Famiglia

Come fare per separarsi?

Ormai il nostro matrimonio è arrivato al capolinea e, così, stiamo pensando di darci un taglio.

Resta solo da capire come fare per separarsi.

È giusto chiederselo, perché esistono più procedure, con tempi e costi diversi.

Il primo consiglio è sempre quello di procedere con calma, perché in questi casi prendere una decisione affrettata potrebbe costarci caro.

Pensiamo ad un marito che per separarsi più velocemente promette alla moglie un mantenimento troppo alto, che, poi, non è in grado di pagare.

Pensiamo anche a una moglie che a cuor leggero consente al coniuge di continuare ad abitare nella casa familiare e, poi, non riesce a pagare l’affitto dell’appartamento in cui si è trasferita.

Sono tutti problemi che non è facile risolvere successivamente.

Allora, è proprio il caso di stare attenti, anche perché le decisioni che prendiamo quando ci separiamo, ce le portiamo dietro per molti anni, se non per decenni.

Stando così le cose, è sempre meglio rivolgerci a un professionista e investire un po’ di denaro per avere qualche consiglio utile e capire qual è la strada migliore da seguire.

Come fare per separarsi: i primi passi?

Quando pensiamo alla separazione, la prima cosa che ci viene in mente è una lunga e costosa causa davanti al tribunale.

Non è sempre così.

Ci sono, infatti, metodi molto più veloci e meno cari di un processo in tribunale.

Tutto dipende da una cosa: se riusciamo a metterci d’accordo con il nostro partner sulle condizioni della separazione.

Prima, però, di decidere come fare dobbiamo affrontare un altro problema e cioè dire a nostro marito o a nostra moglie che vogliamo separarci.

Si tratta di una decisione molto personale e, quindi, è sempre meglio pensarci da soli senza chiedere aiuto ad un estraneo.

Questo non è sempre possibile, soprattutto quando tra i coniugi c’è una forte tensione o, addirittura, uno di loro ha già abbandonato il tetto coniugale.

Se è così, non ci resta che affidarci a un avvocato.

Sarà lui ad inviare all’altro coniuge una raccomandata, con la quale gli comunica la nostra volontà di separarci.

Lo inviterà anche a contattarlo, direttamente o tramite un legale di sua fiducia, per concordare le condizioni della separazione.

Di solito l’avvocato non chiede un granché per scrivere questa lettera, poiché il suo costo, normalmente, rientra tra quelli della procedura di separazione.

La lettera può anche servire se decidiamo di andarcene di casa, prima di separarci.

In questi casi, infatti, è sempre meglio comunicare al partner che intendiamo allontanarci dalla residenza familiare, risultando impossibile la convivenza.

Come fare per separarsi in tribunale?

La separazione si fa quasi sempre in tribunale e può essere giudiziale o consensuale.

Se è consensuale è tutto più semplice.

Per fare una separazione consensuale, però, è necessario che i coniugi si mettano d’accordo su tutto.

In primo luogo, sulla decisione di separarsi, poi:

  • sull’affidamento dei figli minori o, meglio, su dove gli stessi andranno a vivere (l’affidamento spetta ad entrambi i genitori);
  • sul diritto di visita dei figli minori e cioè sui giorni in cui il genitore con il quale i figli non abitano potrà vederli;
  • sull’assegnazione della casa coniugale (la casa viene sempre assegnata al genitore con il quale i figli minori continueranno a vivere) [1];
  • su un eventuale contributo al mantenimento del coniuge economicamente più debole;
  • sul mantenimento dei figli minori o maggiorenni economicamente non autosufficienti.

Se siamo stati così bravi e ci siamo messi d’accordo su ogni questione, allora possiamo risolvere tutto in tribunale in una sola udienza, confermando davanti al giudice la nostra volontà di separarci alle condizioni concordate col partner.

In questo modo risparmieremo pure un mucchio di denaro.

Possiamo raggiungere lo stesso risultato anche senza andare di persona in tribunale e confermando per iscritto la nostra volontà di separarci.

Sarà il nostro avvocato a trasmettere questa dichiarazione al giudice.

La separazione consensuale può essere fatta con un solo avvocato che segue entrambi i coniugi o, indifferentemente, con 2 avvocati.

Se, invece, la coppia non si mette d’accordo su tutte le condizioni della separazione, bisogna necessariamente procedere con una separazione giudiziale.

Si tratta di una vera e propria causa con diverse udienze, atti da depositare, testimoni da sentire e così via.

Le cose si complicano non poco, i tempi aumentano notevolmente e le spese legali pure.

In quest’ultimo caso, ovviamente, occorrono 2 avvocati.

È bene sapere, infine, che per poterci separare, consensualmente oppure giudizialmente, occorrono una serie di documenti: ad esempio l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio (che si fa nel comune in cui ci siamo sposati), lo stato di famiglia e il certificato di residenza di entrambi i coniugi, copia delle ultime 3 dichiarazioni dei redditi, copia dei documenti di identità e del codice fiscale e, ultimamente, anche copia degli estratti del conto corrente bancario sempre degli ultimi 3 anni.

Come fare per separarsi con la negoziazione assistita?

Possiamo anche evitare di andare in tribunale per separarci, incaricando il nostro avvocato di avviare una negoziazione assistita.

Non facciamoci spaventare dai termini.

Si tratta semplicemente di una procedura nella quale un coniuge chiede a un legale di aiutarlo a fare un accordo con l’altro coniuge sulle condizioni della separazione.

Senza entrare nei particolari tecnici della procedura, basti sapere in questa sede che se le parti riescono a trovare un accordo il gioco è fatto: i coniugi si sono separati senza neppure rivolgersi al giudice.

Possiamo così velocizzare la procedura e guadagnare diversi mesi.

La differenza con la separazione consensuale fatta in tribunale è evidente.

Mentre in quest’ultimo caso andiamo dal giudice solo quando abbiamo raggiunto un accordo, la negoziazione assistita, invece, serve proprio per raggiungere questo accordo.

Ricordiamo, però, che non possiamo fare la negoziazione assistita con un solo avvocato, ma ognuno dei coniugi deve avere il proprio legale.

Questo ovviamente comporta un aumento delle spese, che, invece, possiamo evitare facendo una separazione consensuale in tribunale con l’intervento di un solo avvocato.

Come fare per separarsi in comune?

Tutti hanno sentito parlare della possibilità di separarsi in comune.

Non tutti, però, sanno che è il modo più semplice e meno caro per farlo.

Infatti, basta fare un accordo con il proprio partner su tutte le condizioni della separazione e, poi, rivolgersi al sindaco (o a un suo delegato) del comune in cui abitiamo o dove è stato trascritto il matrimonio.

L’unico limite di questa procedura è che può essere utilizzata solo da coppie senza figli minori o, comunque, non economicamente autosufficienti oppure con gravi disabilità

In comune, non possiamo neppure cedere o ricevere dall’altro coniuge beni mobili (del denaro, un’autovettura e così via) o immobili (ad esempio la quota dell’abitazione familiare oppure la seconda casa in montagna).

Per questi trasferimenti, però, le parti possono fare accordi separati senza dire nulla in comune.

L’unica cosa ammessa è il riconoscimento di un assegno di mantenimento in favore di uno dei coniugi [2]. 

Come già detto, questa procedura costa veramente poco (solo qualche decina di euro).

Quanto costa separarsi?

Una volta che abbiamo capito come fare per separarsi, cerchiamo ora di scoprire quanto costa.

Inutile dire che la spesa dipende anche dalla notorietà dell’avvocato al quale ci siamo rivolti e dalle difficoltà incontrate per fare l’accordo.

Normalmente una separazione consensuale può costare dai 1.000 ai 2.000 euro.

Difficile, invece, fare una separazione giudiziale spendendo meno di 5.000 euro.

  1. Art.337 sexies codice civile.
  2. Consiglio di Stato n.4478 del 26 ottobre 2016.