Tutti noi sappiamo che ci sono delle professioni protette dalla legge che possono essere svolte solo da chi è iscritto in un apposito albo o elenco [1].
Fra queste ricordiamo la professione di avvocato, di architetto, di notaio, di ingegnere e quella di medico.
Non sempre, però, i professionisti posseggono tutti i requisiti per svolgere legittimamente la professione.
Chi non ha mai letto sui giornali o sentito in tv di falsi medici che hanno esercitato l’attività per anni, anche nei nostri ospedali, ingannando così i pazienti che si affidavano alle loro cure?
In questo articolo cercheremo di spiegare a quali conseguenze va incontro chi decide di spacciarsi per un professionista e non lo è e, magari, si dedica all’esercizio abusivo della professione medica.
Indice dei contenuti
Esercizio abusivo della professione medica: cosa dice la legge?
La legge punisce chi esercita abusivamente una qualsiasi professione protetta [2].
In altre parole, chi svolge la professione medica senza aver ottenuto la laurea in medicina, oppure chi fa l’avvocato senza aver superato l’esame di Stato per l’abilitazione o qualunque altro professionista che esercita l’attività senza essere iscritto in un apposito albo, ove richiesto, commette il reato di esercizio abusivo della professione.
Le sanzioni sono piuttosto severe.
Chi viene condannato per l’esercizio abusivo della professione medica, o di un’altra professione, rischia una pena da 6 mesi a 3 anni di carcere e una multa da 10.000 a 50.000 euro.
La pena aumenta da 1 a 5 anni e la multa da 15.000 a 75.000 euro per il medico che consente a chi è senza abilitazione di svolgere l’attività nel suo studio.
Il reato è perseguibile d’ufficio e, quindi, non è necessario che il cittadino sporga querela.
E non è finita.
Per evitare che il condannato, una volta scontata la pena, possa tornare a svolgere la professione, la sentenza viene pubblicata su quotidiani locali oppure a diffusione nazionale, in modo che tutti ne possano venire a conoscenza.
Il giudice, infine, può anche confiscare i beni che sono stati utilizzati per commettere il reato.
Si pensi, ad esempio, a un soggetto che svolge la professione medica senza essersi mai laureato.
In questo caso il tribunale, oltre a condannarlo alla pena già vista, gli confischerà lo stetoscopio, il lettino sul quale visita i pazienti e tutte le altre apparecchiature che il falso professionista usava nell’esercizio della sua attività.
Perché l’esercizio abusivo della professione medica va punito?
Punendo chi esercita abusivamente la professione medica lo Stato cerca di proteggere tutti noi.
Così possiamo stare più tranquilli, quando ci affidiamo a un medico per risolvere un nostro problema di salute.
È importante, infatti, che particolari professioni siano svolte solo da persone capaci e preparate, che abbiano completato uno specifico percorso di studio.
Allora, il diploma di laurea, l’iscrizione in un albo o l’abilitazione all’esercizio della professione sono il biglietto da visita per i cittadini che possono, così, rivolgersi con fiducia al professionista.
Tutti noi, infatti, quando non ci sentiamo bene, vogliamo che sia un medico competente ad occuparsi della nostra salute.
Così il solo fatto che le sue capacità siano state acquisite attraverso specifici corsi di studio, esami o concorsi pubblici ci fa stare più tranquilli.
Chi è colpevole di esercizio abusivo della professione medica?
Abbiamo già detto che commette il reato di esercizio abusivo della professione medica chi:
- non ha la laurea in medicina o in odontoiatria;
- non è iscritto all’albo professionale;
- è stato sospeso o cancellato dall’albo professionale.
Non è neppure necessario che per l’attività svolta il falso professionista abbia ricevuto del denaro.
Infatti, anche chi esercita abusivamente la professione medica senza chiedere in cambio alcun compenso può essere punito dalla legge.
Non importa, poi, che il paziente conosca o meno la situazione.
Così, il medico può essere condannato per esercizio abusivo della professione anche nel caso in cui il cittadino, pur sapendo che il professionista è stato cancellato dall’albo o non ha i titoli per svolgere l’attività, si rivolge a lui per una visita o un piccolo intervento.
Il reato non può essere escluso neppure nel caso in cui l’intervento eseguito dal falso professionista abbia avuto successo.
Ricordiamo, infine, che è sufficiente svolgere l’attività medica anche una sola volta (ad esempio fare una sola visita o un intervento chirurgico) per rischiare di finire in galera.
Esercizio abusivo della professione medica: cosa dice la cassazione?
Molti sono i casi in cui la Corte di cassazione si è occupata dell’esercizio abusivo della professione medica.
Ad esempio, è stato condannato per questo reato chi ha eseguito un intervento per rimuovere un tatuaggio con l’utilizzo di un apparecchio a luce pulsata senza essere in possesso del titolo di dermatologo [3].
È stato condannato per esercizio abusivo della professione medica anche il direttore sanitario di uno studio medico che ha consentito a un soggetto senza abilitazione di svolgere la professione medica nel proprio ambulatorio [4].
Allo stesso modo è stata ritenuta abusiva l’attività di consulenza, lo svolgimento di sedute e di colloqui e i trattamenti ipnotici del paziente eseguiti da un soggetto privo dell’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo [5].
Non è sfuggito alla condanna neppure chi, prima di concludere gli studi in medicina, ha visitato pazienti, effettuato diagnosi e li ha curati con prodotti omeopatici [6].
Condannato per esercizio abusivo della professione di igienista dentale e di dentista anche l’odontotecnico che ha svolto attività di pulizia dei denti, di rimozione del tartaro, di installazione di ponti e otturazioni e di rilevazione di impronte dentali [7].
Allo stesso modo è stato considerato abusivo l’esercizio dell’attività di dentista svolta da chi, pur avendo ottenuto l’abilitazione in un altro Stato, non era iscritto nell’albo dei medici e odontoiatri nel nostro Paese [8].
È stato ritenuto responsabile di esercizio abusivo della professione medica chi, pur non avendo la laurea in medicina, ha svolto attività chiropratica facendo diagnosi, prescrivendo cure e somministrando farmaci ai propri pazienti [9].
Al contrario, è stato assolto dal reato l’infermiere che, su invito del chirurgo e sotto il suo controllo, durante un intervento ha sbloccato un apparecchio malfunzionante in tal modo intervenendo direttamente sul paziente, come un medico [10].
- Art.2229 codice civile.
- Art.348 codice penale.
- Cass. pen. n.28174 del 23 giugno 2021.
- Cass. pen. n.21989 del 8 luglio 2020.
- Cass. pen. n.16566 del 3 aprile 2017.
- Cass. pen. n.34200 del 6 settembre 2007.
- Cass. pen. n.4294 del 12 dicembre 2008.
- Cass. pen. n.6129 del 13 novembre 2018.
- Cass. pen. n.30590 del 21 luglio 2003.
- Cass. pen. n.24032 del 28 aprile 2022.






