Quando i debiti aumentano a dismisura e ci troviamo con l’acqua alla gola, viene naturale pensare a quale strada possiamo imboccare per salvare il salvabile.
Se non è possibile concludere un accordo con i nostri creditori così da avere un po’ di respiro, è bene chiedersi se ci sia un modo per evitare almeno il pignoramento dell’abitazione in cui viviamo con la nostra famiglia.
Ci è stato, così, suggerito di intestare la casa alla moglie, ma abbiamo dei dubbi e non siamo convinti che sia la soluzione migliore.
Cerchiamo, allora, di capire se ne può valere la pena oppure se è fatica sprecata.
Indice dei contenuti
Intestare la casa alla moglie: è utile per evitare il pignoramento?
La legge stabilisce che ognuno di noi risponde dei debiti che ha contratto con tutti i suoi beni, presenti e futuri (c.d. garanzia patrimoniale) [1].
Ciò significa che disfarsi dei propri beni dopo essersi indebitati, con lo scopo di privare il creditore di ogni garanzia patrimoniale, è contrario alla legge.
Il modo più utilizzato dai debitori per spogliarsi dei propri beni è quello di trasferirne la proprietà alla moglie o a un altro parente.
Prima di intestare la casa alla moglie, però, è indispensabile verificare se siamo in comunione dei beni oppure no.
Nel primo caso, per evitare che il creditore possa, comunque, portarci via l’immobile, dobbiamo innanzitutto modificare il regime patrimoniale della famiglia, adottando quello della separazione dei beni.
Solo in questo caso, infatti, possiamo evitare che i creditori pignorino i beni trasferiti al coniuge.
Diversamente, possiamo raggiungere lo stesso scopo, e cioè dividere il nostro patrimonio da quello della consorte, facendo finta di separarci.
Con la separazione, infatti, cessa la comunione dei beni tra i coniugi.
Nel corso della separazione è anche possibile intestare la casa alla moglie, magari giustificando il trasferimento immobiliare con la necessità di riconoscerle un bene di valore in sostituzione dell’assegno di mantenimento.
Ciò che conta è che l’intestazione della casa al coniuge non avvenga attraverso una donazione, per le ragioni che vedremo di seguito.
Intestare la casa alla moglie: quali sono le conseguenze per il creditore?
Una volta che abbiamo provveduto ad intestare la casa alla moglie, con un atto di vendita oppure in sede di separazione o divorzio, i creditori non possono più portarcela via.
Allora, se non siamo proprietari di altri beni, possono solo sperare di ottenere il pagamento di quanto loro dovuto, avviando una procedura di pignoramento presso terzi.
Così, se svolgiamo un’attività lavorativa o percepiamo una pensione, i creditori possono rivolgersi al nostro datore di lavoro o all’Inps ed ottenere che questi ultimi versino loro, mese dopo mese, il 20% delle somme che ci sono dovute e ciò sino all’estinzione del debito.
Si noti che se il debito è molto elevato, il nostro creditore dovrà armarsi di pazienza, perché non è possibile trattenere più del 20% dello stipendio o della pensione.
Anzi, se la nostra pensione è pari o inferiore a 1.000 euro, il creditore non potrà pignorarci neppure un centesimo.
Se, invece, è superiore a 1.000 euro, potrà pignorarci il 20% della parte eccedente (in pratica, se percepiamo una pensione di 1.500 euro netti può portarci via 100 euro e cioè il 20% di 500 euro).
Intestare la casa alla moglie: come può difendersi il creditore?
Spesso il trasferimento della proprietà della casa in favore della moglie desta dei sospetti e fa pensare che questa operazione sia stata compiuta al solo scopo di frodare i creditori.
In questi casi la legge riconosce ai creditori stessi la possibilità di soddisfarsi, comunque, sul bene che era intestato al debitore (c.d. inefficacia relativa della vendita) e di eseguire il pignoramento nei confronti della moglie.
Prima di pignorare l’immobile intestato alla consorte, il creditore, però, deve ottenere dal tribunale una sentenza che dichiari l’inefficacia dell’atto con cui la casa è stata intestata a costei (o a un terzo).
A tal fine, entro 5 anni dal compimento dell’atto, deve avviare una c.d. azione revocatoria nei confronti del debitore e di sua moglie [2].
Nel corso del giudizio, oltre all’esistenza del proprio credito, deve anche dimostrare che il debitore ha compiuto l’atto per diminuire il suo patrimonio in frode ai creditori.
Deve, infine, provare di aver subito un danno, noto al debitore e alla consorte.
Si tratta di prove difficili da dare, anche se, spesso, la coincidenza fra il ricevimento di un sollecito di pagamento o di un provvedimento giudiziario e la sottoscrizione dell’atto di trasferimento dell’immobile facilitano l’azione del creditore.
Intestare la casa alla moglie: il sequestro conservativo.
Non sempre il debitore può fare ciò che vuole.
In alcuni casi la legge consente al creditore di impedire al debitore, attraverso il c.d. sequestro conservativo [3], di intestare la casa alla moglie.
Infatti, può rivolgersi al giudice per ottenere, prima ancora che il debitore abbia trasferito la proprietà del bene, un provvedimento che sottrae il bene stesso dalla disponibilità del suo proprietario.
A tal fine il creditore deve dimostrare che, con la vendita del bene, viene privato della possibilità di recuperare i suoi soldi.
Intestare la casa alla moglie: la donazione.
Abbiamo visto che intestare la casa alla moglie per evitarne il pignoramento non sempre serve a risolvere il problema e a mettere fuori gioco i nostri creditori.
A maggior ragione, se decidiamo di trasferire il bene a titolo gratuito.
La donazione di casa nostra alla moglie o a un altro parente non ci mette al riparo dalle azioni dei creditori.
Infatti, entro un anno dal trasferimento dell’immobile a titolo gratuito, il creditore che non ha ottenuto il pagamento può, comunque, procedere al pignoramento.
Il creditore viene così tutelato, potendo agire sull’immobile come se non fosse mai uscito dal patrimonio del debitore.
Trascorso l’anno, però, il creditore non può più pignorare il bene, ma mettere in atto altre strategie per raggiungere il suo scopo.
In particolare, entro 5 anni dalla donazione, se vuole pignorare l’immobile trasferito al coniuge del debitore, può rivolgersi al giudice avviando un’azione revocatoria.
Conclusioni.
Se ce la passiamo male e ci troviamo indebitati con il rischio di vedere la nostra casa pignorata dai creditori, è inutile pensare di salvarla trasferendone la proprietà alla moglie se siamo in comunione dei beni.
Infatti, il creditore può pignorarla lo stesso per ottenere quanto a lui dovuto.
Meglio, allora, far finta di separarci, perché abbiamo maggiori speranze di salvare la casa.
Allo stesso modo, se siamo in separazione dei beni, intestare la casa alla moglie non risolve il problema, poiché i creditori possono comunque trascinarci in tribunale affinché venga dichiarata l’inefficacia della vendita e, ancor di più, di una donazione.
- Art.2740 codice civile.
- Art.2901 codice civile.
- Art.2905 codice civile.






