Famiglia

Quanto costa separarsi?

L’idea di rivolgersi a un avvocato per risolvere un problema, spesso ci spaventa.

La paura è quella di imbarcarci in qualcosa di più grande di noi, magari in una causa, senza sapere come e quando finirà.

Ma quello che più ci preoccupa e che talvolta ci spinge a lasciare stare è la convinzione che l’avvocato ci costerà un mucchio di denaro.

Meglio, allora, abbassare la testa e tirarsi indietro.

Solo in questo modo potremo evitare un sacco di grane e risparmiare i nostri soldi.

Non sempre, però, è così.

Ad esempio, se non andiamo più d’accordo con nostra moglie e in casa è un inferno, forse è meglio affrontare il problema.

Spenderemo in po’ di euro, ma certamente ci guadagneremo in salute.

E poi siamo sicuri che gli avvocati costano così tanto e che per separarci dobbiamo spendere una fortuna?

In questo articolo cercheremo di capire insieme quanto costa separarsi.

Potremo anche rimanere sorpresi.

Quanto costa separarsi: il compenso dell’avvocato.

Come ogni altro lavoratore, anche l’avvocato quando svolge la sua attività deve essere pagato.

Nel momento stesso in cui ci rivolgiamo a un legale e gli affidiamo un incarico o gli chiediamo una consulenza, diventiamo suoi clienti.

Per evitare sorprese è sempre meglio concordare subito il prezzo di questa attività, tenendo ben presente che il costo può sempre essere aggiornato nel corso dell’incarico a seconda degli sviluppi dell’incarico stesso.

In tutti i casi in cui non c’è un accordo scritto, oppure quando non è possibile stabilire in via preventiva il costo della prestazione, la parcella dell’avvocato viene determinata in base alle tariffe forensi.

Lo scopo delle tariffe forensi è quello di proteggere i clienti dagli abusi dei professionisti e, allo stesso tempo, di assicurare all’avvocato il giusto compenso per il lavoro svolto.

Le tariffe forensi, infatti, vengono stabilite per legge e hanno validità su tutto il territorio nazionale, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.

In pratica le tariffe forensi sono una specie di listino prezzi che elenca il costo medio di ogni singola attività svolta dall’avvocato in un giudizio civile, penale, amministrativo o tributario che sia, oppure in sede stragiudiziale, tenuto conto del valore della pratica e della sua complessità.

Sempre per evitare abusi, le tariffe stabiliscono anche i casi in cui l’avvocato può applicare aumenti o riduzioni rispetto ai valori medi indicati nelle tabelle.

Quanto costa separarsi consensualmente?

Abbiamo visto, allora, che un avvocato non si inventa la sua parcella a seconda del giorno o del mese in cui gli affidiamo un incarico.

Quando andiamo da un legale possiamo stare tranquilli, pagheremo il suo lavoro in base a quanto stabilito dalla legge.

Allora, se il nostro matrimonio va a rotoli e vogliamo riottenere la nostra libertà, è importante sapere che meno attività dovrà fare il nostro legale, più bassa sarà la sua parcella.

In altre parole, se riusciamo a trovare un accordo sui figli, sulla casa e sulle questioni economiche con il nostro coniuge siamo a cavallo.

Il legale, in questo caso, dovrà solo fare il ricorso, raccogliere i documenti, presentare tutto al giudice ed occuparsi, in un secondo tempo, dell’udienza.

Nulla di più.

In base alle tariffe forensi potrà chiederci un compenso di 2.336 euro.

Sarà libero di diminuire la richiesta fino a 1.168 euro, oppure di aumentarla sino a 3.504 euro in considerazione della difficoltà dell’incarico.

È evidente che se riusciamo a dirci addio senza litigare, ma l’accordo lo troviamo solo grazie all’intervento del nostro avvocato, spenderemo qualcosa in più rispetto al caso in cui andiamo da quest’ultimo con un accordo già fatto.

Ricordiamo, infine, che se decidiamo di affidarci allo stesso legale, quest’ultimo non potrà chiedere i suoi compensi per intero ad ognuno dei coniugi.

Il compenso, infatti, resta unico, anche se può essere aumentato dall’avvocato.

Toccherà a noi decidere chi deve pagare il legale.

In assenza di un accordo, quest’ultimo potrà richiedere l’intera somma ad uno solo dei coniugi.

Quanto costa separarsi giudizialmente?

Le cose cambiano e le spese aumentano se non riusciamo a trovare un accordo con il nostro partner.

In questo caso, infatti, tocca all’avvocato al quale ci siamo rivolti fare da mediatore fra le nostre richieste e quelle dell’altro coniuge.

Un tentativo che può fallire, ma che se va a buon fine ci farà evitare un giudizio lungo e dall’esito incerto.

Questa attività, ovviamente, andrà pagata e potrà giustificare quell’aumento del compenso dovuto all’avvocato di cui abbiamo già parlato.

Poi nel caso in cui non riusciamo ad aggiustare le cose senza l’intervento del giudice, per raggiungere l’obiettivo e porre fine al nostro matrimonio, non potremo che iniziare un vero e proprio processo.

In questo caso il compenso dell’avvocato sale fino a 7.616 euro, oltre alle spese generali (15%), al 4% dovuto per la cassa previdenziale degli avvocati e all’IVA (22%).

Non dimentichiamo che anche in questo caso l’importo potrà essere diminuito o aumentato dal legale.

Il giudice, infine, potrebbe anche condannare il nostro coniuge a rimborsarci in tutto o in parte le spese legali che abbiamo pagato al nostro avvocato.

Quanto costa separarsi: la negoziazione assistita.

Per separarci non è sempre necessario finire davanti ad un giudice.

È possibile, infatti, raggiungere questo risultato anche affidandoci a un avvocato e scegliendo la strada della negoziazione assistita.

Si noti che questa procedura è meno costosa di quella in tribunale, consensuale o giudiziale che sia.

In questo caso la spesa va da euro 1.100 sino a 2.088 euro.

Facciamo attenzione, però.

Se optiamo per la strada della negoziazione assistita non possiamo scegliere di fare tutto quanto con un solo avvocato.

Dobbiamo, infatti, avere un legale per ciascuno.

Così, anche se raggiungiamo un accordo con il nostro partner non possiamo fare la negoziazione assistita con un solo legale, come per la separazione consensuale in tribunale.

Insomma in questo caso, dovendo pagare 2 avvocati, i costi invece di diminuire aumentano.

Quanto costa separarsi: il gratuito patrocinio.

Se il nostro reddito annuo non supera i 12.838,01 euro il costo del legale non ci deve più preoccupare [1].

In questo caso, infatti, potremo chiedere di essere ammessi al gratuito patrocinio e non dovremo sborsare un solo centesimo.

Infatti, sarà lo Stato a pagare l’avvocato al nostro posto.

  1. Decreto del ministro della giustizia 10 maggio 2023.