Se siamo dei frequentatori abituali degli aeroporti ci sarà sicuramente capitato di arrivare al check-in e di scoprire che il nostro volo è in overbooking.
Si tratta senza dubbio di una grossa scocciatura, soprattutto quando abbiamo la necessità di prendere quel volo per motivi di lavoro oppure personali.
Tra l’altro, questi problemi si verificano molto più spesso di quello che possiamo immaginare, un po’ come i ritardi o le cancellazioni dei voli.
Non tutti sanno, però, che solo col check-in (anche online) e l’emissione della carta d’imbarco, e non con la semplice prenotazione, ci assicuriamo la disponibilità del posto senza rischiare di rimanere a terra.
Cerchiamo, allora, di capire cosa fare in caso di overbooking.
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Cos’è l’overbooking?
Ancora una volta dobbiamo fare i conti con un termine in inglese.
Overbooking letteralmente significa sovraprenotazione.
Molte compagnie aeree, soprattutto nei periodi in cui il traffico è particolarmente intenso (ad esempio in estate), vendono più biglietti di quelli disponibili.
Ai più può sembrare strano, ma le compagnie contano sulla possibilità (concreta) che diversi passeggeri, all’ultimo minuto, rinuncino a partire e non si presentino in aeroporto così da lasciare libero il proprio posto.
É evidente che l’obiettivo delle compagnie è quello di evitare di far volare un aereo non al completo e con qualche posto libero, così da trarre da ogni singolo viaggio il massimo guadagno.
Non dobbiamo credere, inoltre, che questa tecnica, più o meno corretta, venga utilizzata solo dalle compagnie aeree c.d. low cost.
Anche diverse compagnie di bandiera ricorrono a queste strategie.
Non dobbiamo pensare, infine, che sia una tecnica utilizzata solo nel settore del trasporto aereo o per mare.
Ad esempio, molti albergatori usano questo sistema di sovraprenotazione per riempire i propri hotel, spesso a scapito dei clienti che, arrivati nel luogo di villeggiatura, si trovano senza una stanza dove dormire.
Cosa fare in caso di overbooking?
Una volta che abbiamo capito cos’è l’overbooking, viene naturale chiederci cosa possiamo fare se ci capita di essere lasciati a terra.
Nessuno dubita che questo sistema sia nato per favorire le compagnie aeree ed evitare che alcuni voli decollino con il velivolo mezzo vuoto.
Allo stesso tempo, però, non si può negare che l’overbooking può arrecare grossi disagi ai passeggeri.
Pensiamo al caso in cui dobbiamo prendere un aereo per andare in un’altra città a sostenere un esame oppure a trovare un nostro parente in ospedale.
Allora, come non provare una grande rabbia quando al banco del check-in ci viene detto che non possiamo imbarcarci a causa del numero dei passeggeri?
Eppure, abbiamo una regolare prenotazione e anche la necessità di prendere quel volo.
Inutile alzare la voce e protestare, tanto siamo costretti a rimanere a terra.
Allora, la prima cosa da fare, dopo esserci calmati un po’, è recarci presso gli uffici della compagnia aerea per chiedere spiegazioni.
Ricordiamo che la compagnia deve darci tutte le informazioni del caso e, a volte, anche riconoscerci un risarcimento dei danni.
Cosa fare in caso di overbooking: gli obblighi della compagnia aerea.
Anche se abbiamo capito cosa fare in caso di overbooking, non possiamo non chiederci se l’overbooking sia legale oppure no.
Potrà sembrare strano, ma ogni compagnia aerea fa quello che vuole e, quindi, se intende vendere più biglietti di quelli disponibili può farlo e nessuno glielo può impedire.
Deve solo rispettare alcune regole stabilite a livello europeo per limitare i disagi dei passeggeri che si trovano senza posto in aereo, col rischio di dover rinunciare al viaggio [1].
In particolare, la compagnia aerea deve:
- cercare un passeggero disponibile a viaggiare su un volo successivo (se non si trovano “volontari” gli ultimi della fila al check-in perderanno il volo);
- rimborsare il prezzo del biglietto entro i 7 giorni successivi (con denaro sonante oppure con buoni viaggio);
- offrire al passeggero in overbooking un volo alternativo che soddisfi le sue esigenze;
- assistere il passeggero fermo in aeroporto, fornendogli cibo, bevande e quant’altro sia necessario;
- garantire al passeggero la possibilità di fare almeno 2 telefonate oppure di inviare un messaggio, una mail o un fax;
- se necessario, pagargli l’albergo per la notte, trasportandolo gratuitamente in hotel e, il giorno dopo, in aeroporto;
- accompagnarlo presso un altro aeroporto se decide di imbarcarsi altrove;
- rimborsargli la differenza del prezzo se il passeggero viene imbarcato in una classe inferiore rispetto a quella prenotata in precedenza.
Ricordiamo, infine, che se i passeggeri disponibili a salire su un altro volo non bastano, la compagnia è costretta a lasciare a terra anche chi non è contrario a rinviare la partenza.
Cosa fare in caso di overbooking: il risarcimento dei danni.
Come per il volo cancellato, anche nel caso di overbooking il passeggero può ottenere un risarcimento dei danni.
Si tratta per la verità di una somma determinata in via preventiva e forfettaria e che, dunque, prescinde dai danni effettivamente subiti dal passeggero.
In particolare, il risarcimento viene determinato tenuto conto della distanza che il passeggero doveva percorrere.
Così chi è rimasto a terra otterrà un risarcimento di:
- 250 euro se doveva percorrere una tratta di 1.500 km oppure tratte più brevi;
- 400 euro se, invece, doveva percorrere tratte all’interno della comunità europea superiori a 1.500 km o altre tratte, anche fuori dalla comunità, fino a 3.500 km;
- 600 euro, infine, se doveva percorrere tratte più lunghe di 3.500 km.
Queste somme, però, vengono dimezzate se il passeggero viene imbarcato su un volo alternativo offerto dalla compagnia aerea, che parte a distanza di qualche ora rispetto al volo originario.
In particolare, ci sarà la riduzione di cui abbiamo appena detto se il volo alternativo parte entro:
- 2 ore per le tratte aeree sino a 1.500 km;
- 3 ore per le tratte aeree da 1500 a 3.500 km;
- 4 ore per le tratte aeree più lunghe (da 3500 km in su).
Come richiedere il risarcimento dei danni in caso di overbooking?
Innanzitutto, il risarcimento dei danni va chiesto entro 7 giorni.
il termine decorre dal giorno in cui non è stato possibile imbarcarci a causa dell’overbooking.
La domanda di risarcimento va presentata direttamente alla compagnia aerea responsabile del mancato imbarco oppure al tour operator nel caso dei viaggi c.d. tutto compreso.
Possiamo utilizzare anche il modulo scaricabile dal sito dell’ente nazionale per l’aviazione civile (www.enac.gov.it).
A tal fine ricordiamo sempre di conservare i biglietti in originale, perché ci verranno richiesti.
Ci sono anche delle agenzie che si occupano di queste pratiche e che, quindi, ci possono dare una mano per ottenere il risarcimento dei danni.
- Regolamento CE n.261/2004 dell’11 febbraio 2004.






