Il coniuge che si introduce senza essere invitato nella casa coniugale, assegnata all’atro partner in sede di separazione o di divorzio, può essere condannato per il reato di violazione di domicilio [1].
Il reato è punito a querela di parte con il carcere da uno a quattro anni.
A precisarlo è la Corte di cassazione in una sentenza depositata solo qualche giorno fa [2].
I giudici hanno chiarito che c’è il reato di violazione di domicilio anche se non ci troviamo in presenza di un provvedimento formale di assegnazione della casa familiare.
È sufficiente, infatti, che uno dei due partner si allontani spontaneamente dall’abitazione, trasferendosi altrove, affinché quello rimasto in casa acquisti il diritto di escludere i terzi e, con essi, anche l’ex.
In questo modo i giudici attribuiscono rilevanza alla situazione di fatto che si è venuta a creare nel momento in cui il rapporto è finito.
Allora, è bene fare attenzione quando decidiamo di lasciare la casa familiare alla fine di una relazione, perché in questo modo autorizziamo il partner che è rimasto ad abitarci di stabilire, in via esclusiva, chi può entrare nell’abitazione e chi, invece, no.
Il partner rimasto nella casa familiare è tutelato, sempre secondo i giudici della Corte di cassazione, anche quando la situazione dura da poco tempo.
In un caso, infatti, il suo diritto di escludere l’ex compagno è stato riconosciuto anche se l’interruzione della convivenza aveva avuto luogo solo da alcune ore [3].
Infine, non fa nessuna differenza se la casa è di proprietà del partner che si è allontanato, di entrambi oppure è in affitto.
Il reato di violazione di domicilio si realizza lo stesso per il solo fatto che era stato riconosciuto al compagno, con o senza un provvedimento formale di assegnazione, il diritto di abitare nell’immobile e di impedire ai terzi di accedervi.
- Art.614 codice penale.
- Cass. pen. n.11242 del 16 marzo 2023.
- Cass. pen. n.3998 del 19.12.2018.






