che l’aggiornamento dell’assegno di mantenimento, normalmente, ne comporta un leggero aumento.

Abbiamo anche detto che tale aggiornamento è obbligatorio ed automatico, tanto che va riconosciuto anche se non viene richiesto dal beneficiario.

Ma cosa succede se l’indice istat è negativo?

In questo caso, poiché l’importo stabilito dal giudice non può mai diminuire, quando l’indice istat è negativo, l’assegno di mantenimento deve rimanere invariato.

Ad esempio, se l’assegno è stabilito in 500 euro e l’indice istat è pari a – 0,4, l’assegno stesso dovrebbe scendere a 498 euro (500 x – 0,4 % = – 2).

Però, poiché non è possibile ridurlo, il suo importo rimarrà invariato per l’intero anno.

  1. Art.5 legge n.898 del 1° dicembre del 1970.
  2. Art.81 legge n.392 del 27 luglio 1978.