Quando rientro a casa la sera, dopo il lavoro, mia moglie non c’è mai.
Fa sempre tardi, un giorno per un problema in ufficio, un altro perché è passata a salutare sua mamma, un altro ancora perché ha fatto un salto in palestra o in farmacia.
Per non parlare, poi, del tempo che passa al telefono con un’amica.
É mai possibile che, ogni sera, quest’ultima abbia bisogno di parlare con mia moglie?
Ho provato anche a chiederle qualcosa, ma è sempre evasiva e di solito preferisce zittirmi dicendo che è stanca.
L’altra sera ho addirittura aspettato che andasse a letto per controllare il suo telefono.
Avrò il diritto di sapere cosa sta succedendo e se mi sta dicendo la verità?
Potrei anche provare a mettere dei microfoni per registrare le sue telefonate o, magari, pedinarla.
Qualcuno, però, mi ha detto che pedinare la moglie è reato.
Ma è proprio così?
Cerchiamo di scoprirlo insieme.
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Cos’è il pedinamento?
Prima di scoprire se pedinare la moglie è reato, cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando.
Insomma, cosa si intende per pedinamento?
Pedinare vuol dire seguire una persona, di solito ad una certa distanza, in modo che quest’ultima non se ne accorga.
Normalmente lo scopo è quello di scoprire cosa fa la persona sorvegliata, dove va e, soprattutto, chi frequenta.
Si può parlare di pedinamento solo quando chi viene seguito non ha dato il suo consenso.
Pedinare la moglie è reato: cosa dice la legge?
Iniziamo col dire che le forze dell’ordine possono pedinare qualcuno per raccogliere prove o informazioni sul suo conto.
In linea di massima, anche noi lo possiamo fare, però, solo sporadicamente e senza mai entrare in aree private.
Oltre agli uomini delle forze dell’ordine, anche gli investigatori privati possono effettuare pedinamenti.
Possono farlo, ad esempio, per scoprire se la moglie tradisce il marito e viceversa o se un dipendente, durante la malattia, lavora per un’azienda concorrente.
Al di fuori di questi casi, pedinare la moglie o qualsiasi altra persona è un reato.
Cerchiamo di capire meglio.
Quando la persona si accorge di essere pedinata e questa situazione le provoca stress, ansia o la porta a modificare le sue abitudini di vita, allora parliamo di stalking o di molestie.
Lo stalker, se giudicato colpevole, rischia di finire in carcere da 6 mesi a 5 anni [1].
Nei casi più gravi il giudice può anche emettere un’ordinanza restrittiva, vietando allo stalker di avvicinarsi alla vittima o di contattarla.
Allora, se l’intenzione è solo quella di controllare il nostro partner o vedere cosa fa quando è fuori casa, è sempre meglio fare attenzione.
Pedinare la moglie, infatti, può avere gravi conseguenze, soprattutto se quest’ultima si sente perseguitata.
L’utilizzo di strumenti tecnologici per pedinare la moglie.
Molti di noi sono convinti che i nuovi ritrovati della tecnica possono essere utilizzati liberamente, non solo per proteggere i nostri beni (l’auto, la casa e così via), ma anche per controllare i nostri cari.
Non è così.
L’uso di strumenti tecnologici come i microfoni, le telecamere o le app di localizzazione per pedinare una persona non è consentito.
Anzi l’installazione di dispositivi di sorveglianza o di controllo senza il consenso della moglie è una violazione molto grave, considerata una vera e propria interferenza illecita nella sua vita privata [2].
Pedinare la moglie è reato: cosa dice la cassazione?
Può succedere che il marito, quando pensa che la moglie gli nasconda qualcosa, decida di seguirla.
Se questa condotta è occasionale e non invade la privacy del partner, non è vietata.
Al più può infastidirlo e creare dei problemi in casa.
Se proprio non possiamo evitarlo, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un investigatore privato che potrà pedinare nostra moglie senza violare la legge.
Potrà anche fornirci della documentazione (magari delle fotografie) che potremo usare in un’eventuale causa di separazione.
La Corte di cassazione [3], nel decidere il caso di una moglie che non riusciva più a sopportare il marito troppo geloso, ha condannato quest’ultimo alla pena di 8 mesi di carcere per maltrattamenti [4].
Nel giudizio le accuse della moglie erano risultate tutte provate.
I testimoni, infatti, avevano confermato come la moglie fosse continuamente controllata dal marito, che seguiva ogni suo spostamento.
Insomma, il marito, accecato dalla gelosia, aveva reso la vita impossibile alla consorte.
Subito dopo il matrimonio, l’uomo aveva già preso l’abitudine di pedinare continuamente la moglie.
Il titolare del bar dove la donna faceva la cameriera aveva dichiarato al giudice che il marito, temendo di essere tradito, la seguiva persino sul posto di lavoro.
Non dimentichiamo che, nei casi più gravi, il marito può anche essere condannato per stalking tutte le volte in cui il suo comportamento causa nella moglie ansia e timore per la propria vita.
Anzi, per il marito la pena sarà ancora più alta, poiché la legge prevede un aumento quando la vittima di questi comportamenti molesti è la moglie, anche se separata o divorziata.
Gli stessi giudici, infine, hanno ricordato che la condotta del marito troppo geloso, che pedina continuamente la moglie, può avere delle gravi conseguenze anche nel giudizio di separazione.
Questo comportamento, infatti, può essere considerato causa di addebito della separazione stessa.
In altre parole, il marito che assilla la moglie, può essere ritenuto responsabile del fallimento del matrimonio, perdendo, così, il diritto di ottenere l’assegno di mantenimento, anche se ne ha bisogno.
Cosa può fare la moglie vittima di pedinamento?
Quando la moglie scopre di essere pedinata dal marito, è sempre meglio che ne parli prima con lui per capire i motivi di questo comportamento.
Se poi i coniugi non riescono a chiarire la situazione o il marito non smette di farlo, allora non resta che raccogliere più prove possibili, segnarsi le date, gli orari e i luoghi in cui si è verificato il pedinamento e, magari, scattare qualche foto.
Prove alla mano, il consiglio è sempre quello di presentare una denuncia o una querela ai carabinieri o alla polizia.
Nei casi più gravi, si può anche chiedere un provvedimento restrittivo che disponga l’allontanamento da casa del marito.
É sempre una buona idea, infine, rivolgersi a un avvocato senza perdere troppo tempo, prima che la situazione degeneri.
- Art.612 bis codice penale.
- Art.615 bis codice penale.
- Cass. pen. n.3025 dell’8 settembre 2015.
- Art.572 codice penale.






