In breve

> Strada piena di buche: una recente sentenza della Corte di cassazione

Ogni giorno, guidando la nostra macchina, dobbiamo fare i conti con il traffico, la mancanza di parcheggi e le insidie stradali.

Chi di noi, infatti, non ha mai percorso una strada piena di buche, con tutti i rischi che questo comporta sia alla sicurezza della circolazione, sia alla nostra vettura?

Quando, poi, il veicolo diventa ingovernabile e si verifica un incidente, già sappiamo che spuntarla con l’ente proprietario della strada (comune, provincia o regione che sia) non è così facile.

Anche le sentenze dei nostri giudici non servono a molto, tanto che non è insolito imbattersi in situazioni simili decise in modo molto diverso.

Una recente pronuncia della Corte di cassazione [1] sembra aprire uno spiraglio a favore degli automobilisti rimasti coinvolti in un incidente causato, anche solo in parte, dalle irregolarità del fondo stradale.

Normalmente, quando percorriamo una strada piena di buche e rimaniamo vittime di un incidente, per ottenere il risarcimento dobbiamo provare che il danno subito è stato causato proprio dal cattivo stato della strada.

Da parte sua, l’ente proprietario, se non vuole pagare, deve, invece, dimostrare di non avere alcuna responsabilità nella provocazione dell’incidente [2].

La cassazione, nella pronuncia richiamata, ricorda che non è necessario provare con certezza che l’incidente è stato causato dalla strada piena di buche.

Infatti, per affermare la responsabilità dell’ente proprietario ed ottenere la sua condanna al risarcimento dei danni, basta dimostrare che il dissesto della strada ha probabilmente contribuito a causare l’incidente.

Questo ragionamento, riassunto nella frase “più probabile che no”, porta a dichiarare la responsabilità dell’ente tutte le volte in cui è più probabile che il danno sia stato causato dalle anomalie dell’asfalto piuttosto che non lo sia stato.

E quando l’incidente ha avuto luogo per una serie di cause, come la velocità elevata, una manovra azzardata, oppure una strada piena di buche, bisogna verificare se tutte quante hanno contribuito a causare l’incidente stesso.

Occorre, quindi, eliminare le cause che sembrano poco probabili e considerare, invece, quelle che lo sono di più.

Facciamo un esempio per capire meglio.

Se la causa individuata da Tizio ha contribuito a provocare l’incidente con una probabilità pari al 30%, mentre quella indicata da Caio con una probabilità del 20%, in base alla regola del “più probabile che no”, dovrà essere accolta la domanda di Tizio, anche se basata su una probabilità piuttosto bassa (solo il 30%).

  1. Cass. civ. n.10978 del 26 aprile 2023.
  2. Art.2051 codice civile.