Norme e Diritto

Reati perseguibili a querela di parte

Tutti noi possiamo restare vittima di un reato.

Può capitare di essere minacciati, derubati, insultati da persone conosciute oppure ignote.

In tutti questi casi è normale aspettarsi che il colpevole venga punito, magari con il carcere.

Tuttavia, non sempre ciò accade, qualche volta perché il responsabile non viene trovato, altre volte perché non ci siamo attivati per procurare la punizione del colpevole.

Ciò può accadere in tutti i casi di reati perseguibili a querela di parte.

Cerchiamo, allora, di capire di cosa si tratta.

Reati perseguibili a querela di parte nel codice penale.

Iniziamo col dire che ci sono alcuni reati per i quali l’autorità giudiziaria non può procedere se la vittima non sporge querela e cioè non chiede che il colpevole venga punito [1].

Questi sono i reati perseguibili a querela di parte previsti nel nostro codice penale:

  • furto [2];
  • appropriazione indebita [3];
  • percosse [4];
  • lesioni personali [5];
  • diffamazione [6];
  • minaccia [7];
  • stalking [8];
  • violazione di domicilio [9];
  • truffa [10];
  • violenza sessuale [11];
  • atti sessuali con minori [12];
  • molestia alle persone [13];
  • mancata esecuzione di un provvedimento giudiziario [14];
  • violazione dei doveri di custodia di beni pignorati o sequestrati [15];
  • esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose [16];
  • esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle persone [17];
  • distruzione e occultamento di un atto pubblico o di altri documenti veri [18];
  • falsificazione di testamento olografo, cambiali o altri titoli di credito [19];
  • turbativa dell’esercizio di attività industriale o commerciale [20];
  • violazione dei doveri di assistenza familiare [21];
  • sottrazione di minorenni [22];
  • sottrazione di incapaci [23];
  • violazione di domicilio da parte di un carabiniere, poliziotto o altro pubblico ufficiale [24];
  • interferenze illecite nella vita privata [25];
  • accesso non autorizzato ad un apparato informatico o telematico [26];
  • violazione, furto o distruzione di corrispondenza [27];
  • conoscenza, interruzione o impedimento illegale di comunicazioni o conversazioni telefoniche o telegrafiche [28];
  • falsificazione, alterazione o distruzione del contenuto di una conversazione o comunicazione telefonica o telegrafica [29];
  • intercettazione, interruzione illegale di una comunicazione telematica [30];
  • falsificazione, modifica o distruzione di una comunicazione telematica [31];
  • divulgazione del contenuto di corrispondenza [32];
  • violazione, furto o distruzione di corrispondenza da parte di un addetto al servizio delle poste, dei telefoni o dei telegrafi [33];
  • divulgazione del contenuto di corrispondenza da parte di un addetto al servizio delle poste, dei telefoni o dei telegrafi [34];
  • divulgazione di documenti segreti [35];
  • divulgazione di un segreto professionale [36];
  • divulgazione di segreti scientifici o industriali [37];
  • rimozione o alterazione dei termini che delimitano i confini di un immobile [38];
  • deviazione delle acque e alterazione dello stato dei luoghi [39];
  • invasione di edifici e terreni [40];
  • danneggiamento di dati e programmi informatici [41];
  • abbandono o introduzione di animali sul terreno di altri e pascolo abusivo [42];
  • ingresso non autorizzato nel terreno di altri [43];
  • danneggiamento o uccisione di animali di proprietà di terzi [44];
  • deturpamento e imbrattamento di cose di proprietà di terzi [45];
  • frode informatica [46];
  • insolvenza fraudolenta [47];
  • distruzione di beni assicurati o mutilazione volontaria della propria persona [48];
  • delitti contro il patrimonio di alcuni parenti, senza usare violenza sulle persone [49].

Ricordiamo che in alcuni casi i reati perseguibili a querela di parte diventano punibili d’ufficio, sicchè per l’avvio del procedimento penale non è più necessario che la vittima presenti querela.

Si tratta, ad esempio, del furto aggravato (scippo o furto commesso usando violenza sulle cose) che è perseguibile d’ufficio a differenza del furto semplice che, invece, viene punito solo su richiesta del derubato.

Reati perseguibili a querela di parte e illeciti civili.

Al fine di ridurre il numero dei procedimenti penali negli ultimi anni il legislatore è intervenuto eliminando (c.d. depenalizzazione) alcuni reati perseguibili a querela di parte e trasformandoli in illeciti civili puniti con il pagamento di una somma di denaro e con la condanna al risarcimento del danno in favore della vittima [50].

Ad esempio, è stato depenalizzato il reato di ingiuria, il reato di danneggiamento comune, quello di atti osceni, di falsità in scrittura privata e così via.

In tutti questi casi lo Stato punisce il colpevole con una multa solo se il danneggiato avvia una azione per ottenere il risarcimento del danno e se tale domanda viene accolta dal giudice.

La multa applicata dal giudice civile non compare sul certificato penale e va pagata allo Stato (cassa delle ammende).

Pensiamo al caso in cui Tizio, mentre cammina per strada, urta involontariamente Caio che, infastidito, lo attacca verbalmente insultandolo.

Tizio, offeso, decide di avviare una causa civile nei confronti di Caio davanti al giudice di pace (fino a 5000 euro) o al tribunale (oltre 5000 euro) per ottenere il risarcimento del danno subito a causa delle ingiurie a lui rivolte.

Il giudice civile se accerta la colpa di Caio, oltre a condannarlo al risarcimento del danno in favore di Tizio, lo punirà anche con una multa (da 100 a 8.000 euro).

Ricordiamo, però, che se l’offesa ha per oggetto l’attribuzione di un fatto specifico, Caio potrà essere condannato a pagare una multa più salata (da 200 a 12.000 euro).

Diversamente, se la vittima non avvia una causa civile, il colpevole non subirà alcuna conseguenza.

Reati perseguibili a querela di parte: termini di presentazione.

La querela deve essere presentata dalla vittima nel termine di 3 mesi.

Così, ad esempio, se veniamo derubati il 12 novembre 2022, dobbiamo sporgere querela per furto entro il 12 febbraio 2023.

Ricordiamo che quando presentiamo la querela in procura, dai carabinieri o dalla polizia, dobbiamo descrivere in modo dettagliato l’accaduto, indicare le generalità del responsabile, o gli indizi utili ad individuarlo, e quelle dei testimoni e, infine, allegare tutti i documenti in nostro possesso che possono risultare utili alla ricostruzione dei fatti.

Per alcuni reati il termine per la presentazione della querela non è di 3 mesi, ma di 6 mesi.

È il caso, ad esempio, dello stalking.

Ricordiamo, poi, che per questo reato la querela non è neppure necessaria e si procede d’ufficio se la vittima è minorenne o incapace oppure se il colpevole era già stato ammonito dal questore.

Per il reato di violenza sessuale il c.d. codice rosso [51], invece, ha innalzato ad un anno il termine per presentare la querela.

Resta, però, procedibile d’ufficio quando è commessa con violenza o minaccia o approfittando della situazione di inferiorità fisica o psichica della vittima.

Reati perseguibili a querela di parte: la rinuncia alla querela.

Chi ha subito un reato perseguibile a querela di parte, prima che siano trascorsi tre mesi dal fatto, può decidere di rinunciare alla querela [52].

La rinuncia consiste in una dichiarazione (non più modificabile successivamente) con la quale la vittima afferma di non voler agire nei confronti del responsabile.

La rinuncia è valida solo se resa dopo che è stato commesso il reato e se non contiene termini o condizioni.

Si può anche rinunciare all’azione civile per il risarcimento dei danni.

Reati perseguibili a querela di parte: la remissione della querela.

La vittima del reato, dopo aver sporto querela, può sempre cambiare idea.

Si parla, allora, di remissione di querela [53].

La remissione di querela è un atto formale con il quale chi ha subito un reato perseguibile a querela di parte dichiara di non volere più procedere nei confronti del colpevole.

La dichiarazione resa ai carabinieri o alla polizia viene raccolta in un apposito verbale sottoscritto dal dichiarante.

La querela può essere ritirata anche in udienza davanti al giudice.

Anche se il querelante non si presenta in tribunale per rendere testimonianza, senza un valido motivo, la querela si considera ritirata.

La remissione di querela deve essere sempre accettata dal responsabile.

In caso di remissione di querela il giudice dichiara estinto il reato e pone le spese del procedimento penale a carico del querelato, salvo diversa volontà delle parti.

Ricordiamo, infine, che per alcuni reati (ad esempio per quelli a sfondo sessuale), la remissione di querela non è ammessa.

  1. Art.336 codice di procedura penale.
  2. Art.624 codice penale.
  3. Art.646 codice penale.
  4. Art.581 codice penale.
  5. Art.582 codice penale.
  6. Art.595 codice penale.
  7. Art.612 codice penale.
  8. Art.612 bis codice penale.
  9. Art.614 codice penale.
  10. Art.640 codice penale.
  11. Art.609 bis codice penale.
  12. Art.609 quater codice penale.
  13. Art.660 codice penale.
  14. Art. 388 codice penale.
  15. Art.388 bis codice penale.
  16. Art.392 codice penale.
  17. Art.393 codice penale.
  18. Art. 490 codice penale.
  19. Art.491 codice penale.
  20. Art.513 codice penale.
  21. Art.570 codice penale.
  22. Art.573 codice penale.
  23. Art.574 codice penale.
  24. Art.615 codice penale.
  25. Art.615 bis codice penale.
  26. Art.615 ter codice penale.
  27. Art.616 codice penale.
  28. Art.617 codice penale.
  29. Art.617 ter codice penale.
  30. Art.617 quater codice penale.
  31. Art.617 sexies codice penale.
  32. Art.618 codice penale.
  33. Art.619 codice penale.
  34. Art.620 codice penale.
  35. Art.621 codice penale.
  36. Art.622 codice penale.
  37. Art.623 codice penale.
  38. Art.631 codice penale.
  39. Art.632 codice penale.
  40. Art.633 codice penale.
  41. Art.635 bis codice penale.
  42. Art.636 codice penale.
  43. Art.637 codice penale.
  44. Art.638 codice penale.
  45. Art.639 codice penale.
  46. Art.640 ter codice penale.
  47. Art.641 codice penale.
  48. Art.642 codice penale.
  49. Art.649 codice penale.
  50. Decreto legislativo n.7 del 15 gennaio 2016.
  51. Legge n.69 del 19 luglio 2019.
  52. Art.339 codice di procedura penale.
  53. Art.340 codice di procedura penale.