Lo scorso 5 maggio l’organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato la fine della pandemia da Covid 19.
A qualcuno potrà sembrare strano, ma a distanza di 3 anni, nonostante la conclusione dell’emergenza sanitaria, ci sono ancora lavoratori in smart working.
Si tratta di lavoratori fragili, super fragili e genitori che hanno potuto beneficiare di alcune proroghe decise dal governo.
Per quanto riguarda lo smart working per i lavoratori super fragili, ricordiamo a tutti coloro che ne beneficiano, sia nel settore pubblico sia in quello privato, che dal 1°ottobre 2023, non potranno più farlo.
Di conseguenza da questa data, in assenza di un cambio di rotta del governo, dovranno tornare in azienda.
Solo i dipendenti del settore privato potranno continuare a beneficiarne fino al 31 dicembre 2023, se, però, rientrano in una delle seguenti categorie:
- lavoratori in smart working con almeno un figlio minore di 14 anni, se l’altro genitore è occupato o, comunque, non riceve aiuti dallo Stato (ad esempio la cassa integrazione guadagni o l’indennità di disoccupazione (naspi);
- lavoratori considerati a rischio di contagio Covid per età, malattia tumorale o altra situazione certificata dal medico aziendale.
Al momento appare ancora possibile una proroga di 3 mesi dello smart working fragili della pubblica amministrazione.
Staremo a vedere.
Vale la pena, infine, ricordare chi sono i lavoratori fragili e i super fragili.
I lavoratori fragili sono quelli che, in base ad una valutazione del medico dell’azienda, sono considerati maggiormente a rischio di contagio da Covid, tenuto conto della loro età, di un’eventuale situazione di immunodepressione e così via.
Ricordiamo anche che i lavoratori fragili a differenza di quelli super fragili se svolgono mansioni incompatibili con il lavoro agile, non hanno diritto al cambio di mansione.
I lavoratori super fragili, invece, sono quelli affetti da una delle malattie individuate con decreto del ministro della salute [1], come, ad esempio, i pazienti con gravi problemi al sistema immunitario (in attesa di trapianto di organi, in terapia oncologica con farmaci immunodepressivi, in dialisi e via dicendo) o che soffrono di almeno 3 delle seguenti malattie: fibrillazione atriale, ictus, diabete, obesità, epatite e così via.
In questi casi la legge non lasciava alcuna scelta al datore di lavoro, che era costretto a far lavorare i super fragili in smart working.
Inoltre, se questi lavoratori svolgevano un’attività non compatibile con lo smart working, dovevano essere addetti ad una mansione diversa.
- Decreto ministero della salute del 4 febbraio 2022.






