Normalmente il regolamento stabilisce in modo preciso, con indicazione degli orari e dei divieti, quando si può fare o non fare rumore in un condominio e ciò allo scopo di garantire il riposo dei condòmini e la loro tranquillità.
Può accadere, però, che qualcuno non abbia rispetto per gli altri e violi continuamente le regole.
In questo caso possiamo rivolgerci all’amministratore affinché faccia rispettare il regolamento.
Tuttavia, l’azione dell’amministratore non sempre è sufficientemente tempestiva e risolutiva.
Il problema si pone anche quando a turbare la nostra tranquillità non sono gli altri condomini, ma i loro animali domestici legittimamente detenuti all’interno dei singoli appartamenti.
Ma allora come possiamo difenderci da un cane che abbaia in condominio a tutte le ore del giorno e della notte?
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Cane che abbaia in condominio: ecco le regole.
Anche se non c’è scritto nulla nel regolamento condominiale, le norme che disciplinano i rapporti di buon vicinato, di solito impongono il silenzio dalle 22.00 alle 8.00 e dalle 14.00 alle 16.00.
È buona educazione, ancor prima di essere un dovere, rispettare il riposo altrui, evitando rumori molesti nelle fasce orarie in cui i nostri vicini potrebbero dormire.
Oltre che dal regolamento condominiale, la questione è disciplinata dal codice civile [1].
La legge stabilisce che siamo responsabili dei rumori che si diffondono dalla nostra proprietà quando questi superano la normale tollerabilità (e cioè quando sono superiori a 3 decibel nella fascia oraria dalle 22.00 alle 6.00 e a 5 decibel nelle restanti ore del giorno, tenuto conto dei rumori presenti nell’ambiente circostante).
In altre parole, tutti noi siamo responsabili e possiamo essere chiamati a risarcire i danni, se possediamo un cane che abbaia in condominio tanto a lungo da impedire il riposo dei nostri vicini o da disturbarli nello svolgimento del loro lavoro.
Cane che abbaia in condominio: i diritti del cane.
Sappiamo tutti che i cani, come i bambini in tenera età, non possono essere zittiti a comando e, in ogni caso, per addestrare l’uno e educare gli altri occorre del tempo e tanta pazienza.
Non possiamo, però, aspettarci che gli altri condòmini abbiano la stessa pazienza.
Chi tra noi ritiene di essere disturbato da un cane che abbaia continuamente, prima di rivolgersi all’amministratore del condominio o al giudice, deve, però, tener presente che i cani hanno diritto di abbaiare.
Deve anche considerare che, di solito, lo fanno in determinate situazioni, quando, ad esempio, qualcosa o qualcuno minaccia il loro territorio.
Poi, nelle ore c.d. del silenzio, e cioè dalle 22.00 alle 8.00 e dalle 14.00 alle 16.00, anche il rumore più lieve rimbomba nel palazzo ed appare meno sopportabile dello stesso rumore fatto in altri momenti.
Così i latrati del cane risultano più tollerabili durante la giornata, quando le attività quotidiane sono in pieno svolgimento, sia all’interno dello stabile, sia all’esterno.
Infine, si consiglia al proprietario di informare gli altri condomini, quando il cane ha problemi di salute oppure è stato sottoposto ad un delicato intervento che causa continui e fastidiosi lamenti, che si tratta solo di una situazione temporanea destinata a risolversi in poco tempo.
Cane che abbaia in condominio: cosa si può fare?
Innanzitutto, può essere utile registrare il cane che abbaia così da procurarsi una prova, accertarsi che anche altri condomini siano disturbati dal suo comportamento e, allo stesso tempo, misurare con appositi strumenti il rumore causato dall’animale.
Poi i condòmini, disturbati nelle loro faccende da un cane che abbaia continuamente, dovrebbero, in primo luogo, parlarne con il proprietario dell’animale.
Se costui è un buon condòmino, potrebbe essere disposto a fare qualcosa per tranquillizzare il cane e, così, risolvere il problema.
Se, invece, come spesso accade, il colloquio non porta ad alcun risultato, dobbiamo rivolgerci all’amministratore affinché intervenga, invitando il padrone del cane a rispettare le norme di buon vicinato e il regolamento di condominio.
In alcuni casi, l’amministratore può anche convocare un’assemblea per discutere del problema.
In questa sede, i condòmini possono decidere di infliggere al proprietario del cane una multa che può arrivare fino a 200 euro.
Quando anche l’intervento dell’amministratore non dà i risultati sperati, se pensiamo che l’animale sia trascurato, perché, ad esempio, viene abbandonato sul balcone, magari sotto il sole o legato alla catena, possiamo rivolgerci all’ente nazionale protezione animali, ad un’associazione presente sul territorio oppure ai vigili urbani.
Spetta, poi, a questi ultimi effettuare un sopralluogo ed accertare se l’animale viene maltrattato o meno.
In questi casi, di solito, il cane viene liberato e trasportato in un canile, mentre il proprietario viene denunciato per abbandono di animali, reato punito con il carcere fino a 1 anno o con la multa da 1.000 a 10.000 euro [2].
Se, invece, il cane che abbaia in condominio è ben curato dal proprietario, non resta che rivolgerci al giudice per ottenere un risarcimento del danno per il disturbo subito.
In questo caso il nostro avvocato, dopo aver raccolto le prove (registrazioni dei latrati, dichiarazioni degli altri condomini, certificati medici che attestano lo stress causato dal mancato riposo e così via) darà inizio alla causa.
Il giudice, oltre ad accertare i fatti, è chiamato anche a valutare se il rumore causato dal cane sia intollerabile, tenuto conto della razza, degli orari nei quali è solito abbaiare e del contesto in cui si trova il condominio, così da considerare anche i rumori di fondo.
Se il rumore risulta non tollerabile possiamo sperare di vincere la causa ed ottenere, oltre al risarcimento del danno, un provvedimento che costringa il proprietario ad adottare tutti quegli accorgimenti necessari per limitare il baccano provocato dall’animale.
Ricordiamo, infine, che l’azione civile può essere avviata sia nei confronti del proprietario dell’appartamento, sia nei confronti dell’inquilino.
Cane che abbaia in condominio: quando è reato?
Quando il cane che abbaia disturba l’intero condominio e non soltanto i vicini di pianerottolo, il suo proprietario può essere denunciato per il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone o, più semplicemente, di disturbo della quiete pubblica [3].
In questo caso chi non riesce a zittire il proprio animale rischia il carcere fino a 3 mesi o una multa di 309 euro.
A volte, non è neppure necessario attendere i tempi del processo per risolvere il problema, perché il giudice può anche disporre il sequestro preventivo dell’animale che disturba i vicini, che così viene allontanato dal condominio [4].
- Art.844 codice civile.
- Art.727 codice penale.
- Art.659 codice penale.
- Cass. pen. n.54531 del 22 dicembre 2016.






