Norme e Diritto

Abbandono di incapaci: cosa si rischia?

A tutti noi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di esserci occupati di una persona incapace.

Nulla cambia se si tratta di un bambino in tenera età, magari di nostro figlio, di quello di un amico o di un parente, oppure di un giovane o di un adulto con un problema fisico o mentale o, infine, di un anziano, incapace di badare a se stesso.

In tutti questi casi, anche senza saperlo, ci assumiamo una grande responsabilità.

Infatti, quando ci prendiamo cura di un soggetto debole non sono ammesse distrazioni, tant’è che la legge punisce con il carcere l’abbandono di incapaci.

Cerchiamo, allora, di capire quali sono i comportamenti che possono farci finire nei guai.

Abbandono di incapaci: cosa dice la legge?

Iniziamo subito col dire che sono considerate persone incapaci i minori degli anni 14 e tutti coloro che non sono in grado di badare a loro stessi a causa della vecchiaia, di una malattia fisica o mentale o per qualsiasi altro motivo.

In tutti i casi in cui una di queste persone sia affidata alla nostra cura o alla nostra custodia, anche momentanea, se l’abbandoniamo, rischiamo di finire in galera.

La legge, infatti, punisce l’abbandono di incapaci con il carcere da 6 mesi a 5 anni [1].

Ma non è finita qui.

Se la persona abbandonata riporta una ferita o un‘altra lesione, la pena aumenta da 1 a 6 anni e, nel caso in cui muoia, sale da 3 a 8 anni.

Aumenti di pena, infine, sono previsti se l’autore dell’abbandono è il genitore dell’incapace, oppure il figlio, il coniuge, l’adottante o l’adottato.

Cosa si intende per abbandono di incapaci?

Per evitare fraintendimenti, va subito detto che non possiamo essere accusati di aver abbandonato un incapace affidato alla nostra custodia, solo perché ci siamo allontanati da quest’ultimo per qualche momento, lasciandolo da solo.

Pensiamo ad un bambino in tenera età lasciato nel box a giocare dalla baby-sitter, mentre quest’ultima si allontana per preparargli il pasto.

In questo caso non si può parlare di abbandono di incapaci.

Per trovarci di fronte ad una situazione di abbandono, infatti, non basta allontanarsi dall’incapace, magari per poco tempo, ma è necessario che quest’ultimo abbia corso un reale pericolo.

Pensiamo ancora alla babysitter che lascia un bambino da solo a giocare nel box per andare al cinema o dal parrucchiere.

Ovviamente, non è necessario che succeda qualcosa, ad esempio che il minore si faccia male o peggio, per essere accusati di abbandono di incapaci, ma basta che la situazione di pericolo si possa anche solo prevedere.

In altre parole, possiamo parlare di abbandono tutte le volte in cui il comportamento sia incompatibile con l’obbligo di curare e custodire l’incapace.

Non sempre è indispensabile un’azione, come quella di allontanarsi lasciando solo il soggetto debole.

Infatti, può bastare anche un’omissione, come smettere di dargli da mangiare o di somministrargli i medicinali o, ancora, se ricoverato in una casa di cura, non trasferirlo altrove se ci accorgiamo che in quella struttura non viene adeguatamente assistito.

Chi può essere accusato di abbandono di incapaci?

Tutti coloro che per legge o per altri motivi hanno il dovere di prendersi cura di un minore degli anni 14 o di un’altra persona incapace di badare a se stessa per età, malattia e così via, possono essere accusati di abbandono di incapaci.

Abbandono di incapaci: i minori.

Come già detto, i minori degli anni 14 sono sempre considerati dalla legge incapaci e, quindi, non possiamo lasciarli da soli senza rischiare di essere accusati di abbandono di incapaci.

Chi deve occuparsi di un minore degli anni 14, inoltre, non può evitare la condanna dimostrando che quest’ultimo era in grado di badare a se stesso (c.d. presunzione assoluta di incapacità).

Per tutti gli altri soggetti, invece, l’incapacità deve essere accertata e provata di volta in volta.

Ricordiamo che i genitori, i nonni, gli insegnanti, gli allenatori e i catechisti non possono evitare di prendersi cura dei minori e di vigilare su di loro.

La stessa regola vale per tutti coloro ai quali il minore viene affidato anche temporaneamente, come, ad esempio, l’autista dello scuolabus che lascia scendere il bambino da solo alla fermata anche se non ci sono i genitori ad aspettarlo.

Commette il reato di abbandono di incapaci anche il genitore che, per andare a fare la spesa, lascia da solo il figlio di pochi anni nella macchina, chiusa, sotto il sole e ciò anche nel caso in cui il bambino non riporti alcuna conseguenza per la sua salute.

Abbandono di incapaci: gli anziani.

Abbiamo visto che il reato non scatta solo nel caso di abbandono di minori degli anni 14, ma anche quando lasciamo da sola una persona anziana.

Noi figli siamo stati abituati a contare sui nostri genitori e ad appoggiarci su di essi, per cui diventa difficile pensare che arriverà il giorno in cui spetterà a noi prenderci cura di loro.

Quando i nostri genitori a causa dell’età avanzata o di problemi fisici o mentali non sono più in grado di badare a loro stessi, tocca a noi occuparcene.

In questo caso, però, a differenza dei minori degli anni 14, l’incapacità va accertata volta per volta e il reato di abbandono di incapaci scatta solo quando l’anziano lasciato da solo corra un reale pericolo.

Ad esempio, se ci allontaniamo per un periodo di vacanza più o meno lungo lasciando da solo nostro padre malato, senza neppure avere la possibilità di uscire di casa, rischiamo di finire in galera.

Possiamo evitare questo rischio prendendo una badante che lo assista fino al nostro ritorno.

È una spesa che vale la pena sostenere, anche perché un processo penale per abbandono di incapaci ci costerebbe senz’altro di più.

Abbandono di incapaci: un caso particolare.

Anche se abbandoniamo all’estero un minore italiano degli anni 18, affidatoci nel nostro Paese per ragioni di lavoro, rischiamo il carcere da sei mesi a cinque anni.

L’unica differenza rispetto a quanto già visto in precedenza consiste nell’età del minore che, in questo caso, può avere anche più di 14 anni.

  1. Art.591 codice penale.