Circolazione Stradale

Non fermarsi a un posto di blocco non è mai una buona idea

Ultimamente si sente parlare spesso, e quasi sempre a sproposito, di posti di blocco e di inseguimenti da parte delle forze dell’ordine.

Anche noti esponenti politici, sia nazionali che locali, ne parlano, a volte per accusare polizia e carabinieri, a volte per difenderli.

E a dire che basterebbe avere un po’ di pazienza e aspettare gli esiti degli accertamenti disposti da chi ha il dovere di farli, prima di accusare qualcuno, che, magari, ha fatto solo il suo dovere.

In questo modo eviteremmo anche di fare una figuraccia.

Ma questo è il nostro paese e, allora, non fermarsi a un posto di blocco può essere una cosa da niente oppure una condotta gravissima, a seconda del colore politico di chi ne parla.

Posto di blocco o di controllo?

Si parla indifferentemente di posto di blocco e di controllo, ma non sono la stessa cosa.

Tutti noi siamo sicuramente incappati, almeno una volta, in un posto di controllo.

Li vediamo molto spesso sulle nostre strade.

Vengono effettuati per lo più da una sola auto che si mette ai bordi della carreggiata.

Con la paletta, l’agente ferma le macchine, un po’ a caso, per controllare se è tutto in regola.

Insomma, il classico patente e libretto per intenderci.

Ben diverso è il posto di blocco che viene normalmente eseguito sbarrando la strada con transenne, direttamente con le auto di servizio o con altri segnali di stop.

Se incappiamo in un posto di blocco dobbiamo fermarci per forza per essere controllati.

Il posto di blocco viene eseguito per fatti gravi.

Magari per prevenire un attentato oppure per ricercare un malvivente in fuga.

Pensiamo anche al caso di un incidente stradale in cui il responsabile è scappato senza fermarsi per aiutare gli altri automobilisti coinvolti. 

In questo caso potrebbe essere fatto un posto di blocco per controllare tutte le macchine dello stesso colore di quella coinvolta nell’incidente.

Pensiamo, infine, al caso in cui le forze dell’ordine siano sulle tracce di un carico di droga.

Allora, dovremo metterci l’anima in pace e aspettare che perquisiscano la nostra auto, anche se questo può voler dire perdere mezza giornata.

Cosa si rischia a non fermarsi a un posto di blocco?

Adesso che abbiamo ben chiaro quali sono le differenze tra un posto di blocco e quello di controllo, cerchiamo di capire cosa si rischia a non fermarsi a un posto di blocco.

Iniziamo col dire che se non ci fermiamo a un posto di blocco non commettiamo alcun reato.

Gli agenti, infatti, potranno prendere il nostro numero di targa e spedirci a casa una multa salata che va da 1.362 a 5.456 euro [1].

Se, invece, ignoriamo l’alt degli agenti a un normale posto di controllo, rischiamo molto meno.

La multa, infatti, va da 87 a 344 euro.

Ricordiamo che, se non ci fermiamo, oltre alla multa rischiamo anche di perdere 10 punti della patente.

Se, invece, non ci fermiamo a un posto di controllo rischiamo di perderne solo 3.

Attenzione perché la multa può scattare anche quando ci sottraiamo al controllo facendo un’inversione di marcia poco prima del posto di blocco.

Non è, quindi, necessario oltrepassare il posto di blocco per essere multati.

Basta cambiare direzione all’ultimo momento, dando l’impressione di voler evitare il controllo.

Se poi, cercando di fuggire, investiamo un agente o mettiamo in pericolo la vita degli altri automobilisti, la faccenda si fa molto più seria.

Rischiamo, infatti, di essere denunciati e di subire un processo penale.

Se va tutto male, possiamo beccarci una condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale [2], che prevede una pena da 6 mesi a 5 anni di carcere [3].

A questo punto la multa o la perdita di qualche punto della patente diventa il minore dei mali.

Non fermarsi a un posto di blocco: quando è reato?

Abbiamo appena detto che se non ci fermiamo a un posto di blocco, quello che conta è come ci comportiamo.

Se fuggiamo senza mettere a rischio nessuno, ce la caviamo solo con una multa, anche se piuttosto salata.

Se, invece, scappiamo guidando in modo pericoloso, la situazione cambia.

In questo caso rischiamo di finire in carcere e di rimanerci per 5 anni.

Per capire un po’ meglio quando il nostro comportamento può diventare pericoloso, con le conseguenze di cui abbiamo appena parlato, vediamo qualche caso concreto trattato dai nostri tribunali.

Ad esempio, se, invece di fermarci, acceleriamo e ci diamo alla fuga a forte velocità o, se inseguiti, facciamo sorpassi e altre manovre che mettono in pericolo i passanti e gli altri automobilisti, rischiamo di essere denunciati e, quindi, di essere sottoposti a un processo penale [4].

Corriamo lo stesso rischio se nella fuga imbocchiamo una strada in contro mano, se non rispettiamo i segnali di dare la precedenza o, magari, passiamo col rosso, mettendo in pericolo le persone che incrociamo [5].

Per non parlare, poi, dell’automobilista in fuga dal posto di blocco che, per dileguarsi, urta volontariamente l’auto degli agenti o, se inseguito, cerca di buttarli fuori strada.

Si tratta, chiaramente, di comportamenti vietati dalla legge perché risultano essere molto pericolosi.

Per questo vengono puniti non solo con la multa, ma anche con il carcere.

Non fermarsi a un posto di blocco: quando possiamo essere inseguiti?

Quando non ci fermiamo a un posto di blocco o facciamo inversione di marcia per evitare di essere controllati dagli agenti, questi ultimi possono decidere di inseguirci per multarci.

Non sono obbligati a farlo.

Le multe sono quelle che abbiamo già visto e non aumentano per il fatto che i militari hanno dovuto inseguirci e raggiungerci per farci il verbale.

Per questo motivo gli agenti, spesso, preferiscono annotare la targa dell’auto in fuga e recapitare al proprietario la multa senza mettere in atto un inseguimento, spesso molto pericoloso.

Se invece il conducente accelera e si dà alla fuga ad alta velocità, mettendo in pericolo gli altri automobilisti o i pedoni o, addirittura, tenta di investire gli agenti, questi ultimi non possono evitare di inseguirlo e di arrestarlo nel momento in cui lo raggiungono.

  1. Art.192 codice della strada.
  2. Cass. pen. n.24633 del 6 febbraio 2019.
  3. Art.337 codice penale.
  4. Tribunale di Torre Annunziata n.1620 del 15 luglio 2021.
  5. Tribunale di Monza n.3158 del 27 novembre 2019.