In breve

> Cartello “attenti al cane”: ultimissime dalla cassazione

Basta mettere il cartello “attenti al cane” ben in vista sul cancello d’ingresso della nostra abitazione per starcene tranquilli?

In altre parole, ciò è sufficiente per liberarci da ogni responsabilità nel caso in cui il nostro animale aggredisca qualcuno, provocandogli una ferita o peggio?

Sull’argomento si è espressa di recente la Corte di cassazione [1], che ha assunto una posizione molto chiara, della quale è il caso di tener conto, soprattutto se possediamo un animale che scorrazza liberamente nel cortile di casa nostra.

Il padrone, secondo i giudici della cassazione, ha l’obbligo di adottare ogni misura per evitare che il cane faccia del male ad un terzo.

Tale obbligo grava sul proprietario non solo quando quest’ultimo va a passeggio con l’animale, ma anche quando l’animale stesso si trova chiuso nel cortile di casa.

Quindi, la semplice esposizione del cartello “attenti al cane” non è sufficiente per evitare problemi al suo proprietario.

L’obbligo di custodia [2] riguarda tutti gli animali e, in particolare, quelli pericolosi, come ad esempio i doberman, i pitbull e i rottweiler.

Chiunque lascia libero un cane pericoloso oppure non adotta tutte quelle cautele necessarie per evitare che arrechi danni a terzi rischia una sanzione amministrativa da 25 a 258 euro.

Altra cosa se il cane provochi un incidente stradale, di cui risponderà in ogni caso il suo proprietario, salvo che riesca a provare il c.d. caso fortuito [3].

Allora se il nostro cane appartiene ad una di quelle razze considerate pericolose, occorre che prestiamo una particolare attenzione.

Così, anche se lo teniamo in un luogo recintato e avvisiamo i terzi della sua presenza attraverso il cartello “attenti al cane”, dobbiamo fare in modo che in questo luogo non possa entrare nessuno.

Se non possiamo evitarlo, non dobbiamo consentire all’animale di muoversi liberamente, ma è necessario tenerlo al guinzaglio.

Attenzione perché se non rispettiamo queste regole e ci limitiamo ad esporre il cartello “attenti al cane”, rischiamo di essere incriminati per lesioni colpose [4] o, addirittura, per omicidio colposo [5], se il nostro cane aggredisce un terzo ferendolo oppure provocandone la morte.

  1. Cass. pen. n.31821 del 24 luglio 2023.
  2. Art.672 codice penale.
  3. Art.2052 codice civile.
  4. Art.590 codice penale.
  5. Art.589 codice penale.