Norme e Diritto

Picchiare un cane o abbandonarlo: cosa si rischia?

Se vediamo picchiare un cane o un qualsiasi altro animale tutti noi proviamo una grande rabbia.

Anche se, a volte, non li amiamo in modo particolare, è sempre difficile restare indifferenti di fronte a una violenza gratuita compiuta su un animale.

La rabbia varia a seconda della sensibilità di chi osserva la scena e dei motivi per i quali il cane viene maltrattato.

Ad esempio, se l’animale viene picchiato per essere addestrato o educato, forse riusciamo a considerare meno grave la condotta di chi lo maltratta.

Ma allora picchiare un cane, qualche volta, può essere giustificato?

E se così non è, cosa rischia chi viene sorpreso a farlo?

Cosa rischia chi picchia un cane?

Iniziamo subito col dire che picchiare un cane senza alcun motivo o, addirittura, per puro divertimento, non è mai consentito dalla legge.

Chi lo fa commette il reato di maltrattamento di animali e può essere punito con il carcere da 3 mesi a un anno e mezzo e con la multa da 3.000 a 30.000 euro [1].

La stessa pena si applica a chi droga un animale o ne danneggia gravemente la salute.

Se, poi, ne provochiamo la morte la pena è aumentata della metà (e, così, da 4,5 a 27 mesi di carcere e da 7.500 a 45.000 euro di multa).

Non solo è vietato picchiare un cane (ad esempio con un bastone, una frusta, una cintura oppure tirandogli un violento calcio), ma anche:

  • non farlo mangiare;
  • tenerlo legato alla catena impedendogli di muoversi;
  • sottoporlo a fatiche insopportabili tenuto conto delle sue caratteristiche fisiche;
  • utilizzarlo in gare non autorizzate che ne mettano a rischio la salute (chi organizza queste gare è punito con il carcere da 1 a 3 anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro);
  • tenerlo in condizioni igieniche precarie.

Insomma, possiamo maltrattare un cane in molti modi, non solo picchiandolo con un bastone o tirandogli un calcio.

Ricordiamo, infine, che neppure l’attività di addestramento o quella di educazione, seppur molto utili, possono mai giustificare il maltrattamento di un animale.

Abbandono di animali e altre disposizioni a tutela dei cani.

La legge non vieta solo di picchiare un cane, ma anche altre condotte illecite.

Ad esempio, non si possono allevare cani o gatti al solo fine di realizzare capi di abbigliamento con le loro pelli (pellicce e giubbini) oppure oggetti di piccola pelletteria (borsette, portafogli e cinture).

Chi lo fa rischia il carcere da un minimo di 3 mesi a un massimo di un anno, oltre ad una multa da 5.000 a 10.000 euro.

La stessa pena viene applicata a chi introduce nel nostro Paese pelli di cani e gatti per venderle.

Per impedire a chi viola queste regole di guadagnarci dei soldi, è previsto, in caso di condanna, che le pelli siano confiscate e, poi, distrutte [2].

Rischia di finire in carcere anche chi abbandona un cane o un altro animale domestico [3].

In questo caso la pena va da 5 giorni a un anno di carcere e da 1.000 a 10.000 euro di multa.

Parliamo di abbandono tutte le volte in cui lasciamo l’animale solo, senza nessuno che se ne prenda cura, oppure lo trascuriamo e non gli diamo cibo o attenzioni.

Occorre, inoltre, che la condotta vietata duri per un periodo di tempo sufficientemente lungo.

Ad esempio, se andiamo al lavoro e lasciamo il cane da solo in casa per qualche ora, non rischiamo di essere processati per questo reato.

Lo stesso se andiamo al supermercato a fare la spesa.

Però, se queste condotte si ripetono spesso e il cane viene abbandonato per uno o più giorni, rischiamo di essere incriminati per abbandono di animali.

Dipende anche dal luogo in cui lasciamo l’animale e dalla possibilità che l’animale stesso ha di cibarsi e di abbeverarsi.

Ad esempio, una cosa è lasciarlo in una casa in campagna con un grande giardino, altra è rinchiuderlo in un piccolo appartamento in città.

Ricordiamo che solo chi è proprietario di un animale può essere punito per questo reato.

Inoltre, per finire in tribunale, non è necessario che l’abbandono sia volontario, essendo sufficiente una semplice disattenzione.

La stessa pena (carcere da un minimo di 5 giorni a un massimo di un anno e multa da 1.000 a 10.000 euro) si applica a chi tiene un cane o un altro animale in una condizione tale da causargli grandi sofferenze.

Ad esempio, usare un collare che trasmette al cane delle scosse elettriche, così da provocargli un forte dolore, è stato considerato dai nostri giudici un reato (c.d. detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura), anche se lo scopo del suo padrone era solo quello di addestrarlo [4].

Come fare denuncia?

Se vediamo qualcuno picchiare un cane dobbiamo denunciarlo.

Dobbiamo farlo anche se siamo a conoscenza di altri maltrattamenti nei confronti di un animale.

In altri casi possiamo anche limitarci a segnalare il continuo abbaiare del cane, i cattivi odori che provengono dal luogo in cui l’animale è custodito e così via.

Non si tratta, infatti, di un reato perseguibile a querela di parte e, quindi, non è necessario fare una formale denuncia ma, come già detto, basta una semplice segnalazione ai carabinieri, alla polizia o anche alle guardie zoofile attraverso il loro sito.

Spetterà a queste ultime verificare la situazione e controllare lo stato di salute dell’animale ed, eventualmente, porre fine ai maltrattamenti portando il cane in un posto sicuro dove può essere curato e accudito.

Picchiare un cane e sequestro preventivo.

Se picchiamo il nostro cane, ci può essere portato via.

Stiamo parlando del sequestro preventivo dell’animale maltrattato, disposto in via d’urgenza dal giudice per allontanare l’animale stesso dal suo persecutore.

Pensiamo anche al caso di un cane lasciato da solo in casa per intere giornate che continua ad abbaiare, disturbando i vicini.

Se questi ultimi decidono di denunciare il padrone dell’animale per il reato di disturbo della quiete pubblica [5], il giudice può disporre il sequestro del cane abbandonato dal proprietario e ciò anche nell’interesse del cane stesso.

Questo vuol dire, al di là delle questioni tecniche e di procedura, che l’animale viene portato via ed affidato al canile comunale oppure ad un ente di protezione animali.

  1. Art.544 ter codice penale.
  2. Art.2 legge n.189 del 20 luglio 2004.
  3. Art.727 codice penale.
  4. Cass. pen. n.21932 del 25 maggio 2016.
  5. Art.659 codice penale.